<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565</id><updated>2012-02-14T12:21:10.639+01:00</updated><category term='Antincendio'/><category term='Medico Competente'/><category term='Infortuni'/><category term='Forum'/><category term='Carichi'/><category term='Graticcia'/><category term='Iniziative'/><category term='Enti ed Associazioni'/><category term='Informazione e Formazione'/><category term='Orchestra'/><category term='cenni storici'/><category term='Palcoscenico'/><title type='text'>SICUREZZA SUL LAVORO NEL TEATRO</title><subtitle type='html'>di Giuseppe Patti</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>54</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-8150375762787184569</id><published>2012-02-05T15:32:00.003+01:00</published><updated>2012-02-05T16:45:12.248+01:00</updated><title type='text'>L’illuminazione di servizio e di sicurezza nei locali di pubblico spettacolo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-7Wv76bL5rtI/Ty6U0jLkDLI/AAAAAAAAAL0/8PVIcmEf59Y/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 185px; height: 140px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-7Wv76bL5rtI/Ty6U0jLkDLI/AAAAAAAAAL0/8PVIcmEf59Y/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705661408442846386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo post è tratto da un mio articolo pubblicato sul n. 6/2010 della rivista Backstage edita da Tecniche Nuove Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al contrario delle luci di scena, che rientrano nella parte artistica di uno spettacolo, l’illuminazione di servizio, le luci blu e le luci di emergenza vengono posizionate in base a criteri strutturali e di sicurezza. Le norme di buona tecnica ci dicono che la zona di lavoro deve essere ampia, ben illuminata e priva di ostacoli. Come sappiamo invece in scena si opera spesso in condizioni di scarsa illuminazione e in spazi ristrettissimi e da un antico detto dei macchinisti capiamo subito qual’è il punto di partenza: "un bravo macchinista deve saper lavorare anche al buio!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando entriamo in un palcoscenico ci veniamo a trovare in un mondo particolare dove è facile imbattersi in situazioni di potenziale pericolo e delle volte al di fuori delle regole. Tra i rischi presenti in un locale dove si fa spettacolo troviamo quello dell’illuminazione che spesso non copre uniformemente l’ambiente di lavoro. &lt;br /&gt;A stabilire i requisiti di illuminotecnica relativi ai luoghi di lavoro ci pensa  la Norma UNI EN 12464-1 che, pur non occupandosi di aspetti di salute e sicurezza, ci fornisce utili riferimenti per stabilire i criteri per una corretta illuminazione al fine di ottenere il miglior livello di confort visivo. Di salute e sicurezza si occupa invece il Titolo II del D.Lgs. 81/08 dove l’art. 62 al punto 1 lettera a), ci fornisce una definizione di luoghi di lavoro intesi come “luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro”. L’art. 63 ci dice sommariamente quali devono essere i requisiti di salute e sicurezza di un luogo di lavoro e ci rimanda all’Allegato IV che vi entra nello specifico. Al fine del nostro lavoro ci interesserà considerare la parte relativa al punto 1.10 dell’allegato IV che recita: “a meno che non sia richiesto diversamente dalle necessità delle lavorazioni e salvo che non si tratti di locali sotterranei, i luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente luce naturale. In ogni caso, tutti i predetti locali e luoghi di lavoro devono essere dotati di dispositivi che consentano un’illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere dei lavoratori”. Per descrivere e valutare l’illuminazione di un ambiente di lavoro facciamo riferimento ad alcune grandezze fondamentali tra cui:&lt;br /&gt;- il flusso luminoso ossia la quantità di energia luminosa emessa da una determinata sorgente nell'unità di tempo. L'unità di misura è il lumen (lm);&lt;br /&gt;- l’efficienza luminosa ossia il rapporto tra il flusso luminoso totale, emesso da una sorgente e la potenza totale in ingresso alla sorgente stessa. Questa grandezza è normalmente espressa in lumen/watt;&lt;br /&gt;- l’illuminamento  che, facendo riferimento ad una superficie illuminata, esprime il flusso luminoso che raggiunge l’unità di tale superficie. Questo si misura normalmente in lux;&lt;br /&gt;- l’intensità luminosa ossia la grandezza che esprime il flusso luminoso di una sorgente in una determinata direzione. Essa viene espressa in candele;&lt;br /&gt;- la  luminanza che, facendo riferimento all’unità di superficie che emette o riflette luce, esprime il rapporto tra l’intensità luminosa, prodotta in una determinata direzione e l’area di proiezione di questo elemento di superficie nella direzione prescelta. Essa fa riferimento alla sensazione relativa di luminosità provata osservando la porzione di superficie in esame e confrontando la stessa con le superfici adiacenti. Questa grandezza è normalmente espressa in nit e viene indicata con Lv   la cui unità di misura è la candela al metro quadrato (cd/m2).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando effettuiamo una valutazione fotometrica di un luogo di lavoro e cioè quantificano l'emissione luminosa in termini della risposta del sistema visivo umano, il quale presenta sensibilità non uniforme alle diverse lunghezza d’onda, la grandezza &lt;br /&gt;più importante è la luminanza perché è direttamente correlata alla percezione visiva. In fotometria viene definita superficie di Lambert, dal nome del fisico Johann Heinrich Lambert, quella particolare superficie per la quale la luminanza è costante in tutte le direzioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’illuminazione durante i montaggi e gli smontaggi:&lt;br /&gt;La maggior parte delle scenografie moderne vengono realizzate in legno e ferro e richiedono quindi un assemblaggio eseguito mediante bulloni e dadi di piccole dimensioni. La Norma ISO 8995 definisce queste procedure come “compiti con requisiti visivi di precisione” e prevede un illuminamento compreso tra 500 e 1000 lux. Al fine di ottenere una buona illuminazione è necessario dotarci di un impianto luci di servizio di tipo industriale regolato da quadri elettrici ed interruttori. &lt;br /&gt;I corpi illuminanti (solitamente dotati di lampade a scarica, ma anche le alogene ed  i neon sono molto usati) devono essere posizionati in modo da non essere coperti dalle parti di scenografia (comprese le quinte). Per questo motivo è utile decidere la loro posizione in fase di progettazione. Il palcoscenico, i ballatoi e la graticcia devono essere illuminati da una luce generale che non lasci alcuno spazio buio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’illuminazione di servizio durante le prove:&lt;br /&gt;Durante le prove (compresi i puntamenti delle luci) sarebbe opportuno non eseguire altri lavori ma spesso, a causa dei tempi ristretti, si rende necessario che coloro che in quel momento non si trovano impiegati nelle prove si occupino di altri lavori. &lt;br /&gt;In questo caso devono essere presenti luci localizzate che illuminino le aree di lavoro. Nel caso in cui non esista la possibilità di ottenere una illuminazione di questo tipo (pensiamo ad una scena che prenda tutto lo spazio) è meglio non eseguire altri lavori. L’organizzazione del lavoro dovrebbe essere pianificata affinché si riduca al minimo indispensabile l’attività non connessa alle prove in corso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’illuminazione di servizio durante gli spettacoli:&lt;br /&gt;Luci blu e illuminazione d’emergenza.&lt;br /&gt;Tutti i teatri sono dotati di un impianto di luci blu indipendente dagli altri impianti. Questo illumina tutti gli spazi generalmente chiamati “dietro le quinte” ed è costituito da una serie di punti luce (molto usate sono le tartarughe) che montano lampade a tungsteno ultimamente sostituite da quelle a basso consumo o led. In base alle esigenze della scena o alla posizione delle quinte, i servizi blu possono essere posizionati alle pareti o per terra come segnapasso.&lt;br /&gt;Sempre l’Allegato IV del D.Lgs. 81/08 ci dice che “ I luoghi di lavoro nei quali i lavoratori sono particolarmente esposti a rischi in caso di guasto dell’illuminazione artificiale, devono disporre di un’illuminazione sussidiaria di sufficiente intensità” (par. 1.10.7.1). Questa illuminazione deve essere fornita con mezzi di sicurezza (generalmente UPS) atti ad entrare immediatamente in funzione in caso di necessità e deve garantire una illuminazione sufficiente per intensità e durata. Nel caso in cui questi dispositivi non prevedano l’attivazione automatica, i dispositivi di accensione devono essere facilmente raggiungibili e le istruzioni devono essere rese manifeste al personale mediante appositi avvisi (par. 1.10.7.3). &lt;br /&gt;Il dubbio sulla differenza tra illuminazione di sicurezza ed illuminazione di emergenza viene chiarito, in via definitiva, con l’entrata in vigore della Norma UNI EN 1838 (sull’illuminazione di emergenza) del marzo 2000 che definisce in maniera chiara e sintetica quali siano i tipi di illuminazione più idonea, distinguendone le varie funzioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’illuminazione di emergenza è quella che entra in funzione quando viene a mancare quella principale. Questa viene alimentata da una sorgente di energia indipendente (UPS o gruppo elettrogeno) e comprende sia l’illuminazione di sicurezza che quella di riserva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Illuminazione di sicurezza fornisce un livello di illuminazione adeguato alla mobilità in sicurezza delle persone. Essa deve, non solo rendere visibile il locale, ma anche illuminare le indicazioni segnaletiche poste sulle uscite e lungo le vie di esodo, in modo da identificare in maniera immediata il percorso da seguire per giungere in un luogo sicuro. Nei locali di spettacolo e di trattenimento in genere con capienza superiore a 100 posti il sistema di illuminazione di sicurezza deve garantire una affidabile segnalazione delle vie di esodo, deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata, che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. Il DM 19/08/96, al titolo XIII recita che: “L'alimentazione di sicurezza deve essere automatica ad interruzione breve (minore o uguale a 0,5 s) per gli impianti di rivelazione, allarme e illuminazione. Il dispositivo di carica degli accumulatori deve essere di tipo automatico e tale da consentire la ricarica completa entro 12 ore. L'impianto di illuminazione di sicurezza deve assicurare un livello non inferiore a 5 lux ad un metro di altezza dal piano di calpestio lungo le vie di uscita, e non inferiore a 2 lux negli altri ambienti accessibili al pubblico”. &lt;br /&gt;Da questo Decreto sono esclusi i luoghi all'aperto (piazze e aree urbane prive di strutture specificatamente destinate allo stazionamento del pubblico per assistere a spettacoli e manifestazioni varie, anche con uso di palchi o pedane per artisti, purchè di altezza non superiore a m 0,8 e di attrezzature elettriche, comprese quelle di amplificazione sonora, purché installate in aree non accessibili al pubblico);&lt;br /&gt;i locali, destinati esclusivamente a riunioni operative, di pertinenza di sedi di associazioni ed enti; i pubblici esercizi dove sono impiegati strumenti musicali in assenza dell'aspetto danzante e di spettacolo; i pubblici esercizi in cui è collocato l'apparecchio musicale “karaoke” o simile, a condizione che non sia installato in sale appositamente allestite e rese idonee all'espletamento delle esibizioni canore ed all'accoglimento prolungato degli avventori, e la sala abbia capienza non superiore a 100 persone; i pubblici esercizi dove sono installati apparecchi di divertimento, automatici e non, in cui gli avventori sostano senza assistere a manifestazioni di spettacolo (sale giochi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’illuminazione di riserva serve per continuare, senza sostanziali interruzioni, le stesse attività che si stavano facendo durante il funzionamento dell’illuminazione normale. Solitamente serve per consentire agli apparecchi computerizzati (ad esempio le consolle luci ed i mixer audio) di salvare il lavoro svolto senza rischiare di perdere gli ultimi dati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’illuminazione rappresenta uno dei principali fattori ambientali atti ad assicurare il benessere nei luoghi di lavoro. Avere una corretta illuminazione contribuisce all'incremento della produttività, migliora il clima aziendale e riveste grande importanza nella prevenzione degli infortuni sul lavoro. Se possibile è importante privilegiare l’illuminazione naturale e proprio per questo è utile curare la manutenzione dei dispositivi che consentono di aprire e chiudere le tende (anche se poste ad altezze elevate) e fare in modo che le parti di scenografia non ostacolino l’apertura delle stesse. Affrontare tutto questo in fase di progettazione ci consentirà di ottenere ottimi risultati con un notevole risparmio di tempo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Patti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-8150375762787184569?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/8150375762787184569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=8150375762787184569' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/8150375762787184569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/8150375762787184569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2012/02/lilluminazione-di-servizio-e-di.html' title='L’illuminazione di servizio e di sicurezza nei locali di pubblico spettacolo'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-7Wv76bL5rtI/Ty6U0jLkDLI/AAAAAAAAAL0/8PVIcmEf59Y/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-8487551629161099986</id><published>2012-02-01T16:44:00.004+01:00</published><updated>2012-02-01T17:00:58.948+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palcoscenico'/><title type='text'>I dispositivi di protezione individuale</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-9YHmKDwa_zQ/TylhdEC8IGI/AAAAAAAAALo/BkLkL2F1sIM/s1600/dpi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 144px; height: 97px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-9YHmKDwa_zQ/TylhdEC8IGI/AAAAAAAAALo/BkLkL2F1sIM/s320/dpi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5704197554971615330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In questo post, tratto da un mio articolo pubblicato sul n.4/2010 della rivista &lt;a href="http://www.tecnichenuove.com/riviste/collane/backstage.html"&gt;BACKSTAGE&lt;/a&gt; edita da Tecniche Nuove Milano, andremo a trattare a grandi linee tutto quello che riguarda i dispositivi di protezione individuale comunemente noti come DPI. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Titolo III capo 2 del D.Lgs. 81/08 viene affrontata tutta la parte relativa ai dispositivi di protezione individuale comunemente noti come DPI.&lt;br /&gt;All’art. 75 vediamo che “ I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro”.&lt;br /&gt;Il datore di lavoro ha infatti il compito di effettuare diversi passaggi prima di ricorrere all’uso dei DPI.&lt;br /&gt;In primo luogo deve valutare se, attraverso misure specifiche, sia possibile eliminare il potenziale fattore di rischio; in secondo luogo deve verificare l’efficacia delle misure tecniche, organizzative  e procedurali messe in atto. Solo nel caso in cui le misure adottate non consentano di eliminare tutti i rischi allora si dovrà ricorrere ai sistemi di protezione individuali.&lt;br /&gt;Il compito di valutarne l’adeguatezza  e la loro fornitura spetta al datore di lavoro in base all’ art. 77 del D.Lgs. 81/08 (Obblighi del datore di lavoro).&lt;br /&gt;I DPI sono quindi obbligatori solo quando il rischio non può essere eliminato o ridotto in termini di accettabilità. Essi  devono essere conformi alle norme di cui al D.Lgs. 4 dicembre 1992, n. 475 (che recepisce la direttiva 89/686/CEE, che riporta le caratteristiche tecniche di questi dispositivi a cui debbono fare riferimento in modo vincolante i progettisti ed i costruttori) e sue successive modificazioni (art. 76 del D.Lgs. 81/08 – Requisiti dei DPI -).&lt;br /&gt;La condizione di utilizzo da parte del lavoratore è fortemente assoggettata alla loro ergonomia . Più comodo sarà e più facilmente verrà indossato.&lt;br /&gt;Scegliere un DPI non è una cosa semplice soprattutto in un settore come quello dello spettacolo.  In questo campo i rischi sono spesso diversi e proprio per questo motivo è necessaria un’attenta ed approfondita analisi da farsi volta per volta, allestimento dopo allestimento, piazza dopo piazza. &lt;br /&gt;Prima di entrare nello specifico di quali sono i DPI più utilizzati è utile capire quali attrezzature sono considerati DPI e quali no .&lt;br /&gt;All’ art. 74 del D.Lgs. 81/08  vediamo che “si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato “DPI”, qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”. &lt;br /&gt;Lo stesso articolo precisa al punto 2 quali attrezzature non sono DPI e cioè: &lt;br /&gt;a) gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore; b) le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio; g) gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi. Ho volutamente saltato i punti che non rientrano nell’argomento da noi trattato.&lt;br /&gt;Vediamo ora quali sono quelli più utilizzati nel settore dello spettacolo considerando che fatta eccezione per le scarpe antinfortunistica, che il lavoratore dovrebbe sempre indossare, gli altri DPI posso essere usati o non usati in base all’esposizione al rischio e comunque sempre a discrezione del datore di lavoro, del proposto e dello stesso lavoratore. Si rende utile una ulteriore precisazione e cioè che tutti i DPI, devono rispondere alle norme di “buona tecnica” UNI.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Caschi:&lt;/span&gt; L’ergonomia sui caschi è fondamentale. Il peso di un buon casco è di circa 380 grammi.  UNI-EN 397 è la norma europea relativa ai caschi per l’industria e l’edilizia i quali vengono utilizzati anche nel settore dello spettacolo. Secondo questa norma, il casco di protezione è composto da una calotta esterna e da un rivestimento interno. L’effetto protettivo del casco di protezione è basato sulla sua capacità di attutire gli urti tramite deformazione elastica e plastica, nonché sulla sua resistenza alla perforazione da oggetti acuminati o taglienti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Scarpe:&lt;/span&gt; Il primo quesito che ci si pone davanti è: scarpe conduttive, antistatiche o dielettriche?&lt;br /&gt;Le scarpe conduttive sono indicate nel caso in cui si voglia scaricare a terra la carica elettrostatica accumulata, evitando così scintille pericolose  quando si lavora nei pressi di atmosfere esplosive. Le scarpe antistatiche offrono un buon isolamento da terra per la maggior parte dei lavori in bassa tensione e sono quindi consigliate per tutti i tipi di lavori tranne per i lavori svolti sotto tensione dove è invece necessario l'utilizzo di scarpe dielettriche. Le scarpe più utilizzate nel nostro settore sono le antistatiche con lamina antiforo, tallone con assorbimento di energia e puntale resistente; le S1P rispecchiano queste caratteristiche. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Guanti:&lt;/span&gt; Si sconsiglia l’utilizzo dello stesso tipo di guanto per tutti i tipi di lavorazione. E’ necessario fornirsi di guanti diversi in base al lavoro svolto. &lt;br /&gt;Sui guanti di protezione si applica la norma UNI-EN388 per quanto riguarda le aggressioni fisiche e meccaniche tramite l'abrasione, il taglio da lama, la perforazione e lo strappo. Questa norma non si applica ai guanti antivibrazione.&lt;br /&gt;Imbracature: Anche in questo caso si consiglia l’imbracatura più adatta al tipo di lavoro che si svolge. L’imbracatura può essere usata per lavori in quota o può essere usata soltanto come sicurezza in caso di caduta accidentale.&lt;br /&gt;I riferimenti  sono la UNI-EN 361 e la EN 358. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Paracaduti:&lt;/span&gt; Valutare sempre la lunghezza della fune (ne esistono di diverse misure) in base alla distanza tra il punto di aggancio e l’imbracatura evitando così  prolungamenti con corde o funi che altererebbero il DPI.&lt;br /&gt;Riferimenti UNI-EN 360 (sistema arresto caduta di tipo retrattile).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Otoprottettori:&lt;/span&gt; Anche in questo caso si consiglia l’otoprotettore più adatto al tipo di lavoro che si svolge. Devono essere utilizzati quando i limiti di esposizione al rumore superano o si avvicinano alla soglia del rischio. Attenzione sempre all’isolamento acustico che può causare problemi nel caso in cui si lavori a contatto con altri lavoratori (cosa che spesso accade). Sentire quello che accade intorno a noi è  importante per evitare incidenti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Occhiali e maschere:&lt;/span&gt; Anche in questo caso si consiglia l’occhiale o la maschera  protettiva più adatta al tipo di lavoro che si svolge. La norma di riferimento è la UNI-EN 166 –165 –170 -172 che ne definisce i requisiti costruttivi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mascherine protettive:&lt;/span&gt; La norma europea sui respiratori per polveri senza manutenzione è la UNI-EN149.  Questa norma europea è stata recentemente rivista e per i respiratori di nuova produzione la EN 149/01 sostituisce la EN 149/91. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i lavoratori, in base all’ art. 78 del D.Lgs. 81/08 (Obblighi dei lavoratori), devono averne cura, non devono apportarvi modifiche di propria iniziativa, devono  riconsegnare gli stessi al termine del loro utilizzo seguendo le procedure aziendali e devono “segnalare immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione”.&lt;br /&gt;Il datore di lavoro deve comunque , prima di consegnare i DPI, attivare la formazione e fornire tutte le informazioni utili ai fini di un loro uso corretto e consapevole in base all’art. 77, punti e ed h, del D.Lgs. 81/08.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIUSEPPE PATTI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-8487551629161099986?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/8487551629161099986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=8487551629161099986' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/8487551629161099986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/8487551629161099986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2012/02/i-dispositivi-di-protezione-individuale.html' title='I dispositivi di protezione individuale'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-9YHmKDwa_zQ/TylhdEC8IGI/AAAAAAAAALo/BkLkL2F1sIM/s72-c/dpi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-1484394187378842059</id><published>2010-09-30T23:08:00.001+02:00</published><updated>2010-09-30T23:09:02.434+02:00</updated><title type='text'>il teatro è di tutti</title><content type='html'>&lt;object width="400" height="295"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8-5iy4d-GQg?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/8-5iy4d-GQg?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" width="400" height="295" allowScriptAccess="never" allowFullScreen="true" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-1484394187378842059?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/1484394187378842059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=1484394187378842059' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/1484394187378842059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/1484394187378842059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2010/09/il-teatro-e-di-tutti.html' title='il teatro è di tutti'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-6611581707368091204</id><published>2010-08-19T14:15:00.004+02:00</published><updated>2011-04-30T18:29:05.348+02:00</updated><title type='text'>Documento di Valutazione dei Rischi. Al Rls copia cartacea o informatica?</title><content type='html'>Pubblichiamo di seguito l'articolo integrale del bimestrale Art. 19 anno 10 n. 2 di Marzo-Aprile 2010. La rivista è edita dal Sirs(Servizio Informativo Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza )in collaborazione con Provincia di Bologna, Comune di Bologna, Azienda USL di Bologna, Inail di Bologna, Direzione Provinciale del Lavoro di Bologna, CGIL CISL e UIL di Bologna. L'articolo è stato scritto dal Dott. Leopoldo Magelli  cui vanno i nostri ringraziamenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RLS e valutazione dei rischi: copia sì, copia no, compia come!&lt;br /&gt;di Leopoldo Magelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una recentissima sentenza del Tribunale Ordinario di&lt;br /&gt;Milano (29 gennaio 2010), sezione lavoro, giudice il&lt;br /&gt;dr. Atanasio, relativa alla causa promossa da&lt;br /&gt;Esselunga contro un suo Responsabile dei lavoratori alla sicurezza&lt;br /&gt;(Marcello Donadello) è di particolare interesse perché&lt;br /&gt;affronta un problema sempre “caldo”, ovvero il diritto&lt;br /&gt;del RLS ad avere a disposizione il documento di valutazione&lt;br /&gt;dei rischi, in quale veste (cartacea o informatica) , il diritto&lt;br /&gt;ad avere tutto il tempo necessario per consultarlo, la&lt;br /&gt;possibilità di portare il documento al di fuori della sede&lt;br /&gt;aziendale (oggi espressamente vietato dal D.Lgs 81/2008&lt;br /&gt;come modificato dal D.Lgs 106/93).&lt;br /&gt;È interessante riportare alcuni passaggi della sentenza, che&lt;br /&gt;su alcuni di questi punti ha dato pienamente ragione al&lt;br /&gt;RLS.&lt;br /&gt;1) Il giudice pone in evidenza, in primo luogo, che “non è&lt;br /&gt;più certamente controvertibile l’obbligo del datore di lavoro&lt;br /&gt;di consegnare al RLS il DVR” (per DVR s’intende il&lt;br /&gt;documento di valutazione dei rischi). È pur vero che&lt;br /&gt;Esselunga non intendeva sottrarre il DVR all’esame del&lt;br /&gt;RLS, ma non intendeva consegnare allo stesso una copia&lt;br /&gt;cartacea del documento, bensì gli consentiva di consultarlo&lt;br /&gt;su supporto informatico, ma unicamente utilizzando in&lt;br /&gt;azienda il computer messo a disposizione a questo scopo.&lt;br /&gt;2) Secondo il magistrato, il diritto del RLS, riconosciuto&lt;br /&gt;dalla legge, di avere una copia del DVR (ed il relativo obbligo&lt;br /&gt;di consegna, quindi, da parte del datore di lavoro, di&lt;br /&gt;una copia dello stesso) implica “la materiale disponibilità&lt;br /&gt;del documento stesso da parte del RLS”. La ricezione del&lt;br /&gt;documento può avvenire sia in forma cartacea che informatica,&lt;br /&gt;ma, osserva sempre il magistrato, “a tale proposito,&lt;br /&gt;proprio perché si tratta di una possibilità alternativa, questa&lt;br /&gt;non può che essere rimessa alla scelta del RLS il quale&lt;br /&gt;certamente ha il diritto di richiedere in quale forma preferisca&lt;br /&gt;consultare il documento stesso”. Nel caso specifico, il&lt;br /&gt;DVR era un documento di 500 (!) pagine, e il RLS faceva&lt;br /&gt;notare che gli era impossibile esercitare adeguatamente i&lt;br /&gt;suoi compiti (istituzionalmente e giuridicamente previsti)&lt;br /&gt;di RLS in assenza della disponibilità materiale, in forma cartacea,&lt;br /&gt;del documento stesso, non essendo certo sufficiente la&lt;br /&gt;messa in lettura dello stesso su un computer.&lt;br /&gt;3) Infatti, osserva ancora il magistrato, l’obbligo di consegna&lt;br /&gt;previsto dalla legge si attua consegnando un qualche cosa&lt;br /&gt;di concreto (la copia del DVR) e non solo mettendo a disposizione&lt;br /&gt;il DVR su un personal computer aziendale solo&lt;br /&gt;per la consultazione: così, non consegnando copia del&lt;br /&gt;DVR, si mettono in discussione le “prerogative riconosciute&lt;br /&gt;dalla legge al RLS (art. 50 D.Lgs 81/2008), che presuppongono&lt;br /&gt;una analitica e approfondita conoscenza del documento&lt;br /&gt;in parola”.&lt;br /&gt;4) E ricorda ancora il giudice: “Non si dimentichi infatti&lt;br /&gt;che spesso i DVR come è quello di specie constano di centinaia&lt;br /&gt;di pagine che certamente non possono essere adeguatamente&lt;br /&gt;esaminate senza averne la materiale disponibilità”.&lt;br /&gt;5) In ordine al fatto che il DVR possa essere consultato solo&lt;br /&gt;all’interno dell’azienda, secondo il magistrato ciò non limita&lt;br /&gt;i diritti del RLS , ma ne rende solo meno comoda la&lt;br /&gt;fruibilità. È quindi legittimo che, come del resto la legge&lt;br /&gt;espressamente prevede, l’azienda escluda la consultazione&lt;br /&gt;del documento al di fuori degli spazi aziendali.&lt;br /&gt;6) Però, a completamento di tale affermazione, il magistrato,&lt;br /&gt;nelle ultime righe della sua sentenza così si esprime:&lt;br /&gt;“Poiché il ruolo del RLS all’interno dell’azienda è posto a&lt;br /&gt;presidio e controllo della salvaguardia di interessi di primaria&lt;br /&gt;importanza, quali sono quelli relativi alla salute dei&lt;br /&gt;lavoratori, ne deriva che il datore di lavoro dovrà consentire&lt;br /&gt;al RLS la consultazione del DVR per tutto il tempo&lt;br /&gt;che sarà necessario, tenuto conto della eventuale complessità&lt;br /&gt;del documento stesso”.&lt;br /&gt;Quindi si tratta di una sentenza molto interessante (va ricordato&lt;br /&gt;che è una sentenza di primo grado, che potrà ovviamente&lt;br /&gt;essere impugnata da Esselunga ed essere quindi&lt;br /&gt;oggetto di un ricorso) che mette in fila 3 punti della massima&lt;br /&gt;importanza:&lt;br /&gt;- se il RLS lo chiede, il DVR va consegnato in copia cartacea;&lt;br /&gt;- il RLS non può portare il DVR fuori dall’azienda, ma è tenuto&lt;br /&gt;a consultarlo all’interno dell’azienda;&lt;br /&gt;- il RLS deve avere a disposizione tutto il tempo necessario&lt;br /&gt;per una efficace consultazione del documento stesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-6611581707368091204?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/6611581707368091204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=6611581707368091204' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/6611581707368091204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/6611581707368091204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2010/08/documento-di-valutazione-dei-rischi.html' title='Documento di Valutazione dei Rischi. Al Rls copia cartacea o informatica?'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-3057750095745526161</id><published>2010-07-19T17:55:00.009+02:00</published><updated>2012-01-27T11:19:52.750+01:00</updated><title type='text'>6° CONVENTION NAZIONALE DEI RESPONSABILI DELL'IGIENE E SICUREZZA IN AMBIENTE DI LAVORO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TER7OXaGjQI/AAAAAAAAAKk/6UWzbGcla5I/s1600/AMBLAVCONV+G+.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 187px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TER7OXaGjQI/AAAAAAAAAKk/6UWzbGcla5I/s400/AMBLAVCONV+G+.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495652932030729474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si svolgerà nel quartiere fieristico di Modena dal 6 al 7 Ottobre 2010.&lt;br /&gt;Il progetto Ambiente Lavoro Convention nasce agli inizi degli anni novanta e rappresenta un momento di formazione per tutti coloro che si occupano di salute e sicurezza sul lavoro. I temi trattati riguarderanno l'esposizione ad agenti chimici, l'utilizzo di dispositivi meccanici, l'inquinamento acustico, elettromagnetico, radioattivo, il rischio incendio, ecc..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni è possibile rivolgersi a:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Modena Esposizioni srl&lt;br /&gt;059/848380&lt;br /&gt;info@modenafiere.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per visualizzare il programma dei convegni clicca&lt;a href="http://www.ambientelavoro.it/convegni2.asp?Fieraid=122&amp;dd=6"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-3057750095745526161?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/3057750095745526161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=3057750095745526161' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/3057750095745526161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/3057750095745526161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2010/07/6-convention-nazionale-dei-responsabili.html' title='6° CONVENTION NAZIONALE DEI RESPONSABILI DELL&apos;IGIENE E SICUREZZA IN AMBIENTE DI LAVORO'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TER7OXaGjQI/AAAAAAAAAKk/6UWzbGcla5I/s72-c/AMBLAVCONV+G+.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-7653627739074211853</id><published>2010-06-18T16:05:00.029+02:00</published><updated>2012-01-27T11:23:40.444+01:00</updated><title type='text'>Lo spettacolo e i limiti della derogabilità</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TBuR-BdeRMI/AAAAAAAAAKU/mERWczrhqsg/s1600/fotoblog.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TBuR-BdeRMI/AAAAAAAAAKU/mERWczrhqsg/s400/fotoblog.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5484137465983681730" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come abbiamo visto nel precedente &lt;a href="http://www.sicurezzateatro.blogspot.com/"&gt;articolo&lt;/a&gt;, il palcoscenico è l’ambiente più a rischio per la sicurezza di tutto il personale artistico, tecnico ed ospite che opera al suo interno. L'Ing. Bruno Scagliola, Rspp del Teatro Regio di Torino, ha osservato che attualmente non esiste una normativa specifica in merito alla sicurezza in palcoscenico. L' unica legge specifica e' quella del D.P.R. 322 del 20 marzo 1956 riferito alle norme per la prevenzione infortuni nell’industria della cinematografia. Scagliola pone l'attenzione su alcuni rischi, legati al lavoro in palcoscenico, che presentano l'impossibilità di essere eliminati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• non si può sostare sotto  carichi sospesi;&lt;br /&gt;• quando un dislivello supera 100 - 200 cm. di altezza rispetto al piano di calpestio occorre mettere i parapetti di protezione;&lt;br /&gt;• la zona di lavoro deve essere ampia, ben illuminata e priva di ostacoli;&lt;br /&gt;• i ponti e i mezzi di sollevamento sono “attrezzature” di scena e non sono abilitati per il trasporto delle persone in quanto non sono né ascensori, né montacarichi;&lt;br /&gt;• sul palcoscenico è vietato fumare e usare fiamme libere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di recente si è aperta una seria riflessione sulla complessa questione&lt;br /&gt;delle deroghe e quello che viene alla luce è appunto l'impossibilità&lt;br /&gt;di adottare tutte le misure alternative e/o compensative per mettersi&lt;br /&gt;in regola con la prescrizione normativa.&lt;br /&gt;Come vedremo, invece, sul tema della prevenzione incendi il Legislatore ha fornito precise regole riguardanti le deroghe (art. 6 D.M. 19 agosto 1996) che vengono rimesse, di volta in volta, alla valutazione della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco. La norma verticale per la prevenzione incendi è quella del  &lt;a href="http://docs.google.com/viewer?a=v&amp;amp;q=cache:3X-dUxW0Z8EJ:www.comune.pisa.it/att-economiche/leggi/decreto_ministeriale_19_agosto_1996.pdf+D.M.+19+agosto+1996&amp;amp;hl=it&amp;amp;gl=it&amp;amp;pid=bl&amp;amp;srcid=ADGEEShfOV8XeVCEUMLIbb5e7j_jjnzUELGpnmnI4Yqt47IaAn9nexbYO0C3NyAyr8wXuB-3ErJW9GCJoZv-a5EYzDkJrsdfKbwA1jus3frY9r4x-Hue4lfGNk4K1Yls--vB3fVMv1Eh&amp;amp;sig=AHIEtbRdibdAuInxVyohe6BSgJyPsY9lHw"&gt;D.M. 19 agosto 1996&lt;/a&gt; quale "approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo".&lt;br /&gt;Per tutto quello che non riguarda la prevenzione incendi il Legislatore rimette interamente ai Direttori dei locali di pubblico spettacolo, quindi anche i teatri,  il compito di trovare misure alternative che fanno seguito ad una attenta valutazione dei rischi.&lt;br /&gt;A complicare ulteriormente le cose vi è la mancanza di un coordinamento nazionale di tutti i Teatri i quali si trovano a dover valutare singolarmente questioni e rischi comuni a tutti.&lt;br /&gt;A questo proposito le Organizzazioni Sindacali e l'Anfols ( la parte datoriale) avevano previsto già nel 2004, nel contratto collettivo nazionale di lavoro dei teatri stabili pubblici e dei teatri gestiti dall'Eti (ultimamente inserito tra gli Enti inutili dall'ultima manovra correttiva del Governo Berlusconi), un Protocollo aggiuntivo in tema di sicurezza e salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Si annunciava la creazione di un Organismo paritetico nazionale  e di Organismi paritetici territoriali.&lt;br /&gt;Tra i compiti di questi Organismi vi era quello di definire linee guida e posizioni comuni in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, valutando eventuali esperienze e intese già operanti in ambito settoriale.&lt;br /&gt;Purtroppo questo progetto non è mai partito.&lt;br /&gt;Ho notizia che alcuni teatri, tra cui il Comunale di Bologna e il Regio di Torino, hanno iniziato un lavoro di coordinamento per trovare appunto una linea comune sulle questioni quì trattate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del delicato tema delle Deroghe in teatro si è occupato il Prof. Avv. Alberto Cocchi, Professore a contratto di Legislazione delle costruzioni e della sicurezza presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli studi di Bologna nonchè Rspp del Teatro Comunale di Bologna. Di seguito pubblicherò il suo lavoro che si pone in continuità con quanto trattato dall' Ing. Scagliola e ne approfondisce in maniera egregia le parti relative all'ambito penale.&lt;br /&gt;Ringrazio l' Avv. Cocchi per la disponibilità avuta nel concedermi la pubblicazione del suo lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Patti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce delle relazioni presentate durante il seminario “Work in Show” tenutosi a Bologna lo scorso 24 febbraio e visto che in quella sede vi si è fatto cenno in più occasioni, credo possa essere opportuna una brevissima precisazione sui limiti di derogabilità alla normativa in materia antinfortunistica. Sappiamo bene infatti come non di rado nell’ambito teatrale e soprattutto sul versante della sicurezza in palcoscenico si avverta una obiettiva difficoltà nel dover dar seguito a previsioni normative ideate dal Legislatore nella prospettiva della produzione industriale e dei cantieri edili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distinguerei quindi anzitutto la deroga dalla adozione tout court di misure alternative e/o compensative a fronte dalla impossibilità ad adempiere in modo puntuale alla prescrizione normativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto concerne la deroga in senso proprio, questa, vertendo in ambito penale, deve anzitutto essere espressamente prevista dalla legge (ubi lex voluti dixit). In secondo luogo, ove la facoltà di derogare alla disposizione puntuale sia espressamente prevista, la sussistenza nel caso concreto dei presupposti che la consentono (an) e le misure compensative da adottarsi (quodmodo) non sono in genere lasciate (esclusivamente) alla libera valutazione del destinatario del precetto, bensì sono (anche) rimesse alla valutazione dell’Ente di volta in volta tenuto alla vigilanza sul rispetto del precetto medesimo o del Ministero competente, ovvero, in alternativa, sono preventivamente e tassativamente determinate dalla legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le disposizioni in materia di igiene e sicurezza sul lavoro ciò avviene in talune ipotesi, sia sotto la forma della deroga concessa dall’Organo di vigilanza o dal Ministero competente (ad es.: artt. 205, commi 1 e 2, e 228, comma 3 del D.Lgs. 81/08), sia sotto la forma della deroga con condizioni (an e quodmodo) predeterminate dalla legge (ad es.: artt. 113, comma 10, 140, comma 4, Allegato VI punto 4.2 e Allegato XVIII punto 2.1.3.3 del D.Lgs. 81/08).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, nell’ottica del principio di valutazione del rischio di cui dirò, oggi talvolta il Legislatore consente la deroga senza predeterminare tassativamente né i casi (an), né le misure compensative da adottare (quodmodo), né rinviare alla loro individuazione ad un Ente terzo, bensì rimettendone la scelta alla valutazione del datore di lavoro. Ciò avviene, ad esempio e per quanto ci può riguardare, in tema di lavori sotto carichi sospesi in base al punto 3.1.5. dell’Allegato VI del D.Lgs. 81/08.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In materia di prevenzione incendi, materia che investe ovviamente anche la tutela dei lavoratori, la deroga segue una precisa procedura (art. 6 D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37), è praticabile solo nei casi stabiliti dalla legge (an) e prevede l’adozione di misure compensative (quodmodo) la cui idoneità è rimessa alla valutazione della Direzione Regionale VV.F.. Per quanto concerne in particolare i locali di pubblico spettacolo, l’articolo 6 del D.M. 19 agosto 1996 espressamente prevede che qualora in ragione di particolari esigenze di ordine tecnico o funzionale non fosse possibile il rispetto di  qualcuna delle prescrizioni contenute nella relativa regola tecnica, occorrerà procedere in deroga sulla base della medesima procedura sopra citata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco pertanto che fuori dai casi in cui la deroga è consentita (e disciplinata) dalla legge, non dovrebbe esservi spazio per la disapplicazione di norme puntuali e per la sostituzione di norme prescritte con misure alternative e/o compensative, a sicurezza equivalente, a prescindere dalla loro efficacia nel raggiungimento dell’obiettivo sotteso alla norma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come noto, nell’ambito della prevenzione incendi e, più in generale, nell’ambito di tutta la legislazione in materia di costruzioni, negli ultimi anni si sta cercando di introdurre un approccio normativo tendenzialmente prestazionale, con definizione normativa delle sole prestazioni attese e delle modalità di calcolo per la verifica della efficacia delle misure adottate, con conseguente relativa libertà per il progettista, comunque vincolato ad analisi di tipo quantitativo,&lt;br /&gt;nella individuazione delle misure atte a raggiungere tali prestazioni (quodmodo). La questione non va però a mio avviso particolarmente enfatizzata, essendo il nostro Paese ancora saldamente ancorato ad una tradizione di norme prescritte puntuali (nello specifico: regole tecniche di prevenzione incendi), peraltro più idonee a garantire standard di sicurezza minimi generalizzati. Pertanto, quando oggi ci confrontiamo con una disciplina definita prestazionale, spesso si tratta in realtà di una disciplina semiprestazionale, nella quale convivono obiettivi prestazionali e prescrizioni puntuali intermedie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, nella materia di prevenzione incendi, dopo una fuga in avanti operata con la emanazione delle norme tecniche per le costruzioni nella loro prima versione (D.M. 14 settembre 2005), che appunto aveva introdotto e generalizzato l’approccio prestazionale, con la novella del 2008 (D.M. 14 gennaio 2008) e, prima ancora, con i Decreti Ministeriali 9 marzo 2007 e 9 maggio 2007  l’approccio prestazionale (peraltro in questo caso puro) è stato mantenuto (in via facoltativa) esclusivamente per quelle attività per le quali non dovesse esistere una regola tecnica, ossia prescrizioni puntuali, ovvero, appunto, per le quali sia necessario procedere in deroga per la sussistenza di vincoli. Il tutto però sempre sotto il controllo della Direzione Regionale VV.F.. Peraltro, come giustamente ricordava l’Ing. Felice Monaco nel corso del seminario, per ora l’approccio prestazionale all’antincendio (fire engineering) non ha riscosso particolare successo a causa della sostanziale scarsa affidabilità, per varie ragioni, degli esiti dei calcoli che dovrebbero dimostrare la bontà delle misure adottate per il raggiungimento delle prestazioni attese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, ai nostri fini possiamo dire che anche nella normativa attuale in materia di prevenzione incendi, ove esiste la norma puntuale essa rimane ed è solo ove tale norma non esiste, o nei casi in cui è consentito/necessario derogarvi che può intervenire, ad adiuvandum, nella normale procedura in deroga ex art. 6 del D.P.R. 12 Gennaio 1998, n. 37, l’approccio prestazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto concerne la normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, va detto che con il D.Lgs. 626/94 e la conseguente formale introduzione nel nostro ordinamento del principio della valutazione del rischio la disciplina ha progressivamente assunto una caratterizzazione marcatamente finalistica o, se si vuole, prestazionale. Il principio della valutazione del rischio non si esaurisce infatti nel ben noto corrispondente obbligo documentale posto a carico del datore di lavoro,  ma si esprime anche, se non soprattutto, nella sempre più marcata flessibilità dei precetti (quodmodo), sempre più spesso caratterizzati dalla adattabilità al caso concreto mediante la richiesta di idoneità, adeguatezza e sufficienza della misure adottate ai fini della tutela dei lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invero, come giustamente ha ricordato l’RLS della Fondazione Teatro Comunale di Bologna Giuseppe Patti nel suo intervento al seminario, il principio della valutazione del rischio era (ed è) già rinvenibile nel nostro ordinamento nell’obbligo (rectius:obbligazione) generale di sicurezza imposto al datore di lavoro ex. Art. 2087 del codice civile. Tuttavia tale previsione, senz’altro idonea a generare una posizione di garanzia estremamente ampia per il datore di lavoro, non poteva (e non può), nei fatti, avere efficacia preventiva non essendo la sua violazione di per sé sanzionabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto il profilo della definizione dei precetti di prevenzione, già diverse disposizioni dei DD.P.R. 547/55 e 303/56 contenevano in realtà elementi valutativi di tipo qualitativo (idoneità, sufficienza ed adeguatezza), implicitamente rinviando, ove disponibile, alla relativa normazione tecnica, ma queste rappresentavano pur sempre delle eccezioni rispetto ad un quadro nel quale prevalevano disposizioni puntuali soggette, al più, a valutazioni di tipo quantitativo (misurazione strumentale del fattore di rischio).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi come detto, il quadro è ampiamente mutato proprio in virtù dell’affermarsi del principio di valutazione del rischio anche e soprattutto come approccio alla tecnica normativa. Al punto che anche nella disciplina, ad esempio, dei rischi correlati agli agenti fisici, di per sé tipicamente misurabili, esistono disposizioni che implicano valutazioni qualitative pure. Ad esempio, per il rumore, i rischi per la sicurezza da interazione con segnali di avvertimento, ma anche la scelta dei periodi di riferimento dell’esposizione per la rappresentazione del fenomeno sotto il profilo degli effetti dell’udito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente, ho sempre criticato questo approccio in considerazione del fatto che, stante la natura penale delle violazioni nella materia de qua, si finisce per produrre fattispecie di mera condotta del contenuto indeterminato (rectius: non preventivamente e tassativamente determinato) e/o soggette ad integrazioni da parte di fonti extrapenali e, spesso, persino extralegislative. Ad ogni modo, come detto, questo è l’approccio finalistico, se volete prestazionale,  attuale. E posto che (e, sottolineo, fin tanto che) la prestazione attesa è in via immediata e diretta la tutela della salute, della sicurezza ed, in definitiva, della vita delle persone, può anche essere che i principi costituzionali di tassatività, determinatezza del precetto e riserva di legge debbano subire qualche compressione, salvo poi capire sino a che punto ciò possa accadere e, paradossalmente, sino a che punto la flessibilità del precetto sia in grado di garantire realmente i lavoratori al fronte di valutazioni del rischio errate mai sottoposte al vaglio dell’Organo di vigilanza….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, per quanto attiene al tema in questione, malgrado la citata evoluzione, tutt’oggi si può parlare di (e intervenire con) misure alternative e/o compensative solo laddove la norma espressamente consenta la deroga. Dove poi la norma si limiti ad esigere già in prima battuta la adeguatezza, sufficienza ed idoneità delle misure adottate, è chiaro che non si può nemmeno parlare di misure alternative o compensative, posto che la norma stessa lascia di per sé libero il datore di lavoro di definire quali misure adottare, purchè, appunto, siano adeguate, sufficienti ed idonee… Fuori da queste ipotesi, non è possibile adottare misure diverse da quelle previste dal precetto (o dalle fonti integrative): questo proprio anche in virtù della natura penale, quindi inderogabile (ubi lex noluit tacuit), delle disposizioni in questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo, è un fatto che, come giustamente sottolineato al seminario dall’Ing. Giovanni Libener, in teatro e segnatamente in palcoscenico (ma non solo) vi siano talune disposizioni antinfortunistiche alle quali non pare possibile dare piena attuazione e che quindi richiedono necessariamente l’adozione di misure alternative e/o compensative. Questo, abbiamo detto, trova già in diverse ipotesi un riscontro positivo nella norma stessa, concepita in termini prestazionali o alla quale è consentito derogare, ma non è detto che sia sempre così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi casi, la impossibilità di dar seguito alla norma prescrittiva inderogabile può dipendere dalla impossibilità tecnica della adozione della misura prescritta o dalla incompatibilità della stessa con le esigenze sceniche…. E qui si apre la ben nota questione del rapporto fra esigenze di sicurezza ed esigenze sceniche, sul quale chiaramente non entro, limitandomi a rimarcare che, se da un lato nessuna esigenza scenica giustificherà mai la mancata adozione di una misura di sicurezza se da ciò poi deriva una lesione ad un lavoratore, dall’altro nessuno (nemmeno un Pubblico Ministero) si immaginerebbe andando a teatro di vedere i cantanti ed il coro cantare con un caschetto antinfortunistico in testa, o di trovare una balaustra davanti al golfo mistico, eppure….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ chiaro che comunque, allorché si debba derogare, che sia consentito o meno farlo, ciò non avviene senza adottare misure alternative o compensative, possibilmente misure a sicurezza equivalente. Il problema però, a mio avviso, è a monte: se infatti esistono prescrizioni inderogabili, qualsiasi misura che venga adottata che sia diversa da quella prescritta, a prescindere dalla motivazione, è valida (ovviamente di fatto e non certo per l’Organo di vigilanza) solo fin tanto che è efficace. Nel momento in cui dovesse rivelarsi inefficace, per qualsiasi motivo, rispetto all’evento lesivo sussisterebbe colpa specifica, con tutto ciò che ne consegue sotto il profilo della responsabilità…e ciò, appunto, malgrado l’impraticabilità di talune disposizioni sia sotto gli occhi di tutti, addetti nel settore e non.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse, ripeto, stiamo parlando di situazioni marginali. Forse saranno sempre più marginali proprio nell’ottica del principio di valutazione dei rischi, ma vorrei che fossimo tutti ben consapevoli che, ad oggi, non tutto è derogabile e che laddove in questi casi la deroga di fatto si dovesse imporre per esigenze tecniche o sceniche minime, connaturate al fatto stesso di essere teatro, in mancanza di una presa d’atto di ciò da parte del Legislatore la deroga non è ammessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopodiché, che di mera derogabilità si debba trattare, o della elaborazione di una disciplina ad hoc in grado di definire anche il quodmodo, come avviene per il rumore proprio per il settore della musica ex art. 198 D.Lgs. 81/08 dipende dalla reale (e sottolineo reale) entità della questione e forse il punto di partenza per un ragionamento in proposito dovrebbe consistere proprio in una attenta analisi di quei casi che si assume richiedano necessariamente una deroga…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon lavoro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alberto Cocchi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-7653627739074211853?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/7653627739074211853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=7653627739074211853' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/7653627739074211853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/7653627739074211853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2010/06/lo-spettacolo-e-i-limiti-della.html' title='Lo spettacolo e i limiti della derogabilità'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TBuR-BdeRMI/AAAAAAAAAKU/mERWczrhqsg/s72-c/fotoblog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-934387030227376298</id><published>2010-06-02T20:23:00.053+02:00</published><updated>2010-06-08T10:17:58.658+02:00</updated><title type='text'>Il Decreto 81 e il mondo dello spettacolo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAzjGJBJOYI/AAAAAAAAAKM/WQI0kNTsN_E/s1600/viewer3.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAzjGJBJOYI/AAAAAAAAAKM/WQI0kNTsN_E/s400/viewer3.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5480004541242489218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;PREMESSA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Teatro, l’analisi del lavoro ha individuato nel palcoscenico l’ambiente più a rischio per la sicurezza per tutto il personale artistico, tecnico, ed ospite che opera al suo interno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’obbiettivo è quello di focalizzare l’attenzione sulla valutazione del rischio e sulle misure di prevenzione e protezione da attuare, per la gestione e conduzione dello spettacolo, tenendo conto che detta valutazione deve essere separata dalla normale valutazione dei rischi relativi al montaggio dell’allestimento:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima è riferita alla sicurezza degli artisti e a tutto il personale tecnico e ospite che accede in palcoscenico durante lo spettacolo.&lt;br /&gt;La seconda è riferita al montaggio dell’allestimento ove le regole del lavoro sono ben definite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• NB: gli esempi e le procedure sono riferite al Teatro Regio di Torino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IL DECRETO N° 81/08 E LE REGOLE DEL LAVORO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salire su un palcoscenico, spalanca le porte ad un mondo nuovo e particolare dove, in alcuni casi, la realizzazione di uno spettacolo, può determinare situazioni di pericolo dovute ad esigenze artistiche e di regia che possono esporre il personale tecnico ed artistico, presente in palcoscenico, al rischio di infortuni fisici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Teatro e soprattutto il palcoscenico, ha caratteristiche particolari che richiederebbero regole particolari. Attualmente, non esiste una normativa specifica in merito alla sicurezza in palcoscenico, ma solo il D.P.R. 322 del 20 marzo 1956 riferito alle norme per la prevenzione infortuni nell’industria della cinematografia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va da se che, proprio per la sua specificità, sul palcoscenico non si possono applicare tutte le regole previste dal Decreto Legislativo n° 81/08, e successive modifiche integrative emanate con Decreto legislativo n° 106 del 03 agosto 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come il precedente Dlgs 626/94, anche il Dlgs 81/08 e successivo Dlgs106/09 si applica in tutti i settori di attività privati o pubblici e a tutte le tipologie di rischio, ma non contiene riferimenti specifici per le attività che si svolgono sul palcoscenico dei Teatri Italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questo comporta, a volte, derogare alle regole del lavoro. Quello cui occorre meditare è la complessa questione delle deroghe, cioè il complesso delle disposizioni a carattere cogente che costituisce solo il livello minimo delle misure adottabili in presenza di rischi particolari ( livello al di sotto del quale si è nel reato).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PERCHE’ NON SI POSSONO APPLICARE TUTTE LE REGOLE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché alcune regole elementari di buona tecnica dicono :&lt;br /&gt;• che non si può sostare sotto i carichi sospesi ( in palcoscenico abbiamo sulla testa migliaia di chili appesi ai tiri di scena che si muovono continuamente (quinte, fondali, americane, proiettori, elementi di scena, ecc.).&lt;br /&gt;• quando un dislivello supera 100 - 200 cm. di altezza rispetto al piano di calpestio, occorre mettere i parapetti di protezione ( a volte in scena, per motivi artistici, non sempre è possibile mettere i parapetti di protezione).&lt;br /&gt;• la zona di lavoro deve essere ampia, ben illuminata e priva di ostacoli ( spesso in scena si opera in condizioni di scarsa illuminazione e in spazi ristrettissimi).&lt;br /&gt;• i ponti e i mezzi di sollevamento sono “attrezzature”di scena e non sono abilitati per il trasporto delle persone in quanto non sono né ascensori, né montacarichi, (può capitare che, per esigenze sceniche e/o di regia , i ponti, i carri e/o i mezzi di sollevamento , possono essere usati per il trasporto e/o il sollevamento delle persone).&lt;br /&gt;• sul palcoscenico è vietato fumare e usare fiamme libere (in questo caso, l’uso nelle rappresentazioni di fiamme libere può essere consentito previa autorizzazione delle autorità competenti ; vedi Decreto Ministeriale 19 agosto 96 titolo V).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LE MISURE DI SICUREZZA ALTERNATIVE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In mancanza di norme tecniche specifiche, non resta che applicare il principio di equivalenza del livello di protezione che indirizza verso le scelte “alternative” , le quali, per detti motivi, potrebbero non essere necessariamente di carattere tecnico, ma appoggiarsi significativamente sul contributo di procedure comportamentali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anche quindi, nel caso di ricerca delle azioni di prevenzione in “deroga” l’unico strumento è l’applicazione dei principi scalari dell’azione di sicurezza secondo le priorità individuate nell’’art. 15 comma 3 del Dlgs 81:(ove l’eliminazione dei rischi non sia possibile, il rischio stesso deve essere ridotto al minimo, in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non esiste rischio zero ma esiste rischio accettabile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È imperativo quindi :&lt;br /&gt;• Motivare caso per caso il perché della non applicabilità del principio di ordine prioritario ( dispositivi di protezione quali parapetti o altri sistemi, Dispositivi di Protezione Individuale, ecc.).&lt;br /&gt;• Dettagliare la misure o il complesso delle misure alternative adottate, ponendo in evidenza l’effettiva possibilità di raggiungere un livello di protezione equivalente a quello conseguibile con le misure canoniche.&lt;br /&gt;• Dettagliare le procedure operative e comportamentali da seguire.&lt;br /&gt;• Acquisire la ragionevole certezza della possibilità di applicarla in maniera efficace.&lt;br /&gt;• Prevedere strette misure di controllo – sorveglianza sulla corretta e costante applicazione della misura stessa.&lt;br /&gt;• Mantenere evidenza documentale di tutto il processo messo in atto.&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Entrare in palcoscenico è come entrare all’interno di una macchina con organi in movimento dove non sempre è possibile proteggere le zone potenzialmente a rischio!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Si riporta un estratto di alcuni articoli del Dlgs81/08&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Misure generali di tutela: art. 15.&lt;br /&gt;• La valutazione dei rischi e data certa: art. 28.&lt;br /&gt;• Formazione e e informazione: art. 36.&lt;br /&gt;• Parapetti protezione: art. 126 e titolo XVIII comma 2.1.5.&lt;br /&gt;• Non sostare sotto carichi sospesi: all. VI comma 3.1.5.&lt;br /&gt;• Prescrizioni sistemi sollevamento e movimento: all. V titolo II.&lt;br /&gt;• Sistemi e dispositivi di comando: all. V comma 2.&lt;br /&gt;• Manutenzione impianti e registro manutenzione: Art. 15 comma Z – titolo V comma11.&lt;br /&gt;• Protezione contro la caduta di proiettori o altro: all. V comma 3.&lt;br /&gt;• Controllo funi: all. VI comma 3.1.2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IL RISCHIO SPECIFICO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In palcoscenico, tra le situazioni a rischio specifico per la sicurezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di tutto il personale , certamente bisogna prendere in considerazione:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• La movimentazione dei tiri di scena ( elettrici o manuali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La movimentazione dei ponti mobili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La movimentazione di carri ( elettrici o manuali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• I lavori sulla soffitta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Condizione essenziale per garantire la sicurezza a tutto il personale artistico e tecnico presente in palcoscenico, nelle situazioni a rischio specifico, è quello di attuare un efficace modello organizzativo per la gestione in sicurezza di tutti gli impianti della meccanica di scena: (tiri di scena - ponti mobili - Carri mobili - ecc).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NB:&lt;br /&gt;è fondamentale che gli impianti della meccanica di scena, siano soggetti a regolare&lt;br /&gt;manutenzione il cui esito deve essere riportato su apposito registro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IL DOCUMENTO SULLA LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO NELLO SPETTACOLO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza della valutazione dei rischi delle attività lavorative presenti in Teatro, dove i rischi specifici sono facilmente individuabili dalle lavorazioni stesse, la valutazione dei rischi relativi alla realizzazione di uno spettacolo, quando non può essere individuata in anticipo, deve essere attuata nel momento in cui avviene l’azione in scena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, spesso le situazioni di potenziale pericolo emergono durante le prove tecniche o di assieme , secondo le esigenze artistiche che il regista richiede; tali esigenze però , possono essere più volte cambiate in base alle osservazioni e ai cambiamenti richiesti dal regista stesso nel corso della regia dello spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo motivo, per poter attuare una corretta valutazione dei pericoli e una esaustiva attuazione delle misure di prevenzione e protezione, il documento sulla valutazione dei rischi per lo spettacolo , deve essere un documento dinamico che si “modula” nel corso delle prove adattandosi ad ogni nuova situazione che dovrà essere mediata e concordata con il Regista, il Direttore Allestimenti, il Direttore di Scena e il Responsabile del Servizio Prevenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CRITERI ADOTTATI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La valutazione dei rischi e le misure di sicurezza relative allo spettacolo devono essere effettuate tenendo conto:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Del Decreto legislativo 09 aprile 2008 n° 81 ( art. 15 – 28 – 36 – all. V – VII, ecc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Dell’analisi dell’allestimento in fase di presentazione con: il Regista, il Direttore degli Allestimenti, il Responsabile del Servizio Prevenzione lo Scenografo Bozzettista .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Del tipo di allestimento realizzato e dai pericoli derivati al suo accedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Delle esigenze artistiche e delle azioni in scena richieste dalla Regia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Del tipo degli effetti speciali ( fumi, nebbie, fiamme in scena, ecc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Della movimentazione di carri elettrici o manuali, di ponti o altro con la presenza di masse artistiche in palcoscenico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Dell’aspetto emotivo e psicologico degli artisti in relazione alle loro sensazioni quando, in scena, si trovano in situazioni di potenziale pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LE PROCEDURE DI SICUREZZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'analisi dei rischi e delle misure di prevenzione deve essere riportata su apposite schede di sicurezza così suddivise:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La prima è riferita all’analisi dello spettacolo in fase di progetto sotto il profilo artistico, strutturale, impiantistico; (è in questa fase che devono essere valutate le situazioni di potenziale pericolo, individuate le soluzioni di sicurezza alternative, eliminando, ove possibile, già alla fonte le situazioni di rischio).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La seconda è riferita all’analisi dell’allestimento relativo alle fasi di montaggio - smontaggio; è in questa fase che devono essere valutate tutte le condizioni di sicurezza necessarie per il montaggio degli allestimenti, tenendo conto del peso degli elementi da movimentare, degli impianti da realizzare, dell’informazione -formazione del personale tecnico che esegue i lavori sul palcoscenico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La terza è riferita all’analisi dello spettacolo tenendo conto dei particolari eventi scenici e delle azioni richieste dalla Regia nel corso della preparazione dello spettacolo (movimentazione di carri, ponti, tiri, effetti speciali, particolari elementi di attrezzeria , ecc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• In questa fase che devono essere valutate:&lt;br /&gt;1 - le situazioni di potenziale pericolo che possono emergere durante le prove&lt;br /&gt;tecniche e/o di assieme in palcoscenico e/o in sala Regia per tutto il personale&lt;br /&gt;artistico e tecnico presente in scena.&lt;br /&gt;2 - le misure di formazione informazione e le disposizioni da attuare, per la&lt;br /&gt;sicurezza di tutto il personale artistico e tecnico che opera in palcoscenico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La quarta e ultima scheda è riferita all’analisi dello spettacolo prima della prova generale e/o prima della prima, al fine di verificare che non siano emerse nuove situazioni di pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’esito della valutazione deve essere firmato:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• dal Direttore degli Allestimenti dal Responsabile del Servizio Prevenzione, dal Responsabile dei Servizi di Palcoscenico, dal Direttore di Scena , dai Rappresentanti dei Lavoratori per l Sicurezza e dal Medico Competente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Ove occorra il documento di sicurezza dovrà essere personalizzato e firmato per presa visione da artisti, comparse, tecnici e se in scena vi sono minorenni, dai genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NB:&lt;br /&gt;• il documento dovrà riportare la cronologia delle date dove sono state attuate le misure di sicurezza e prevenzione.&lt;br /&gt;• La “data certa” della valutazione è attestata dalla sottoscrizione del documento da parte del datore di lavoro, del Responsabile del servizio Prevenzione, dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezzae dal medico Competente ( art. 18 comma c- Dlgs 106/09).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;COMPITI DEL DIRETTORE DI SCENA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Direttore di Scena, in collaborazione con il Direttore Allestimenti e il Responsabile del Servizio Prevenzione Protezione dovrà:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Informare il personale artistico che opera sul palcoscenico, secondo quanto previsto dal documento di sicurezza relativo allo spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Collaborare con il Responsabile del Servizio Prevenzione e il Direttore Allestimenti, per la stesura del documento di sicurezza relativo all’allestimento nelle sue varie fasi .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Gestire lo spettacolo nel rispetto delle schede di sicurezza emanate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Segnalare alla Direzione Allestimenti e al Responsabile del Servizio Prevenzione, eventuali situazioni di pericolo e/o richieste particolari della Regia non previste durante le fasi di preparazione dello spettacolo, al fine di attuare le misure di sicurezza necessarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Qualsiasi variazione alle misure di sicurezza previste o qualsiasi nuovo effetto scenico, richiesto dalla Regia, che possa comportare pericolo per le persone, deve essere autorizzato dalla Direzione Allestimenti al fine di effettuare le opportune valutazioni e le relative misure di prevenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LE SCHEDE DI SICUREZZA RELATIVE ALLO SPETTACOLO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La raccolta delle principali misure di prevenzione e protezione per il personale tecnico ed artistico che opera sul palcoscenico, è riferita esclusivamente alla gestione e conduzione dello spettacolo, dall’inizio delle prove sino all’andata in scena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• I destinatari, cui sono indirizzate le presenti schede devono rendere edotti i preposti ed i lavoratori del suo contenuto ed esigerne il rispetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAzLt4xSD-I/AAAAAAAAAIs/PJZPw0Aw8cM/s1600/viewer.png"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAzfoKUiHHI/AAAAAAAAAJc/7MYoLA3XfX4/s1600/viewer3.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAzfoKUiHHI/AAAAAAAAAJc/7MYoLA3XfX4/s400/viewer3.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5480000727661288562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/DNALDI%7E1.ELE/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_filelist.xml"&gt;&lt;link 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style="font-weight: bold;"&gt;Allegato - 1 RELAZIONE TECNICA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MATERIALE SCENICO (Dm 19 agosto 1996 titolo2 comma 2.3.3).&lt;br /&gt;- I materiali utilizzati per realizzare gli allestimenti, devono essere rispondenti al Titolo 2 comma 2.3.3 del Decreto Ministeriale 19 agosto 1996 ( vedi fascicolo prevenzione incendi in palcoscenico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;STRUTTURALE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Allegare ove occorra:&lt;br /&gt;- ll progetto dell’allestimento, firmato da professionista iscritto all’albo, con i dati di calcolo della struttura, di passerelle, balconate, praticabili, ecc..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Il peso dei vari elementi scenici da installare e movimentare in relazione alla portata della struttura di appoggio o di sostegno della soffitta, dei mezzi di sollevamento, dei carri, dei ponti, ecc..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Le istruzioni per il corretto montaggio della struttura da parte del progettista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- La verifica di avvenuto corretto montaggio secondo le istruzioni al fine di rispettare, dette istruzioni, nei successivi montaggi e cambi di scena durante le rappresentazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IMPIANTI ELETTRICI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Gli impianti elettrici a servizio della scena devono essere eseguiti secondo le regole dell’arte ( norme CEI e Decreto Ministeriale del 22 gennaio 2008 n° 37 ex legge 46/90).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NB:&lt;br /&gt;- Il documento da produrre è un documento dinamico in quanto deve essere aggiornato ogni qualvolta che cambiano le condizioni di montaggio e di sicurezza.&lt;br /&gt;- Annotare sulla scheda i casi in cui non necessitino dati di progetto e di calcolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Allegato - 2&lt;br /&gt;ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO&lt;br /&gt;PROCEDURE DI SICUREZZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Descrivere il lavoro in tutte le sue parti e le modalità di intervento ..&lt;br /&gt;• Stabilire la squadra, il numero e livello delle persone coinvolte.&lt;br /&gt;• Individuare quali sono i pericoli per persone e cose e le misure di sicurezza da attuare, previste dal documento sulla valutazione del rischio dei Servizi di Palcoscenico e dalle schede di sicurezza.&lt;br /&gt;• Individuare quali sono i DPI da utilizzare in base alle schede di sicurezza.&lt;br /&gt;• Informare i tecnici addetti del tipo di lavoro, la modalità di esecuzione ecc.&lt;br /&gt;• Organizzare l’area di lavoro ( ove necessario segregare l’area con transenne o altri sistemi).&lt;br /&gt;• Valutare i sistemi di sollevamento e le modalità di aggancio degli elementi in relazione al carico.&lt;br /&gt;• Valutare i carichi dei vari elementi scenici da lavorare e movimentare.&lt;br /&gt;• Individuare il preposto per l’esecuzione dei lavori e per il controllo dell’applicazione delle misure di sicurezza&lt;br /&gt;• Verbalizzare l’esito delle procedure individuate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• NB:I lavori che comportino particolari rischi non previsti dalle schede di sicurezza in vigore o in generale, devono essere segnalati al responsabile del Servizio Prevenzione e al Direttore degli Allestimenti, al fine al fine di effettuare una nuova valutazione dei rischi con le relative misure di prevenzione da attuare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;COME MUOVERSI IN PALCOSCENICO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Porre molta attenzione ad ogni attività di palcoscenico tenendo sempre in considerazione che per esigenze sceniche ed artistiche le situazioni di potenziale rischio sono spesso differenti tra uno spettacolo e l’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Sarà cura della Direzione di Scena, della Direzione Allestimenti in collaborazione con il Responsabile del Servizio Prevenzione, fornire le giuste informazioni sui pericoli che si possono incontrare e su come comportarsi in scena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare modo per il palcoscenico si raccomanda :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• di rispettare i segnali di divieto e/o di accesso al palcoscenico durante le fasi di montaggio, smontaggio o altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• di muoversi con cautela, soprattutto in presenza di grandi masse artistiche e/o quando in scena ci sono situazioni particolari (movimento di carri, elementi di scena, fiamme libere, ecc).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• di fare sempre attenzione ai dislivelli improvvisi e ai segnali posti a pavimento che delimitano le zone di pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di porre attenzione all’utilizzo di particolari elementi di attrezzeria ( lance, spade, scudi, fiaccole, ecc.).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• di rispettare le istruzioni date dalla Direzione di Scena e/o Allestimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• per le donne, se non per esigenze sceniche: evitare durante le prove di indossare scarpe con tacchi a spillo, calzature aperte o leggere ( sandali, ciabatte ecc).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• al termine delle prove e/o spettacoli abbandonare il palcoscenico con calma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Ciascuno per il proprio ruolo è tenuto, in osservanza dell’art. 20 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n° 81 (obbligo dei lavoratori) a:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• rispettare le regole segnalando alla Direzione eventuali situazioni che possono generare una condizione di pericolo per persone e cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• dare il proprio contributo per il miglioramento del livello di sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• non compiere di propria iniziativa azioni che possano pregiudicare la sicurezza propria e altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• è importante “ rispettare” il palcoscenico quale “luogo” di lavoro, non&lt;br /&gt;sottovalutarlo e soprattutto essere a conoscenza che si opera in un luogo&lt;br /&gt;potenzialmente a rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAloJ0jWk-I/AAAAAAAAAHU/ZoGZfh2PQCA/s1600/Teatro_Regio_Torino-logo-7155303E41-seeklogo.com.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAloJ0jWk-I/AAAAAAAAAHU/ZoGZfh2PQCA/s400/Teatro_Regio_Torino-logo-7155303E41-seeklogo.com.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5479024939607954402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DECRETO DEL MINISTRO DELL’INTERNO 19 AGOSTO 1996&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PREVENZIONE INCENDI IN PALCOSCENICO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PREMESSA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;A differenza del Dlgs. 81/ 08 la sicurezza antincendio nei Teatri è regolamentata da&lt;br /&gt;apposito Decreto Ministeriale 19 agosto 1996 n° 149 che detta le regole come attuare&lt;br /&gt;prevenzione incendi, relativa ad un allestimento e come effettuare gli effetti speciali&lt;br /&gt;( fiamme in libere, colpi arma da fuoco, fuochi d’artificio, ecc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presupposto essenziale, per garantire la sicurezza antincendio è che la struttura del Teatro o dei locali ad essi destinati, siano rispondenti a quanto indicato dal Decreto Ministeriale 19 agosto 1996 n° 149 (approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione , costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e pubblico spettacolo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NB: gli esempi di seguito descritti sono riferiti ad un Teatro Lirico Concertistico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LA NORMATIVA PER IL PALCOSCENICO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Titolo II comma 2.3.3: materiale scenico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Titolo V comma 5.1: disposizioni particolari per la scena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Titolo V comma 5.2.6.1: locali di servizio alla scena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MATERIALE SCENICO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Dm 19 agosto 1996 - Titolo 2 art. 2.3.3 .&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la realizzazione degli scenari fissi e mobili ( quinte, tendaggi e simili) è ammesso l’impiego di materiali combustibili di classe di reazione al fuoco non superiore a 2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ consentito l’impiego di materiali di classe superiore a 2 a condizione che siano previsti effettivi accorgimenti migliorativi delle condizioni globali di sicurezza della scena, quali efficaci sistemi di smaltimento dei fumi asserviti agli impianti di rivelazione automatica degli incendi e/o di spegnimento automatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Normalmente oggi, la realizzazione di un allestimento , viene effettuata utilizzando materiali in classe uno per tele, fondali, tappeti materici, ecc. reperibili sul mercato e corredati di certificato di conformità; mentre la realizzazione delle armature viene realizzata utilizzando cantinelle in legno trattate con vernice ignifuga o con armature in ferro o in alluminio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre tenere però presente che da tempo esiste un continuo scambio degli allestimenti tra i vari Teatri Italiani ed Europei, allestimenti che spesso sono stati realizzati in anni in cui non esisteva un’ armonizzazione delle leggi di prevenzione incendi tra i vari teatri Italiani ed Europei; in questi casi la normativa ci viene incontro permettendo di&lt;br /&gt;usare anche allestimenti superiori alla classe due purchè i palcoscenici siano dotati degli impianti indicati al titolo due sopra descritto.&lt;br /&gt;Tutte le opere effettuate oltre il sipario tagliafuoco, devono essere invece realizzate rigorosamente in classe zero o in classe uno corredati dalla relativa documentazione probante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In alternativa la classe di reazione al fuoco può essere attribuita trattando il manufatto in legno con vernice ignifuga specifica per il tipo di legno utilizzato, con la relativa documentazione probante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tale circostanza deve essere fatta menzione nel certificato di prova la cui validità è comunque limitata a sei mesi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;con l’obbligo di non effettuare lavaggi o altre operazione di manutenzione che possano alterare le caratteristiche di reazione al fuoco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei locali con scena integrata nella sala, i materiali allestiti nell’area scenica devono essere di classe di reazione al fuoco non superiore a 1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Documenti probanti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;1. dichiarazione del responsabile dove risulti che il manufatto in legno è stato trattato con la vernice ignifuga tipo xxxx idonea per il tipo di legno utilizzato, nei modi e nella quantità previste dalla ditta fornitrice della vernice.&lt;br /&gt;2. Certificato di conformità della ditta costruttrice della vernice.&lt;br /&gt;3. Certificato di omologazione della vernice del Ministero dei Trasporti.&lt;br /&gt;4. Documento di trasporto del prodotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER LA SCENA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo V comma 5.1:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Le scene, sia del tipo separato che integrato rispetto alla sala, devono contenere unicamente gli scenari, gli spezzati e gli attrezzi necessari per lo spettacolo del giorno, che devono essere collocati in modo da non ingombrare i passaggi e rendere accessibili le attrezzature e i mezzi antincendio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• L’uso nelle rappresentazioni di fuochi d’artificio, fiamme libere e di spari con armi, deve essere oggetto di valutazione da parte dell’autorità competente e non può essere autorizzato in mancanza di misure di sicurezza appropriate ai rischi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• ……………….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• È vietato fumare nella scena e sue dipendenze salvo che per esigenze sceniche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Titolo V. comma 2.6.1: camerini e cameroni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Nessuna installazione neppure provvisoria, di camerini è consentita nella scena propriamente detta, ivi compreso il sottopalco, salvo che quest’ultimo sia dotato di proprie uscite dirette verso luogo sicuro e costituisca un compartimento antincendio di classe REI 120.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;“REGISTRO DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• Il titolare dell’attività è tenuto a registrare i controlli, gli interventi di manutenzione sugli impianti e sulle attrezzature finalizzate alla sicurezza antincendio, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;indicate al titolo 18.6 del DM 19 agosto 1996.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PRINCIPALI MISURE DI PREVENZIONE INCENDI RELATIVE AD UN ALLESTIMENTO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• I materiali utilizzati per realizzare gli allestimenti devono essere rispondenti al Dm 19 agosto 1996 ( vedi capitolo precedente).&lt;br /&gt;• I proiettori di scena, quale fonte di calore, devono essere installati ad una distanza di sicurezza da fondali, quinte, o qualsiasi elemento che possa essere pericolo di innesco.&lt;br /&gt;• I cavi elettrici, le prolunghe , le spine devono rispondere alle norme “CEI” in vigore e devono essere del tipo non propagante l’incendio.&lt;br /&gt;• Gli impianti elettrici realizzati all’interno di un allestimento, devono essere realizzati secondo le regole dell’arte ( norme CEI DM 22 gennaio 2008 n°47 ex legge 46/90).&lt;br /&gt;• Qualsiasi macchinario elettrico quale fonte di calore, deve avere marchio CE ed essere installato secondo le norme di buona tecnica e lontano da elementi che possono essere causa di innesco.&lt;br /&gt;• Deve essere curata la manutenzione dei cavi di collegamento dei proiettori, delle macchine di scena, delle prolunghe con le relative spine ecc; (i falsi contatti elettrici sono la prima causa di un principio di incendio!).&lt;br /&gt;• Cavi di collegamento spine e prolunghe, devono avere sezione adeguata al carico.&lt;br /&gt;• Sul palcoscenico e comunque in tutti i locali del Teatro a tutte le quote, è vietato fumare.&lt;br /&gt;• Rispettare il divieto di fumo, il divieto di utilizzo di fiamme libere, il divieto di deposito di liquidi infiammabili o bombole di gas all’interno del locale; ….l’uso nelle rappresentazioni di fiamme libere, di colpi di arma da fuoco, ecc, deve essere oggetto di valutazione da parte dell’autorità competente e non può essere autorizzato in mancanza di misure di sicurezza appropriate ai rischi (DM 19 agosto 1996 Titolo 5.1).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• In caso di ritocchi sulle armature in alluminio e/o metallo di un allestimento, che necessitano l’utilizzo di flessibili e/o saldatrici elettriche, occorre attuare tutte le misure di sicurezza necessarie atte a prevenire l’insorgere di un principio di incendio ed esattamente:&lt;br /&gt;– coordinare il lavoro in funzione della programmazione di montaggi e/o prove &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;al fine di evitare interferenze con le altre attività del Teatro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;– assistenza durante il lavoro di un addetto alla squadra antincendio dotato di estintore.&lt;br /&gt;– utilizzo di coperte antifiamma o altri sistemi idonei atti ad evitare la propagazione di scintille e/o scorie di saldatura.&lt;br /&gt;– Siano sempre garantite le vie di fuga dal palcoscenico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Al termine di ogni giornata lavorativa :&lt;br /&gt;– disattivare gli utilizzi elettrici non necessari ( luci, macchine , ecc.).&lt;br /&gt;– Tutto il materiale scenico, non strettamente necessario all’allestimento, (cantinelle, praticabili, fianchi, ecc.), deve essere collocato negli appositi magazzini o negli appositi spazi nel retro palco o sfondati laterali, in maniera&lt;br /&gt;tale da non ingombrare i passaggi, le vie di uscita o impedire la chiusura delle porte e portoni tagliafuoco del palcoscenico.&lt;br /&gt;– chiudere le porte tagliafuoco interessate.&lt;br /&gt;- abbassare il sipario tagliafuoco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FIAMME IN SCENA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;l’uso nelle rappresentazioni di fiamme libere, di colpi di arma da fuoco, ecc, deve essere oggetto di valutazione da parte dell’autorità competente e non può essere autorizzato in mancanza di misure di sicurezza appropriate ai rischi (DM 19 agosto 1996 Titolo 5.1).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Misure generali di prevenzione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Le misure di prevenzione dovranno essere di volta in volta adeguate in relazione del tipo di effetto e al tipo di allestimento messo in atto.&lt;br /&gt;• Sentite le autorità competenti, la gestione delle fiamme libere in scena deve essere fatta in stretta collaborazione con il Responsabile del Servizio Prevenzione, la Direzione di Scena, e il Direttore degli Allestimenti e il Direttore Tecnico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Attività di informazione formazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Il personale tecnico ed artistico che opera in palcoscenico deve essere informato sui rischi derivati dall’incendio e sulle procedure di emergenza da attuare in caso di pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Servizi di sicurezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• In palcoscenico, deve essere garantita (con programma settimanale) l’assistenza:&lt;br /&gt;•• Elettrica da parte di tecnico abilitato.&lt;br /&gt;•• Antincendio da parte degli addetti alla prevenzione incendi aziendali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ESEMPI DI FIAMME IN SCENA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1° esempio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;descrizione della scena&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• Utilizzo di candele o più candelabri in scena.&lt;br /&gt;• Utilizzo di fiaccole portate in scena da artisti e/o comparse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;valutazione del rischio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• Di principio di incendio&lt;br /&gt;• Di pericolo d’incendio per i costumi.&lt;br /&gt;• Di ustioni più o meno gravi in relazione al tipo di incendio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;misure di prevenzione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• Valutare secondo le esigenze sceniche :&lt;br /&gt;• Chi, come, dove e quando accende le candele, i candelabri e/o le fiaccole.&lt;br /&gt;• Chi, come, dove e quando avviene lo spegnimento.&lt;br /&gt;• Dove sono poste in scena.&lt;br /&gt;• Verificare che nelle immediate vicinanze non vi siano elementi che possano propagare la fiamma.&lt;br /&gt;• Informare e istruire il personale tecnico addetto all’accensione e allo spegnimento delle fiamme ( NB: in quella fase deve essere presente un addetto antincendio dotato di estintore idoneo).&lt;br /&gt;• Informare gli artisti sui rischi e come comportarsi in scena, soprattutto se indossano costumi vaporosi e facilmente infiammabili.&lt;br /&gt;• Informare i Vigili del Fuoco Provinciali del Comando di Appartenenza, in servizio per lo spettacolo, della presenza di fiamme in scena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per le fiaccole:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• utilizzare fiaccole di sicurezza realizzate in lamiera metallica con ritorno a molla.&lt;br /&gt;( in caso di caduta o rilascio della molla, lo stoppino rientra all’interno&lt;br /&gt;dell’impugnatura soffocando la fiamma).&lt;br /&gt;• Per limitare la propagazione della fiamma, proteggere la stessa con una retina metallica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;misure di sicurezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• Predisporre adeguati mezzi di spegnimento ( estintori – estintori idrici - naspo – coperte antifiamma).&lt;br /&gt;• Predisporre adeguato servizio di vigilanza antincendio in base alle prescrizioni della Commissione Provinciale di Vigilanza o dai Vigili del fuoco del comando di competenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2° esempio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;“CLEMENZA DI TITO” FIAMME IN SCENA DI UNA CERTA RILEVANZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Relazione presentata alle Autorità Competenti per l’ottenimento della relativa autorizzazione per l’impiego di fiamme libere di una certa rilevanza in occasione&lt;br /&gt;dello spettacolo “CLEMENZA DI TITO” in scena al Regio di Torino nel maggio 2008.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;RELAZIONE TECNICA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Gli effetti saranno realizzati da esperto abilitato e autorizzato dalla questura di competenza per la manipolazione e l’impiego di prodotti per la produzione di fiamme per effetti scenici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DESCRIZIONE DELLA SCENA E DELL’EFFETTO&lt;br /&gt;• La scena avviene alla fine del Primo atto e rappresenta il Campidoglio in fiamme.&lt;br /&gt;• L’effetto scenico, deve raffigurare un incendio, della larghezza di circa sei metri con un altezza delle fiamme di circa un metro, visto dalle finestre del campidoglio.&lt;br /&gt;• L’effetto, della durata di circa sei - sette minuti, sarà realizzato nella parte posteriore al palcoscenico utilizzando un apposito “Gel a base alcolica” che brucia con fiamma regolare, non sprigiona gas tossici e non rilascia residui incandescenti né scintille.&lt;br /&gt;• Il “gel” sarà collocato in apposito focolare, realizzato in lamiera e isolato dal palcoscenico.&lt;br /&gt;• L’accensione delle fiamme è effettuata, dietro le quinte, dall’esperto abilitato per mezzo di appositi accenditori comandati a distanza.&lt;br /&gt;• Lo spegnimento avviene naturalmente per esaurimento del combustibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Descrizione del focolare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• il focolare è composto da n° 4 vasche metalliche (90 x 20 x 5) collocate su apposito carro mobile che può essere spostato in caso di pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Valutazione del rischio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• Di principio di incendio&lt;br /&gt;• Pericolo di incendio per i costumi.&lt;br /&gt;• Di ustioni più o meno gravi in relazione al tipo di incendio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MISURE DI PREVENZIONE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• Distanze di sicurezza:&lt;br /&gt;• Il focolare è isolato dal carro mobile tramite mattoni refrattari.&lt;br /&gt;• il carro mobile è foderato a sua volta da una lamiera metallica&lt;br /&gt;• Nelle vicinanze delle fiamme non vi sono elementi pericolosi che possono propagare l’incendio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Mezzi di spegnimento&lt;br /&gt;• Ai lati del palcoscenico nelle vicinanze dell’effetto saranno posizionati e disponibili : estintori portatili adeguati, estintori carrellati, idranti e n° 2 coperte antifiamma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Durante l’effetto sarà presente in palcoscenico:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;• la squadra dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale in servizio per lo spettacolo, che seguirà a vista l’effetto, dai due lati del palcoscenico.&lt;br /&gt;• la squadra Aziendale degli addetti alla prevenzione incendi del Teatro Regio, nel&lt;br /&gt;numero indicato dalla Commissione Provinciale di Vigilanza, che sarà a&lt;br /&gt;disposizione dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale.&lt;br /&gt;• un elettricista della manutenzione con il compito di disattivare tensione a tutti i circuiti di scena in caso di emergenza&lt;br /&gt;• Si trasmette quanto sopra per le opportune valutazioni al fine di ottenere la relativa autorizzazione e per predisporre le appropriate misure di sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ATTIVITA’ DI FORMAZIONE INFORMAZIONE COMUNE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• Artisti e/o personale tecnico, devono essere informati sui pericoli per persone e cose derivati da fuoco, sulle misure di sicurezza individuate e su come comportarsi in scena.&lt;br /&gt;• Nel corso delle prove di scena, artisti e tecnici, seguiranno gli insegnamenti su come comportarsi in scena, in base alle misure di prevenzione individuate dalla Direzione Allestimenti e dalla Direzione Tecnica e dal Servizio Prevenzione.&lt;br /&gt;• L’esito della valutazione e delle misure di prevenzione e informazione attuate, saranno riportate su apposita scheda personalizzata firmata per conoscenza dagli artisti, comparse, tecnici e se in scena ci sono dei minori, dai genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/DNALDI%7E1.ELE/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-4.png" alt="" /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAzhahiY4DI/AAAAAAAAAJs/pT0LdgJiqjE/s1600/viewer.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAzhahiY4DI/AAAAAAAAAJs/pT0LdgJiqjE/s400/viewer.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5480002692398506034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAzh-lc-xQI/AAAAAAAAAJ0/goO-lghgQ1o/s1600/viewer2.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAzh-lc-xQI/AAAAAAAAAJ0/goO-lghgQ1o/s400/viewer2.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5480003311924856066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAziWI3oQ2I/AAAAAAAAAJ8/E0hPISdltwg/s1600/viewer.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAziWI3oQ2I/AAAAAAAAAJ8/E0hPISdltwg/s400/viewer.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5480003716568859490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAziqrA7RcI/AAAAAAAAAKE/1Ns188Yj5NE/s1600/viewer.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAziqrA7RcI/AAAAAAAAAKE/1Ns188Yj5NE/s400/viewer.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5480004069332043202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a cura di Bruno Scagliola Rspp Teatro Regio di Torino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-934387030227376298?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/934387030227376298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=934387030227376298' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/934387030227376298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/934387030227376298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2010/06/il-decreto-81-e-il-mondo-dello.html' title='Il Decreto 81 e il mondo dello spettacolo'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/TAzjGJBJOYI/AAAAAAAAAKM/WQI0kNTsN_E/s72-c/viewer3.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-2192159476781745755</id><published>2010-05-28T16:19:00.019+02:00</published><updated>2010-05-29T12:18:46.637+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Enti ed Associazioni'/><title type='text'>Soppressione dell'ISPESL</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/S__TRpYdoKI/AAAAAAAAAG8/j1D9wktOcXo/s1600/logo_ispesl.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 236px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/S__TRpYdoKI/AAAAAAAAAG8/j1D9wktOcXo/s400/logo_ispesl.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5476327972025508002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Riporto di seguito il comunicato stampa dell'ISPESL che, con la nuova manovra correttiva varata dal Governo, verrà assorbito dall'Inail. &lt;br /&gt;Come autore di questo Blog desidero esprimere la mia preoccupazione per questa decisione che rischia di rallentare il processo di diminuizione degli infortuni avuto in questi anni anche grazie all'ottimo lavoro che l'ISPESL ha fatto in tema di prevenzione degli infortuni. In diversi dei miei articoli mi sono avvalso delle linee guida ISPESL avendo cosi avuto modo di cogliere l'importanza e la portata del lavoro svolto dall'istituto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima del comunicato stampa dell'ISPESL desidero pubblicare le preoccupazioni espresse dalla redazione di &lt;a href="http://www.diario-prevenzione.it/"&gt;diario prevenzione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In nessun paese europeo le ragioni della crisi hanno portato allo scioglimento degli Enti di ricerca che si occupano di salute e sicurezza sul lavoro. &lt;br /&gt;INRS Francia,HSE Inghilterra, gli Enti tedeschi e nordeuropei vengono mantenuti se non rafforzati. Il governo italiano ha invece pensato di approfittare della emergenza crisi e riduzione spesa pubblica per sciogliere ISPESL, senza un disegno chiaro e discusso nelle sedi appropriate sul tema dell'eventuale trasferimento delle professionalità presenti in Ispesl ad un futuro e fantomatico Polo sicurezza posto in capo ad Inail.&lt;br /&gt;Ciò che sta avvenendo è molto preoccupante in quanto prevede che lo Stato deleghi proprie competenze nel campo della ricerca in materia di salute e sicurezza all'Ente assicuratore Inail senza un che vi sia un disegno chiaro e trasparente su chi farà che cosa. Il bene salute delle persone che lavorano passa dalla tutela basata sul diritto costituzionale alla tutela basata sul paradigma attuariale e assicurativo basato sulla logica delle convenienze aziendali e non del diritto alla salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non risulta che le Regioni siano state consultate dal governo su questo atto di soppressione dell'Ispesl: si tenga conto del fatto che i Spsal o Smpil delle Regioni utilizzano Ispesl per la formazione degli operatori e come riferimento di secondo livello per le consulenze tecnico scientifiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci chiediamo: che lavoro verrà trasferito ad una agenzia che risponderà a logiche&lt;br /&gt;diverse rispetto a quelle della tutela della salute previsto dall'art 32 della Costituzione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il passaggio delle funzioni di ricerca in materia di salute e sicurezza sul lavoro ad Inail è un ritorno ad un passato fallimentare: già prima del 1978 Inail svolgeva funzioni di ricerca e consulenza alle imprese tramite ENPI, ente che fu sciolto per incapacità dell'Inail a gestire in modo decoroso gli aspetti della prevenzione in materia salute e sicurezza sul lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riteniamo importante fare conoscere il punto di vista dei lavoratori e della dirigenza  dell'ISPESL, struttura importante per la prevenzione in Italia, focus dei rapporti con le strutture e le Agenzie di Ricerca europee e mondiali in materia di prevenzione salute e sicurezza sul lavoro. L'atto del Governo rappresenta ancora una volta l'idea di stato che anima coloro che hanno responsabilità di governo: indifferenza e colpevole ignoranza rispetto al patrimonio d conoscenze che i professionisti di Ispesl  e di altri Enti pubblici di ricerca rappresentano in Italia e nel mondo. Un patrimonio che rischia di essere disperso in questa pomposa operazione denominata Polo sicurezza sub dominio Inail.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EDITOR DIARIO PREVENZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunicato stampa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISPESL - ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA DEL LAVORO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UFFICIO STAMPA  Roma, 26 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;            COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISPESL: l’Istituto non è un “ente inutile”, ma indispensabile per la sicurezza e la salute dei lavoratori italiani. Con il provvedimento del Governo si chiude l’unico Ente di ricerca del Paese.&lt;br /&gt;Nonostante il dimezzamento dei fondi, l’Ispesl è in grado di autofinanziarsi per più del 60% dello stanziamento concesso dallo Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In relazione alle notizie di stampa si apprende che l’Ispesl (Istituto Superiore per la prevenzione e la sicurezza del Lavoro), unico Ente di ricerca del nostro Paese con vastissime competenze nel settore della prevenzione e della sicurezza dei lavoratori, nell’ambito della manovra finanziaria varata dal Consiglio dei Ministri del 25 maggio, risulterebbe soppresso.&lt;br /&gt;Rimaniamo stupiti dalle notizie della soppressione e della definizione di ente inutile per l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’etichetta, da alcuni attribuita, all’istituto di “Ente inutile” è offensiva per tutti i lavoratori, oltreché priva di fondamento.&lt;br /&gt;L’Ispesl non solo non è ente inutile, ma nel silenzio del suo trentennale lavoro quotidiano, attraverso l’impegno e il sacrificio delle molteplici professionalità&lt;br /&gt;(ingegneri, medici, chimici, fisici, biologi, ecc) pur nella scarsità di mezzi, garantisce un apporto insostituibile di conoscenze, esperienze e formazione al sistema produttivo del nostro Paese nel delicato settore della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, fornendo un know how, patrimonio per l’Italia, apprezzato e riconosciuto non solo in ambito scientifico nazionale e internazionale ma da tutte le organizzazioni datoriali e sindacali.&lt;br /&gt;Se è vero che gli infortuni mortali annui sono diminuiti da 1600 a 1200 (per parlare solo delle cosiddette morti bianche) ciò è ascrivibile anche a tutte le&lt;br /&gt;innumerevoli iniziative dell’Ispesl, messe in campo attraverso il suo personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Ente che soffre dall’anno 2000 una costante e vertiginosa riduzione di fondi, dimezzati nel corso di questi anni, da 110 a 58 milioni di euro, oltre ad un&lt;br /&gt;altrettanto drastica riduzione del personale per raggiunti limiti di età (senza possibilità di un fisiologico turn over, per il blocco delle assunzioni), non ha mai&lt;br /&gt;ridotto il proprio impegno per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. Nonostante ciò l’Istituto si è costantemente adoperato nel corso di questi anni per avere mezzi e disponibilità per esercitare al meglio le proprie funzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Istituto ha, infatti, accresciuto e ampliato tutti i possibili servizi che la legge gli consente di fare, riuscendo persino ad incrementare notevolmente le entrate proprie.&lt;br /&gt;L’Istituto oggi è in grado di autofinanziarsi (35 milioni di euro) per più del 60 % dello stanziamento che perviene dallo Stato.&lt;br /&gt;E’ questo lo si può considerare un “ente inutile”?&lt;br /&gt;Chi si è impegnato e chi si impegna per conto del Governo e delle Autorità territoriali,  per le aree di Taranto, Civitavecchia, Casale Monferrato, ovvero per i&lt;br /&gt;gravissimi problemi del terremoto a l’Aquila, in Umbria?&lt;br /&gt;Chi è intervenuto per la sicurezza degli insediamenti a rischio di incidente rilevante o degli impianti energetici più complessi?&lt;br /&gt;Chi ha fronteggiato le emergenze nazionali al fianco delle istituzioni territoriali e nazionali (incidente Monte Bianco, nave G. Montari,  Gran Sasso, Tissen Krup, Camere iperbariche, ecc…)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riteniamo in conclusione che non solo l’Ispesl non sia “ente inutile”, ma che sia “utilissimo” per il nostro sistema produttivo che si finanzia per gran parte da solo.&lt;br /&gt;A questo punto sarebbe utile sapere in quale logica e con quali procedure sia stata disposta la “soppressione” dell’Ispesl con lo “scioglimento” nell’Inail.&lt;br /&gt;Aspettiamo una risposta.&lt;br /&gt;Il personale dell’Ispesl ce la chiede. Ce lo chiedono anche i lavoratori e i familiari delle vittime sul lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte UST ISPESL&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-2192159476781745755?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/2192159476781745755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=2192159476781745755' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2192159476781745755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2192159476781745755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2010/05/soppressione-dellispesl.html' title='Soppressione dell&apos;ISPESL'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/S__TRpYdoKI/AAAAAAAAAG8/j1D9wktOcXo/s72-c/logo_ispesl.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-370057511557387848</id><published>2010-05-19T12:32:00.009+02:00</published><updated>2010-05-19T13:05:22.122+02:00</updated><title type='text'>L'unità operativa delle USL</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/S_PB8CfUFLI/AAAAAAAAAGs/QzWwqFGK1uo/s1600/catena-150x150.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/S_PB8CfUFLI/AAAAAAAAAGs/QzWwqFGK1uo/s400/catena-150x150.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472931209389806770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’UOPSAL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’art. 13 del D.lgs 81/08 assegna alle USL e al comando dei Vigili del fuoco il compito di vigilanza.&lt;br /&gt;L’unità operativa prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (UOPSAL), promuove, coordina ed effettua interventi di ricerca, vigilanza e controllo nei luoghi di lavoro per conoscere e concorrere all’eliminazione dei fattori di rischio in tutti i settori di attività, pubblici e privati, ove almeno un lavoratore dipendente, o ad esso equiparato, presti il proprio lavoro a qualunque titolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’UOPSAL viene istituita in seguito alla promulgazione dell’art. 9 della legge 300 del 20 maggio 1970 meglio nota come &lt;a href="http://www.uilcemsicilia.org/-/leggi/testi/Statuto_Lavoratori.pdf"&gt;"statuto dei lavoratori"&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;-art. 9 “Tutela della salute e dell’integrità fisica”:&lt;br /&gt;"I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la legge del 23 Dicembre 1978 n. 833 viene istituito il servizio sanitario nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come detto l’UOPSAL svolge sia il servizio di prevenzione che quello di vigilanza.&lt;br /&gt;Dal 1° gennaio 1980 alle USL vengono affidati compiti, precedentemente svolti dagli ispettorati del lavoro, di prevenzione, di igiene e di controllo sullo stato di salute dei lavoratori.&lt;br /&gt;Con l’art. 21, 3° comma, della legge 833/78, il Prefetto nomina, su proposta del Presidente della Regione, gli ufficiali di polizia giudiziaria provenienti dai servizi di unità sanitaria locale. Gli ufficiali nominati avranno il potere di accesso nonché la facoltà di diffida delle aziende ispezionate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le attività svolte dall’ UOPSAL troviamo quella di informazione ed assistenza in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (art. 10 del Dlgs 81/2008) a singoli lavoratori, alle organizzazioni sindacali, ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, ai Rspp, ai medici competenti ed ai datori di lavoro.&lt;br /&gt;E’ importante specificare che l’art. 13 comma 5 vieta tassativamente, agli ufficiali che svolgono la vigilanza, di svolgere attività di consulenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le altre attività svolte dall’unità operativa di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lovoro troviamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-nel campo della formazione e dell’educazione  sanitaria la pubblicazione di linee guida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Formula pareri preventivi sui progetti di costruzione, ampliamento, cambi di destinazione di insediamenti industriali e di attività lavorative in genere (art. 67 D.lgs 81/2008). La notifica prevista dall’art. 67 deve essere presentata soltanto dalle aziende che occupano più di tre lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Esamina i ricorsi presentati dai lavoratori in contrasto con il giudizio di idoneità del medico competente, eseguendo accertamenti specialistici e dando una risposta in merito (art. 41 del D.lgs 81/2008). E’ importante sapere che il lavoratore deve presentare ricorso alle USL entro trenta giorni dalla data di comunicazione del medico competente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Formula pareri e rilascia deroghe, dove espressamente previsto, su norme di igiene e sicurezza sul lavoro (art. 65 del D.lgs 81/2008). Tra le deroghe troviamo ad esempio quella che riguarda il divieto di svolgere attività in locali sotterranei o seminterrati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Accerta, su richiesta della Direzione Provinciale del Lavoro, della presenza o meno di condizioni di rischio per la gravidanza o l’allattamento, nelle attività lavorative che vedono l’impiego di lavoratrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Effettua attività di vigilanza, sia programmata che su domanda, rispondendo alle richieste di intervento all’interno dei luoghi di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Effettua inchieste infortuni e malattie professionali su richiesta dell’Autorità Giudiziaria e di propria iniziativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Garantisce, in orario di servizio, l’intervento immediato in caso di infortunio grave o mortale ed in caso di segnalazioni urgenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco come l'UOPSAL svolge una procedura di “inchiesta infortunio”:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per prima cosa viene analizzata la documentazione disponibile (denuncia di infortunio, certificati medici, raccolta di SIT da parte della PS, ecc..).&lt;br /&gt;Viene effettuato un sopralluogo presso l’Azienda dove vengono presi in esame sia gli aspetti tecnici che quelli organizzativi e relazionali.&lt;br /&gt;In sede di sopralluogo viene verificata tutta la documentazione ritenuta pertinente al caso in esame, come eventuali procedure e/o istruzioni operative, la documentazione relativa alla formazione ed alla informazione dei lavoratori, il certificato di idoneità alla mansione, il registro infortuni ed il documento di valutazione dei rischi.&lt;br /&gt;Vengono ascoltati i testimoni per ricostruire l’evento che ha causato l’infortunio.&lt;br /&gt;Si procede alla raccolta delle informazioni necessarie alla individuazione dei destinatari della normativa prevenzionale, verificando la posizione degli stessi tramite procure, deleghe ed ordini di servizio se esistenti sentendo anche i lavoratori per raccogliere informazioni.&lt;br /&gt;Viene acquisita copia della relazione sanitaria (se non ancora in loro possesso) relativa alle lesioni riportate, al fine di determinare la durata della malattia ed eventuali postumi permanenti.&lt;br /&gt;Alla fine del sopralluogo viene redatto il verbale di prescrizione per le eventuali violazioni evidenziate e si procede alla stesura del verbale che verrà trasmesso alla Magistratura.&lt;br /&gt;La procedura di sopralluogo in azienda prevede che appena entrati (esibendo il tesserino di riconoscimento) gli ufficiali dell’USL chiedono del datore di lavoro o di un suo rappresentante a cui viene esplicitato il motivo dell’accesso e richiedono che durante il sopralluogo sia presente sia il Rspp che l’Rls; qualora non siano in azienda si assicurano che siano informati della ispezione in corso e ne chiedono i nominativi per eventuali contatti successivi.&lt;br /&gt;Nel D.Lgs. 19 dicembre 1994 n. 758 sono normate le prescrizioni che andranno eventualmente ad imporre all’azienda. Esse riguardano gli articoli 20 (prescrizione), 23 (sospenzione del procedimento penale), 21 (verifica dell’adempimento), 24 (estinzione del reato).&lt;br /&gt;All’articolo 10 del DPR 520/55 troviamo le disposizioni impartite dagli ispettori del lavoro in materia di igiene e sicurezza sul lavoro.&lt;br /&gt;Contro tali disposizione è ammesso ricorso entra trenta giorni dalla data della loro comunicazione.&lt;br /&gt;Il ricorso non ha effetto sospensivo.&lt;br /&gt;Contro i provvedimenti adottati dal personale ispettivo è ammesso ricorso al presidente della giunta regionale che decide dopo aver sentito le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro. Il presidente della giunta può sospendere l’esecuzione dell’atto impugnato (art. 21 L.833/78).&lt;br /&gt;L’inottemperanza alle disposizioni impartite è sanzionata all’art. 11 del DPR 520/55 che prevede la pena dell’arresto fino ad un mese o dell’ammenda fino a euro 413,17.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio l'Ing. Antonia Maria Guglielmin dell'UOPSAL di Bologna Centro per la relazione da cui ho tratto questo lavoro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-370057511557387848?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/370057511557387848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=370057511557387848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/370057511557387848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/370057511557387848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2010/05/lunita-operativa-delle-usl.html' title='L&apos;unità operativa delle USL'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/S_PB8CfUFLI/AAAAAAAAAGs/QzWwqFGK1uo/s72-c/catena-150x150.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-5585222925926417489</id><published>2010-04-19T17:23:00.011+02:00</published><updated>2010-05-01T11:54:36.123+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Infortuni'/><title type='text'>Quanto costa un infortunio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/S8x54XfZrDI/AAAAAAAAAGk/YtkYkt8BHwc/s1600/denaro_2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 299px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/S8x54XfZrDI/AAAAAAAAAGk/YtkYkt8BHwc/s400/denaro_2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461874457378925618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quando parliamo di infortuni o malattie professionali dobbiamo sempre essere coscienti che spesso parliamo di vere e proprie tragedie che ricadono non solo sui lavoratori ma anche sulle loro famiglie. Spesso gli stessi infortuni o malattie hanno ripercussioni sull’intera collettività che deve farsi carico delle cure e dell’ assistenza ai lavoratori e alle famiglie. I teatri o le aziende in generale, soprattutto per gli infortuni di minore entità, subiscono danni economici (e non solo) ingenti. &lt;br /&gt;La dimensione dei costi indiretti è infatti in relazione inversa alla gravità dell’infortunio. Meno grave è l’infortunio, maggiore sarà il rapporto dei costi indiretti su quelli diretti (4 o 5 volte maggiore).&lt;br /&gt;Vediamo brevemente cosa si intende per costi diretti e indiretti:&lt;br /&gt;I costi diretti sono associati in modo univoco all'oggetto di costo considerato quale l'incidente, l'infortunio o la malattia professionale:&lt;br /&gt;- Costi medici per l'infortunato (spese ospedaliere, consulti medici, riabilitazione, medicinali);&lt;br /&gt;- Integrazione dei salari per la quota non coperta da assicurazioni;&lt;br /&gt;- Danni subiti dai mezzi di produzione (macchinari, attrezzature, edifici, veicoli);&lt;br /&gt;- Valore della produzione per le interruzioni causate da incidenti;&lt;br /&gt;- Eventuale perdita di produttività del lavoratore infortunato dopo il suo ritorno al lavoro.&lt;br /&gt;I costi indiretti non vengono invece definiti secondo un rapporto di univocità ed è necessario ricorrere ad un metodo di allocazione. &lt;br /&gt;Costi indiretti possono essere:&lt;br /&gt;- Costi per scioperi o riduzione della produttività della forza lavoro dovuta all'elevata frequenza degli infortuni;&lt;br /&gt;- Costi degli straordinari necessari a recuperare il tempo perso a seguito dell'incidente e dell'assenza dei lavoratori infortunati;&lt;br /&gt;- Costo delle attività di indagine, compilazione di verbali e rapporti con le autorità di controllo;&lt;br /&gt;- Costi di retraining, e di recruiting nel caso in cui ai lavoratori infortunati venga modificata la mansione, a causa dell' elevato turnover del personale che sempre si verifica in ambienti di lavoro poco sicuri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Investire in prevenzione è sicuramente la strada che porta benefici a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche esempio può far mettere subito a fuoco l’argomento trattato: &lt;br /&gt;in Svizzera è stato condotto un programma di prevenzione che interessava i lavoratori che operano su scale. Il programma prevedeva un pacchetto di formazione che è costato 2,2 milioni USD. Dopo il primo anno si è avuta una riduzione di infortuni di 500 unità. Considerando che un incidente per caduta da scala comporta costi (assicurativi, amministrativi e produzione persa) per 8.600 USD vediamo che la riduzione di 500 infortuni ha portato un risparmio di 4.3 milioni USD. (fonte ILO)&lt;br /&gt;Se ragioniamo in una logica di Paesi vediamo che quelli con sistemi di salute e sicurezza meno sviluppati spendono, a causa degli infortuni e malattie professionali, una percentuale di Pil superiore e sono costretti ad utilizzare risorse potenzialmente destinabili ad attività più produttive.&lt;br /&gt;L’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) stima che le malattie professionali e gli infortuni costano fino al 10% del Pil nei Paesi dell’America latina rispetto al 2,6-3,8% dei Paesi UE.&lt;br /&gt;Da una ricerca fatta dal giornalista Pietro Veronese sul quotidiano &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La Repubblica&lt;/span&gt; del 22/09/2009 vediamo che oltre al bilancio umano, l'alto tasso di mortalità sul lavoro e la frequenza degli infortuni hanno un costo sociale che secondo l'Inail è di 45,5 miliardi di euro per la sola Italia. Il 3.2% del Pil. In questo totale l'Inail fa rientrare i costi assicurativi, gli interventi di prevenzione, le spese direttamente collegate ai danni (ore di lavoro perdute, guasti, sostituzioni, perdita d'immagine delle aziende coinvolte).&lt;br /&gt;Da questo esempio si evince che investire in prevenzione e migliorare la salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro conviene a tutti non solo per motivi etici ma anche per motivi economici. &lt;br /&gt;Sono consapevole che parlare di costi, quando si tratta un argomento così delicato, può essere visto da qualcuno come un modo cinico di affrontare l’argomento ma penso che se dimostriamo, ad un datore di lavoro o a un manager, che investendo in sicurezza ne trarrà vantaggio economico, avremo qualche possibilità in più di convincerlo a fare investimenti economici in prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.&lt;br /&gt;E’importante considerare che nel caso di riduzione di infortuni i vantaggi sono immediati mentre nel caso di riduzione delle malattie professionali i vantaggi si vedono sul lungo periodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un modo efficace, per ottenere investimenti in prevenzione, può essere quello di effettuare stime economico-finanziarie, fornendo una visione realistica dei costi complessivi degli infortuni. &lt;br /&gt;Consideriamo, in questo lavoro, soltanto i costi che ricadono sulle aziende e riserviamo per altri studi quelli che ricadono sul lavoratore o sulla società nel suo insieme. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni esempi di voci che generano costi per una azienda:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assenteismo o assenza per malattia: somma dei costi delle attività per ovviare agli effetti del tempo lavorativo perso;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riduzione della flessibilità e capacità di far fronte a situazioni impreviste;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rotazione del personale: somma dei costi delle attività generate dalla rotazione non voluta, quali costi di sostituzione, formazione supplementare, perdita di produttività, annunci, procedure di assunzione;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensionamento anticipato e invalidità: ammende, indennità alla vittima;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riabilitazione non medica: importo speso dal datore di lavoro per facilitare il ritorno al lavoro (consulenza, formazione, adeguamento del posto di lavoro);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amministrazione delle assenze: attività manageriali che devono essere svolte dalla società in relazione all’assenza per malattia;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Materiale danneggiato: costi di danni o riparazioni di macchine, locali, materiali o prodotti connessi alle lesioni;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri costi non connessi con la salute (indagini, costi di gestione, costi esterni): tempo e denaro spesi per indagini sulle lesioni, valutazione del posto di lavoro;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Responsabilità: lavoratori o compagnie di assicurazione hanno diritto al risarcimento dei danni derivanti da lesioni sul lavoro o da malattie professionali;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Differenziazione dei premi: le compagnie di assicurazione o i fondi pubblici adeguano i premi in caso di aumento del rischio;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanzioni legali, multe: l’Ispettorato del lavoro può infliggere sanzioni, esigere miglioramenti ovvero l’arresto temporaneo della produzione;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Retribuzioni supplementari, compenso per compiti pericolosi;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempo di produzione perso, servizi non forniti: produzione persa a causa di un evento che ha causato lesioni (ad es. perché è necessario un certo tempo per sostituire una macchina o perché la produzione deve essere interrotta durante l’indagine);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Costi opportunità: ordinazioni perdute o guadagnate, competitività nel mercato;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assenza di redditività di capitale investito: utile non realizzato a causa dei costi dell’incidente, ossia importo delle spese dovute ad incidenti non investito in attività redditizie (quali produzione, mercato borsistico o risparmio) che generano interessi;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regole di mercato: Capacità attrattiva di nuovo personale, perdita di appalti, incidenza sull’immagine aziendale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ possibile fare una valutazione economica di questi costi? E’ possibile calcolare quanto costa un infortunio o una malattia professionale?&lt;br /&gt;La risposta è si. &lt;br /&gt;Esistono siti che effettuano una valutazione dei costi che una azienda deve affrontare in seguito a infortuni o malattie professionali. Uno di questi siti è quello della OSHA "$ icurezza Pays". Il programma è un sistema interattivo che aiuta i datori di lavoro a  valutare i costi degli infortuni e delle malattie professionali e l'impatto sulla redditività di una azienda. Questo sistema utilizza il margine di profitto di una società, i costi medi di un infortunio o malattia e un costo indiretto moltiplicatore che proietta la quantità di vendite che una azienda avrebbe bisogno di generare al fine di coprire tali costi. Le aziende possono utilizzare queste informazioni per predire gli effetti diretti e indiretti degli infortuni e delle malattie professionali e le vendite stimate necessarie per compensare tali perdite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sito è il seguente:&lt;br /&gt;clicca &lt;a href="http://www.osha.gov/dcsp/smallbusiness/safetypays/estimator.html"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegandoci a questo sito (in lingua inglese) ed inserendo il tipo di infortunio, il numero di lavoratori infortunati e la percentuale di tasso di interesse attuale (3% di default) possiamo avere una stima reale ed economica. Basterà successivamente trasformare la cifra ottenuta da dollari ad euro e successivamente andare ad attualizzare la cifra (che si riferisce all’anno 2005) con un file excel che si trova sul sito dell’Istat al seguente indirizzo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;clicca &lt;a href="http://www.istat.it/prezzi/precon/rivalutazioni/"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo calcolo non può ovviamente essere perfettamente coincidente con il calcolo reale che potremmo ottenere in seguito ad un’attenta analisi dei costi. Nel calcolare i costi avremmo comunque la difficoltà della stima dei costi indiretti. Questo programmino di OSHA "$ icurezza Pays" può essere utile nel caso in cui vogliamo velocemente fare una stima approssimativa.&lt;br /&gt;Penso che il programma dell’OSHA può essere facilmente utilizzato da tutti anche da chi non ha fatto studi economici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Patti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riferimenti bibliografici:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Factsheets dell’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro: http://osha.europa.eu/en/publications/factsheets/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Micheal F. Drummond. Metodi per la valutazione economica dei programmi sanitari. Seconda edizione. Il pensiero scientifico editore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Istat:Coefficienti annuali: http://www.istat.it/prezzi/precon/rivalutazioni/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osha “Safety pays program” :&lt;br /&gt;http://www.osha.gov/dcsp/smallbusiness/safetypays/index.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringraziamenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Professoressa Anna Montini Università degli studi di Bologna&lt;br /&gt;Dottoressa Stefania Vanzini MC Fondazione Teatro Comunale di Bologna&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-5585222925926417489?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/5585222925926417489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=5585222925926417489' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/5585222925926417489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/5585222925926417489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2010/04/quanto-costa-un-infortunio.html' title='Quanto costa un infortunio'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/S8x54XfZrDI/AAAAAAAAAGk/YtkYkt8BHwc/s72-c/denaro_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-1689244855366468470</id><published>2010-03-27T15:44:00.012+01:00</published><updated>2012-02-01T17:02:16.847+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palcoscenico'/><title type='text'>Protezioni anticaduta e campagna  "Clic Clac!"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/S64f25POa3I/AAAAAAAAAGc/DzxwvCOb9QI/s1600/elevatore.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 119px; height: 131px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/S64f25POa3I/AAAAAAAAAGc/DzxwvCOb9QI/s400/elevatore.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453331226730326898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Indossare una imbracatura di trattenuta con cordino corto nelle piattaforme di lavoro a braccio ci consente di lavorare in piena sicurezza e prevenire una caduta accidentale che può avvenire per diversi motivi come un malessere o un effetto catapulta. L'effetto catapulta può avvenire se il braccio oscilla, sobbalza o si inclina fuori dal centro di gravità della macchina. Questo effetto non è presente nel caso in cui operiamo con un elevatore verticale. Nel caso di elevatore a braccio però, anche un piccolo movimento a livello terra creerà un effetto frusta a livello del cesto e più si è in alto più aumenterà l'effetto frusta. Ecco perchè si raccomenda sempre di indossare imbracature di trattenuta a pieno corpo con cordino regolato il più corto possibile. Nel caso in cui si usi un elevatore verticale la decisione di indossare protezioni anticaduta dovrà essere presa dopo un'attenta valutazione dei rischi tenendo conto delle istruzioni contenute nel manuale del costruttore. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Personalmente consiglio anche in questo caso di indossare una protezione anticaduta per prevenire la caduta accidentale in seguito a svenimento o folgorazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clic Clac: La campagna che salva la vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clic Clac è una campagna per la sicurezza, attivata da IPAF a livello mondiale, che ha come obiettivo la sensibilizzazione degli utilizzatori di piattaforme di lavoro mobili elevabili, con braccio telescopico o articolato, a portare una imbracatura di trattenuta a pieno corpo con cordino corto agganciato a un punto idoneo di ancoraggio del cesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La campagna è nata da una iniziativa del comitato congiunto inglese PAIG (Powered Access Interest Group), costituito tra l’associazione inglese di noleggiatori di macchine da costruzione CPA (Construction Plant-hire Association) e IPAF. I maggiori noleggiatori di piattaforme di lavoro mobili elevabili hanno preso l’iniziativa per contrastare un crescente numero di incidenti mortali causati dalla caduta dal cesto della macchina di diversi lavoratori. Questi furono sbalzati dal cesto per un effetto “catapulta” in seguito a incidenti di vario tipo con la macchina che hanno messo in oscillazione il braccio. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Le vittime si sarebbero salvate se avessero indossato una imbracatura idonea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questi incidenti si sommano le crescenti cadute dal cesto causate da errori comportamentali degli operatori, ribaltamento e uso improprio delle PLE, che hanno indotto IPAF a trasformare l’iniziativa in una campagna internazionale di sensibilizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IPAF ha lanciato versioni internazionali in sei lingue della Campagna CLIC CLAC al Bauma e con il supporto del Health &amp; Safety Executive" HSE, del Major Contractors Group (MCG), dell'Hire Association Europe (HAE) e dell’Associazione dei tecnici delle macchine da costruzione VDBUM in Germania, sono state stampate 40.000 etichette adesive in tre dimensioni e migliaia di poster. Aziende quali AFI, Nationwide e Niftylift in Gran Bretagna e Schmidt e Zoom in Germania hanno già cominciato ad applicare gli adesivi su ogni macchina in uso, ricordando così agli operatori di indossare l’imbracatura quando lavorano su PLE a braccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Campagna è iniziata anche in Italia in occasione delle fiere Movint-Expologistica e Ambiente Lavoro di Bologna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per saperne di più clicca &lt;a href="http://www.ipaf.org/it/risorse/campagna-clic-clac/"&gt;quì&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal sito dell'IPF sono scaricabili interessanti linee guida riferite alle istruzioni tecniche H1/12/05 riguardanti le protezioni anticaduta da indossare su piattaforme di lavoro mobili elevabili. &lt;br /&gt;Per scaricare la linea guida clicca &lt;a href="http://www.ipaf.org/it/pubblicazioni/linee-guida-tecniche/"&gt;quì&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo tratto dal sito dell'IPAF: http://www.ipaf.org/it/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-1689244855366468470?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/1689244855366468470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=1689244855366468470' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/1689244855366468470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/1689244855366468470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2010/03/protezioni-anticaduta-e-campagna-clic.html' title='Protezioni anticaduta e campagna  &quot;Clic Clac!&quot;'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/S64f25POa3I/AAAAAAAAAGc/DzxwvCOb9QI/s72-c/elevatore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-6262921167223374274</id><published>2010-02-19T19:40:00.001+01:00</published><updated>2010-02-19T19:43:03.781+01:00</updated><title type='text'>WORK IN SHOW - 2° edizione La sicurezza nello spettacolo</title><content type='html'>WORK IN SHOW - 2° edizione&lt;br /&gt;La sicurezza nello spettacolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONVEGNO&lt;br /&gt;Bologna 24 febbraio 2010&lt;br /&gt;La gestione della sicurezza nei teatri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Le principali integrazioni al D.lgs 81/08 del D.lgs. 106/09&lt;br /&gt;• Il DUVRI nei teatri&lt;br /&gt;• La gestione dei rischi&lt;br /&gt;• Il sistema di gestione della sicurezza&lt;br /&gt;• La formazione&lt;br /&gt;Relatore: dott. ing. Giovanni Libener, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione&lt;br /&gt;del Comune di Bolzano e della Fondazione Teatro Comunale e Auditorium di Bolzano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Procedure Autorizzatorie:&lt;br /&gt;Commissione Pubblico Spettacolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La normativa&lt;br /&gt;• Funzioni e composizione delle commissioni comunali e provinciali pubblici&lt;br /&gt;spettacoli&lt;br /&gt;• Ambiti di competenza delle commissioni&lt;br /&gt;• Iter autorizzativo di una manifestazione di pubblico spettacolo&lt;br /&gt;• Certificazione ISO 9001 della CCVLPS&lt;br /&gt;Relatore: dott. ing. Felice Monaco, Presidente Commissione comunale di vigilanza sui locali&lt;br /&gt;di pubblico spettacolo del Comune di Bologna, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della&lt;br /&gt;provincia di Bologna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sicurezza nella ristrutturazione dei teatri:&lt;br /&gt;aspetti architettonici&lt;br /&gt;La ristrutturazione del Teatro Riccardo Zandonai di Rovereto (TN):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• L’ampliamento dell’area scenica&lt;br /&gt;• La ristrutturazione dell’edificio storico&lt;br /&gt;• La realizzazione di nuove volumetrie a destinazione impiantistica&lt;br /&gt;Relatore: dott. ing. Fabrizio De Agostini, libero professionista, direttore dei lavori e coprogettista&lt;br /&gt;delle opere di restauro conservativo con sopraelevazione della torre scenica del&lt;br /&gt;Teatro R. Zandonai di Rovereto (TN) – 1° lotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sicurezza nella ristrutturazione dei teatri:&lt;br /&gt;aspetti impiantistici&lt;br /&gt;Il Teatro alla Scala di Milano e il Teatro Ebe Stignani di Imola:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Peculiarità dei cantieri (localizzazione, protezioni non ordinarie,&lt;br /&gt;coordinamento operativo, safety team)&lt;br /&gt;• Impianti di sicurezza (rilevazione incendi, antincendio, illuminazione)&lt;br /&gt;Relatore: dott. ing. Cesare Laffi, Direttore tecnico CEFLA Impianti – società appaltatrice dei&lt;br /&gt;lavori di realizzazione degli impianti tecnologici del Teatro alla Scala di Milano nell’ambito&lt;br /&gt;dei lavori di restauro della parte monumentale.&lt;br /&gt;Dove:&lt;br /&gt;NH Hotel de la Gare&lt;br /&gt;Piazza XX Settembre 2&lt;br /&gt;40121 Bologna&lt;br /&gt;Data: 24.02.2010&lt;br /&gt;Orario: 9.30-13.00 14.30-17.00&lt;br /&gt;Adesioni entro il 10.02.2010 inviando via fax (0471.304114) la scheda di partecipazione scaricabile qui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clicca &lt;a href="http://www.ntbz.net/20v2296d2524.html"&gt;qui&lt;/a&gt; per saperne di più&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-6262921167223374274?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/6262921167223374274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=6262921167223374274' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/6262921167223374274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/6262921167223374274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2010/02/work-in-show-2-edizione-la-sicurezza.html' title='WORK IN SHOW - 2° edizione La sicurezza nello spettacolo'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-531343313627408691</id><published>2009-11-15T11:45:00.043+01:00</published><updated>2012-01-27T11:50:52.294+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palcoscenico'/><title type='text'>Palcoscenico: Difficoltà oggettive o pigrizia?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SxPacqdEpRI/AAAAAAAAAGU/Tod5dq_gsu0/s1600/Immagine+035.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SxPacqdEpRI/AAAAAAAAAGU/Tod5dq_gsu0/s400/Immagine+035.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409907763369518354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come avevamo visto in un precedente &lt;a href="http://sicurezzateatro.blogspot.com/2008/07/difficolt-di-applicare-le-norme-di.html"&gt;articolo&lt;/a&gt; quando si entra in palcoscenico, si entra in un mondo nuovo e particolare dove, per la realizzazione di uno spettacolo, si possono creare situazioni di pericolo (al di fuori delle regole) dovute ad esigenze artistiche e di regia che espongono tutto il personale tecnico ed artistico, presente in palcoscenico, al rischio di infortuni fisici.&lt;br /&gt;Per questo motivo sul palcoscenico è giusto asserire che inevitabilmente si deroga in parte alla normativa vigente ( a tutt’oggi non esiste una normativa specifica per i palcoscenici dei Teatri Italiani).&lt;br /&gt;Quando si parla di sicurezza è giusto ricordare che parliamo di un concetto che riguarda tutti. I lavoratori, il datore di lavoro, il delegato per la sicurezza, i dirigenti, l’organo di controllo, la magistratura.&lt;br /&gt;Quante volte sentiamo dire che manca ancora una diffusa cultura della sicurezza e che non esiste, purtroppo, una reale cultura della prevenzione?. Molti piani di gestione della sicurezza dei Teatri si concentrano spesso sugli aspetti formali per tutelarsi rispetto alle normative e alle conseguenze di un evento dannoso, piuttosto che sull’implementazione di veri e propri programmi di Risk Management.&lt;br /&gt;Questi programmi, dopo l'individuazione di un rischio, dovrebbero cambiare il modo e le procedure di lavoro previa partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori attraverso gli stessi ed i loro rappresentanti per la sicurezza (Rls).&lt;br /&gt;Nella costituzione di un modello organizzativo sulla sicurezza, vanno necessariamente definiti ruoli e responsabilità ai vari livelli, passando appunto dalla  sensibilizzazione dei dipendenti ai problemi relativi alla sicurezza, creando  una diffusa consapevolezza attraverso la comunicazione interna e la formazione del personale, coinvolgendo tutte le funzioni aziendali per la prevenzione degli incidenti sul lavoro.&lt;br /&gt;Parlare di Risk Management può essere però pericoloso. Chi non è abituato a manipolare certe parole può recepire il concetto della sicurezza come una cosa troppo complicata per essere applicata. Come vedremo le cose non stanno così e l'applicazione della sicurezza in un Palcoscenico non rappresenta affatto una cosa difficile, fatte salve le deroghe affrontate in precedenza, basta solo volerlo fare. Trovo che una delle cose più disarmanti sia quella di spiegare, attraverso discussioni lunghe e stancanti, a chi ha un atteggiamento poco costruttivo, che anche se esistono difficoltà oggettive non per questo bisogna scoraggiarsi ma è necessario fare tutto il possibile. Spesso però tali atteggiamenti nascondono dietro un pessimismo ed un malessere lavorativo che porta a creare ostruzionismo in tutto ciò che di positivo può e deve esser fatto. Per essere chiaro cercherò di portare qualche esempio pratico. &lt;br /&gt;Gli elettricisti di palcoscenico stanno "puntando" dei proiettori montati su un' americana luci posizionata a 12 metri dal piano di calpestio. Come si effettua il puntamento a quella altezza? Ogni teatro utilizza sistemi diversi che possono essere scale, trabattelli, elevatori meccanici, seggiolini. Ognuno di questi sistemi prevede una serie di operazioni che ci vengono indicate dai costruttori e dai DVR. Portiamo l'esempio  di un elevatore meccanico: la scheda di sicurezza impone l'obbligo di fissare e mettere "in bolla" la base dello stesso mediante quattro gambe regolabili, in modo tale da bilanciare eventuali declivi . Tale operazione non sempre viene rispettata e come tengo ad insistere non sempre per un problema oggettivo ma soltanto per pigrizia. Poniamo il caso che una delle quattro gambe non possa essere inserita perchè la base dell'elevatore va a toccare una parete di una scenografia. Cosa si fa in questi casi? La cosa più semplice ed immediata è quella di andare su con tre gambe senza perdere tempo nel ragionare sulle alternative che possono esserci. Per esperienza personale il 99% delle volte basta spostare il pezzo che ostacola l'inserimento della quarta gamba o posizionare in maniera diversa la base dell'elevatore per riuscire ad inserire le quattro gambe e poter quindi operare in piena sicurezza. Nello stesso tempo se mediante una imbracatura ci andiamo ad assicurare al parapetto dell'elevatore eviteremo una caduta dallo stesso in caso di svenimento o malessere. Quello che sto dicendo potrà apparire scontato agli addetti ai lavori che sicuramente si chiederanno: E se oggettivamente la quarta gamba non si può mettere? La risposta non è difficile visto che esistono altri sistemi per lavorare in altezza. Se non riusciamo a metterne in sicurezza uno bisogna lavorare utilizzandone un altro. Restando nell'esempio appena citato potremmo utilizzare un seggiolino e dotando l'operatore di una imbracatura ed un paracadute (simile ad una cintura di sicurezza) otterremo un sistema di lavoro assolutamente sicuro.&lt;br /&gt;Spesso alle conferenze cui partecipo sento ripetere che quello che manca è la "cultura della sicurezza". E' vero che questa cultura deve essere portata dall'alto ma è anche vero che il coinvolgimento attivo dei lavoratori è fondamentale. I problemi maggiori li riscontro spesso con i lavoratori anziani, i quali sono spesso poco partecipativi soprattutto per quanto riguarda l'utilizzo dei DPI.Alcuni tendono a riproporre sistemi simili ai congedanti all’ultimo mese di servizio di leva rifiutando ogni concetto di ordine, anche se questo comporta la propria sicurezza.  Per esperienza personale posso affermare che i tecnici di sesso femminile e i tecnici giovani sono più attenti e partecipativi sul tema che stiamo affrontando.&lt;br /&gt;Ma a chi spetta il compito di sviluppare la “cultura della sicurezza”?&lt;br /&gt;Naturalmente sono i Datori di Lavoro e quindi i Sovrintendenti che devono attuarne i piani di sviluppo attraverso la collaborazione di dirigenti e preposti.&lt;br /&gt;A questo proposito tra le “utili” modifiche che il nuovo D.Lgs. 3 Agosto 2009 n 106 ha portato al precedente D.Lgs. 81/2008 troviamo quelle che riguardano proprio i Dirigenti ed infatti all’ art. 37 comma 7 vediamo che anche i dirigenti devono essere formati.&lt;br /&gt;Questa modifica è molto importante visto che adesso anche chi è tenuto a prendere  decisioni che riguardano la vita di un teatro non potrà più essere allo scuro delle leggi e soprattutto delle sanzioni previste in caso di gravi inadempienze o errori che possano essere causa di infortuni.&lt;br /&gt;Quanto tempo viene dedicato allo sviluppo della "cultura della sicurezza"?&lt;br /&gt;Anche in questo caso la risposta è semplice: Poco o mai sufficiente. Sarebbe utile infatti, oltre alla obbligatoria formazione, poter avere delle ore mensili, gestite dai lavoratori e dai loro rappresentanti, per la discussione e lo scambio di esperienze e consigli su come migliorare il modo di lavorare in sicurezza.&lt;br /&gt;Tra le situazioni che maggiormente creano difficoltà nell'essere gestite in piena sicurezza troviamo sicuramente gli allestimenti co-prodotti o in ospitalità. Non sempre detti allestimenti, spesso di vecchia costruzione, sono pienamente in linea con le normative sulla sicurezza. Bisognerebbe che tutti gli allestimenti presenti nei magazzini dei teatri avessero un certificato di idonietà, un bollino blu, che ne certifichi la perfetta sicurezza. Un discorso che avviene già per quanto riguarda il noleggio delle apparecchiature di ogni tipo che devono rispettare le normative vigenti e nel caso di apparecchiature autocostruite abbiano un documento di certificazione rilasciato da un tecnico specializzato e competente. I Teatri più importanti hanno un dirigente tecnico che ha il compito di andare a visionare, non sempre di presenza ma spesso solo su carta, gli allestimenti che si intendono noleggiare. Sarebbe importante che detto dirigente abbia oltre le specifiche competenze tecniche anche le competenze riguardanti le normative di legge in materia di sicurezza sul lavoro. Per portare un esempio pratico ricordo un allestimento che vedeva la presenza di una piscina dentro la quale venivano stesi cavi elettrici non idonei per lavorare immersi nell'acqua. Cosa si poteva fare in questo caso? La cosa migliore sarebbe stata quella di sostituire tutti i cavi, ma chi doveva pagare tale spesa oltretutto non indifferente? Visti i tempi ristretti e le poche risorse a disposizione il rischio è stato limitato (ricordiamo che non esiste mai rischio pari a zero) montando un interruttore differenziale tarato a 0,03A a monte dei dimmer (anche se erano presenti motori elettrici e gli addetti ai lavori sanno i problemi che i motori creano sui differenziali tarati 0.03) e vietando a mimi e cantanti il contatto con ogni elemento a rischio. E' da considerare comunque che la vasca rappresentava una zona isolata da possibili dispersioni di massa e solamente un cavo di metallo caduto (cosa sicuramente improbabile) dal graticcio avrebbe potuto creare rischi di folgorazione a chi vi transitava dentro.&lt;br /&gt;Ma come mai questo particolare di elevato rischio elettrico era sfuggito a costruttori e progettisti e a chi aveva visionato l'allestimento da ospitare?&lt;br /&gt;Questo rappresenta appunto un caso emblematico che rafforza l'idea dell'adozione di un bollino blu di rispetto delle regole di sicurezza per tutti gli allestimenti prodotti e dati a noleggio. Con il bollino blu verrebbe come ad uniformarsi un meccanismo di condivisione tra tutte le realtà che producono allestimenti e ci sarebbe una certezza di responsabilità che oggi secondo me non è molto chiara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Patti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-531343313627408691?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/531343313627408691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=531343313627408691' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/531343313627408691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/531343313627408691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/11/palcoscenico-difficolta-oggettive-o.html' title='Palcoscenico: Difficoltà oggettive o pigrizia?'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SxPacqdEpRI/AAAAAAAAAGU/Tod5dq_gsu0/s72-c/Immagine+035.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-2374962972525192259</id><published>2009-10-14T20:36:00.014+02:00</published><updated>2012-01-27T11:58:56.228+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Forum'/><title type='text'>Il Fitness? Facciamolo in teatro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/StYaZZg59JI/AAAAAAAAAGM/YHHhZFQ3uSo/s1600-h/pilates.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 137px; height: 103px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/StYaZZg59JI/AAAAAAAAAGM/YHHhZFQ3uSo/s320/pilates.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392526627470701714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fare attività fisica in teatro potrebbe essere di notevole aiuto sia ai tecnici che lavorano spesso con carichi o scene da movimentare sia a tutti gli impiegati che, stando molte ore al computer, necessitano di mettere in movimento e rilassare il corpo. Certo, la cosa migliore sarebbe quella di andare in una palestra accessoriata e, seguiti da un personal trainer, andare ad eseguire la ginnastica più adatta al tipo di attività che si svolge. Per quanto riguarda i tecnici sarebbe opportuno un rafforzamento di tutto l’apparato muscolare ed in particolar modo dell’apparato lombo-sacrale. Per quanto riguarda gli impiegati invece, gli allenamenti dovrebbero più che altro prevedere esercizi di stretching e rilassamento. Per tutti comunque fare attività fisica rappresenta sicuramente un’ottima soluzione per prevenire problemi cardiaci.&lt;br /&gt;Molti lavoratori per diversi motivi tendono a sottovalutare il proprio benessere e quindi potrebbe essere utile, ai fini sia correttivi che di prevenzione, organizzare dei momenti di attività fisica all’interno del teatro.&lt;br /&gt;Come sostiene Nerio Alessandri fondatore di Technogym, ovvero l’aziende leader nel mondo per attrezzature da palestre, lo sport è un prezioso alleato della salute, infatti la sedentarietà è tra i primi fattori che causano la morte. I morti per malattie cardiovascolari in Italia sono circa 240.000 all’anno, ovvero il 44% dei decessi totali.&lt;br /&gt;In America sta prendendo piede la “&lt;em&gt;Exercise therapy&lt;/em&gt;”, ovvero l’esercizio fisico come vera e propria medicina, che per molte patologie risulta più efficace degli stessi farmaci. &lt;br /&gt;Basti pensare che è sufficiente camminare mezz’ora tre volte alla settimana per diminuire del 40% il rischio di malattie cardiovascolari.&lt;br /&gt;Sempre Alessandri sostiene che le aziende debbano avere un ruolo nella tutela della salute di chi ci lavora. Avere dei lavoratori 'in forma' significa avere una azienda più produttiva e con un  miglior clima aziendale. Quando si fa ginnastica infatti il metabolismo cambia ed entrano in circolo le endorfine che aumentano il buon umore(1) .&lt;br /&gt;In Italia le aziende non sono ancora impegnate nel far svolgere ai propri dipendenti attività fisica mentre negli Stati Uniti è ormai una cosa sviluppata da tempo e in continua espansione.&lt;br /&gt;Secondo uno studio americano la palestra aziendale riduce le assenze dei lavoratori. &lt;br /&gt;Negli Stati Uniti oltre l’80% delle aziende con più di 50 dipendenti hanno adottato programmi di miglioramento per la salute; in molti casi tali programmi contemplano la realizzazione di una palestra aziendale, dove i dipendenti possono svolgere attività fisica, o di vere e proprie aree benessere. &lt;br /&gt;Le Aziende non sono solo realtà economiche ma soprattutto realtà umane fatte di persone. Sono paragonabili ad organismi composti da cellule e il concetto di benessere in azienda è strettamente legato al benessere dei singoli individui con un fattore comune: l’armonia fra corpo, mente e spirito.&lt;br /&gt;Su un articolo apparso su Kataweb-Salute, uno studio condotto su 60 stabilimenti americani della Du Pont ha registrato che &lt;strong&gt;le assenze degli operai che lavorano nei 41 stabilimenti che hanno adottato un programma di "corporate wellness" sono diminuite del 14%.  &lt;/strong&gt;La possibilità di svolgere attività fisica nella palestra aziendale, infatti, riduce anche il numero di errori che si commettono mentre si lavora e migliora il morale. Tutto ciò si traduce in una serie di vantaggi per l’azienda, primo fra tutti la riduzione dei costi sanitari e dell’assenteismo per malattia(2) .&lt;br /&gt;Nella legislazione italiana esiste già qualcosa per quanto riguarda la ginnastica che devono fare i lavoratori ai videoterminali. Infatti nel Decreto 2 ottobre 2000 “&lt;a href="http://www.ambiente.it/sicurezza/legislazione/leggi/2000/dm2-10-2000/dm2-10-2000.htm"&gt;Linee guida d'uso dei videoterminali&lt;/a&gt;” si precisa che per evitare l'insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici si devono evitare, per quanto possibile, posizioni di lavoro fisse per tempi prolungati. Nel caso ciò fosse inevitabile si raccomanda la pratica di frequenti esercizi di rilassamento (collo, schiena, arti superiori ed inferiori).&lt;br /&gt;Secondo Luca Ribani, collaboratore della rivista Starmeglio,  il mal di schiena è  comunemente diffuso, visto che è la diagnosi fatta con più frequenza dai medici di famiglia in tutti i Paesi occidentali. Si tratta di una patologia benigna, nel 75% dei casi scompare spontaneamente (cioè a prescindere da cosa si fa per curarla) dopo 4 settimane,  ma non va però  trascurata, dato che è comunque fastidiosa e in alcuni casi invalidante nel momento in cui si manifesta. &lt;br /&gt;Il corpo umano è usato poco e male: siamo sempre più sedentari, perché i movimenti che facciamo sono estremamente ripetitivi e le posizioni che assumiamo spesso sono scorrette. In particolare, sia le occupazioni manuali, afferma Roberto Iovine direttore della UO di Medicina Riabilitativa con sede in San Giovanni in Persiceto, sia quelle intellettuali si svolgono per la maggior parte con un’attività del corpo ‘in flessione’, cioè con il tronco piegato, le braccia e la testa in avanti. Questo comporta un affaticamento della schiena e anche una disabitudine malsana a movimenti diversi, quelli in estensione. Due i consigli base per migliorare lo stato di salute della schiena. &lt;br /&gt;Innanzitutto sfruttare ogni occasione per muoversi di più, tentando però di ‘coinvolgere’ tutte le articolazioni e tutto l’organismo e di non ripercorrere lo stesso schema del movimento che si compie di solito, ad esempio al lavoro. Nuoto, ginnastica in acqua e ginnastica a corpo libero sono gli sport più indicati da questo punto di vista, da praticare con regolarità. Il secondo consiglio è quello di ridurre i danni da posizioni scorrette, in ogni momento della vita: al lavoro, in casa, durante il tempo libero e anche durante il riposo. Non esiste però una posizione “ideale” cui  uniformarsi: il segreto è cambiare spesso posizione (almeno ogni 30-60 minuti) ed evitare alcune posture molto stressanti per la colonna vertebrale. È sconsigliato praticare attività che sovraccarichino la colonna vertebrale, come il sollevamento pesi, perché il muscolo, se sottoposto solo ad esercizi e ad affaticamento si ammala; per rimanere sano, deve essere allungato (con tecniche di stretching) , potenziato e rilassato tramite il riposo. In questo modo le fibre  muscolari possono esplicare al meglio le loro molteplici funzioni di elasticità, movimento, protezione e forza(3).&lt;br /&gt;Ma entrando nel merito, in che modo un’azienda, e nel nostro caso un teatro, può essere di supporto ai lavoratori nello svolgere attività fisica? &lt;br /&gt;Sicuramente la prima cosa che viene in mente sarebbe quella di organizzare una sala Fitness attrezzata di tutto punto. Questo però, visti i tempi di grosse ristrettezze economiche e visti i problemi di spazi sempre insufficienti, non sempre può essere fattibile. Penso che la cosa migliore stia nell’individuare un corso che riesca a coinvolgere i lavoratori di tutti i reparti, una disciplina che da una parte abbia molto stretching e dall’altra rafforzi tutta la colonna vertebrale, senza escludere le altre parti del corpo. Tra tutte le discipline che ho preso in esame, dopo averle studiate per poter scrivere questo articolo, sono arrivato alla conclusione che la disciplina che più si adatta al mondo del teatro sia il Pilates. Ma andiamo subito a vedere di cosa si tratta: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il metodo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pilates"&gt;Pilates&lt;/a&gt; è un training estremamente dolce ed efficace, che ci dà la possibilità di rafforzare, plasmare, allungare e rilassare il corpo.&lt;br /&gt;In breve tempo aiuta a migliorare la postura, a correggere gli errori di portamento e a rafforzare la consapevolezza corporea.&lt;br /&gt;Caratteristiche salienti del lavoro fisico, determinanti per ottenere risultati rapidi e visibili, sono una grande precisione nell’esecuzione degli esercizi, che vanno svolti con movimenti elastici, una condizione il più possibile rilassata e una respirazione naturale e profonda.&lt;br /&gt;Che azione svolgono i nostri muscoli quando stiamo seduti o in piedi, camminiamo o corriamo? Tutti questi movimenti sono resi possibili dalla collaborazione armoniosa dei muscoli. Infatti un muscolo non lavora mai da solo, ma sempre in duetto con il suo cosiddetto ‘antagonista’. Quando un muscolo si contrae, il suo ‘partner’ dall’altro lato si distende, in modo che la contrazione risulti limitata e venga mantenuta entro limiti sani per il muscolo attivo.&lt;br /&gt;Per vari motivi questo mutuo gioco molto spesso viene meno. Per esempio succede sovente che utilizziamo il nostro corpo in modo unilaterale: stiamo seduti troppo a lungo davanti al computer o trasportiamo oggetti pesanti sempre con la medesima mano.&lt;br /&gt;Anche le malattie e le lesioni influenzano il corpo. Un osso fratturato o il camminare con ausili hanno spesso come conseguenza l’abituarsi a movimenti che risparmiano il lato malato del corpo, creando uno sbilanciamento muscolare. Con il tempo alcuni gruppi muscolari si contraggono troppo e così si accorciano e si irrigidiscono, mentre i muscoli dell’altro lato si iperstendono e si indeboliscono.&lt;br /&gt;Per comprendere l’importanza dell’equilibrio muscolare occorre sapere che il nostro corpo è messo in movimento da due tipi di muscoli: i mobilizzatori, che si trovano più in superficie, il cui compito è muovere le nostre estremità, gambe e braccia; e gli stabilizzatori, situati al centro del corpo, il cui compito è mantenere stabile il tronco.&lt;br /&gt;Tramite il metodo Pilates si cerca di ripristinare il naturale equilibrio muscolare. Durante il training vengono allungati i muscoli che si sono accorciati e rafforzati gli antagonisti indeboliti. Dapprima vengono però disattivati i mobilizzatori iperattivi mediante esercizi di base eseguiti con la massima precisione. Ciò permette agli stabilizzatori, grazie al massimo rilassamento della muscolatura circostante, di tornare a svolgere il proprio compito.&lt;br /&gt;Nel training ci si occupa di allungare e rafforzare tanto i muscoli contratti quanto quelli ipertesi, questo perché i muscoli lunghi sono più resistenti e meno soggetti alle lesioni e permettono alle articolazioni di avere una maggiore libertà di movimento.&lt;br /&gt;Infatti muscoli lunghi e forti, come quelli dei maratoneti, proteggono il corpo lungo tutto l’arco della giornata, mentre i muscoli corti e tozzi, come spesso si riscontrano nelle persone che fanno body-building, consentono magari nell’immediato di ottenere alte prestazioni, ma sono soggetti facilmente alla stanchezza ed alle lesioni.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Pilates"&gt;Joseph Pilates&lt;/a&gt;, fondatore del metodo che prese il suo nome (Monchengladbach 1880 – New York 1967), riteneva il suo modo di insegnare una faccenda altamente individuale, sia da parte del maestro, sia da quella dell’allievo. Spesso elaborava esercizi specifici per singole persone, modificava esercizi preesistenti, considerando la singola persona e le sue possibilità fisiche. Questo spiega in parte perché Pilates non istituì mai un training specifico per gli istruttori.&lt;br /&gt;Alcuni istruttori seguono ancora oggi l’impostazione originaria del fondatore, insegnando esercizi fisicamente impegnativi e quasi acrobatici. Altri hanno mescolato gli esercizi originali con aspetti dello yoga. Altri ancora, per rispondere alle esigenze della palestra, insegnano ad ampi gruppi esercizi che si collocano ad un alto livello sportivo.&lt;br /&gt;La cosa importante del metodo Pilates è che è adatto pressocchè a chiunque voglia fare qualcosa di buono per il proprio corpo.&lt;br /&gt;Per quelli che esercitano una professione fisicamente impegnativa, il metodo Pilates può ridurre le tensioni e far rilassare. Per chi sta tanto tempo seduto alla scrivania il metodo può offrire utili esercizi compensatori della sedentarietà e del rilassamento del capo.&lt;br /&gt;Il metodo Pilates può essere praticato sia nel periodo post-parto oppure per rafforzare la muscolatura in età senile o dopo una operazione o una lesione o ancora dopo una malattia.&lt;br /&gt;Il metodo Pilates è soprattutto indicato in senso preventivo. Infatti chi non vorrebbe portare il proprio corpo al maggiore grado di forma, sciogliere le tensioni o correggere gli errori postulari?&lt;br /&gt;Pilates sottolineava come la respirazione, il controllo e la concentrazione siano gli aspetti più importanti del suo training.&lt;br /&gt;All’inizio di ogni esercizio c’è il rilassamento, perché solo attraverso di esso si raggiunge la meta del training. Osservatevi quando ad esempio state al computer. E’ proprio necessario tenere le spalle sollevate? Ovviamente no.&lt;br /&gt;Altro aspetto decisivo gioca la centratura e cioè il lavoro a partire dal centro del corpo che rappresenta il fondamento del metodo Pilates. Joseph Pilates  definiva powerhouse il centro del corpo, ovvero la zona tra la gabbia toracica e il bacino, di cui fa parte anche la muscolatura protettiva circostante questi distretti e che ha il proprio asse nella colonna vertebrale.&lt;br /&gt;Muscoli forti nei distretti della schiena e dell’addome proteggono gli organi e il dorso e preservano dai dolori. Perciò tutti gli esercizi del metodo Pilates mirano a rafforzare il powerhouse che comprende: gli addominali profondi disposti diagonalmente, che stabilizzano il corpo come un corsetto e proteggono gli organi interni; gli addominali obliqui, il cui compito è di far girare il busto di lato; i muscoli profondi della schiena che sono ‘tesi’ tra le appendici obliqui e longitudinali delle singole vertebre e stabilizzano la colonna lombare lavorando insieme con gli addominali traversi; la muscolatura del pavimento pelvico che chiude in basso il powerhouse.&lt;br /&gt;Altro aspetto del Pilates è la respirazione. Segue poi l’allineamento. Provate a fare una torre di mattoni in cui uno dei mattoni centrali risulti leggermente spostato. Risulterà instabile. Lo stesso succede al nostro corpo in relazione al mutuo gioco dei muscoli stabilizzatori. Per questo il Pilates considera molto importante mantenere il corretto allineamento durante gli esercizi.&lt;br /&gt;Altro aspetto determinante è la concentrazione che rappresenta la caratteristica per cui il metodo Pilates si discosta maggiormente da altri tipi di attività fisica. Per ‘concentrazione’ Joseph Pilates intendeva l’esecuzione consapevole di un movimento nonché il controllo mentale e corporeo durante l’esercizio. Altro aspetto del Pilates è rappresentato dalla fluidità. E’ solo recentemente che la ricerca scientifica ha appurato quanto il movimento sia importante per l’apprendimento e per l’intera attività cerebrale. Gli esercizi vengono svolti senza grandi pause e con un’azione fluida. Grazie a questa sequenza costante di movimenti i muscoli e le ossa lavorano in modo molto efficace, viene stimolato il flusso energetico del corpo e si evitano lesioni che possono insorgere in seguito a movimenti bruschi. Segue la coordinazione fondamentale per eseguire un esercizio in cui occorre assumere la posizione corretta (allineamento), percepire le tensioni (rilassamento) e poi dirigere l’attenzione sui vari distretti corporei (concentrazione). Si deve attivare il powerhouse (respirazione, centratura) ed eseguire i relativi movimenti con scioltezza (fluidità). Tutti questi elementi devono essere accordati tra loro (coordinazione). La condizione muscolare è l’ultimo degli aspetti fondamentali del metodo Pilates. Obiettivo del training Pilates è rafforzare i muscoli in modo da mettere nella condizione di lavorare per tutto il giorno con un grado intermedio di tensione, cosicché il corpo possa restare forte e sano per tutta la giornata.&lt;br /&gt;Dopo breve tempo sarà facile accorgersi che i muscoli migliorano la loro condizione dal fatto che gli esercizi risulteranno sempre più facili, benché aumenti il grado di difficoltà. Nella vita quotidiana i lavori che prima si consideravano pesanti improvvisamente costeranno molta meno fatica. Il corpo non sarà solo sano, forte ed elastico, ma anche più tonico, soprattutto l’addome, le cosce ed i glutei(4). &lt;br /&gt;Spero in queste pagine di essere riuscito a porre un nuovo tema  e cioè quello che un lavoratore fisicamente in forma e mentalmente sereno può fare la differenza in un’azienda come in un teatro. &lt;br /&gt;E’ una sfida che secondo me vale la pena raccogliere per metterci il prima possibile sulla carreggiata che gli stati Uniti percorrono già da molti anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Patti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1)Gloria Ciabattoni in  Il Resto del Carlino – Martedì 6 ottobre ’09 pag. 35&lt;br /&gt;(2)Margherita Frezza, Il fitness? Si fa in ufficio in kataweb salute  &lt;a href="http://www.kwsalute.kataweb.it/Notizia/0,1044,4435,00.html "&gt;http://www.kwsalute.kataweb.it/Notizia/0,1044,4435,00.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(3)Mal di schiena a cura Luca Ribani  in Starmeglio anno VII n. 65 - &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ausl.bologna.it/dwb/elite/upload/documento/starmeglio65.pdf?ausl_session=bca60fa99aaa9eeebe9a7b5a86135f07 "&gt;http://www.ausl.bologna.it/dwb/elite/upload/documento/starmeglio65.pdf?ausl_session=bca60fa99aaa9eeebe9a7b5a86135f07&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(4)Antje Korte,  Pilstes per tutti, Red Edizioni, 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pilates"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pilates"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pilates"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-2374962972525192259?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/2374962972525192259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=2374962972525192259' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2374962972525192259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2374962972525192259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/10/il-fitness-facciamolo-in-teatro.html' title='Il Fitness? Facciamolo in teatro'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/StYaZZg59JI/AAAAAAAAAGM/YHHhZFQ3uSo/s72-c/pilates.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-6093172085585625199</id><published>2009-09-23T17:11:00.002+02:00</published><updated>2009-09-23T17:20:21.535+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iniziative'/><title type='text'>LABOUR FILM FESTIVAL V EDIZIONE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Sro8mRkdoII/AAAAAAAAAGE/3ojJvwUt7X8/s1600-h/cinemablog.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 108px; height: 115px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Sro8mRkdoII/AAAAAAAAAGE/3ojJvwUt7X8/s320/cinemablog.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384682932723884162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il LABOUR FILM FESTIVAL è una rassegna/festival cinematografica sul tema del lavoro frutto della collaborazione tra tre soggetti promotori: il CGS Rondinella, il Circolo Acli S. Clemente di Sesto San Giovanni e CISL Lombardia.&lt;br /&gt;L’obiettivo è quello di stimolare la riflessione dei cittadini su alcune problematiche legate al mondo del lavoro, sia nel nostro contesto sociale che in quello di altri paesi, attraverso eventi cinematografici, musicali e teatrali in grado di coniugare riflessione ed intrattenimento. Da punto di vista filmico, verranno selezionati titoli significativi all’interno della produzione cinematografica recente che offrano lo spunto per la riflessione e il dibattito sui temi prescelti. Ogni proiezione si strutturerà come un evento, attraverso la presenza in sala dei registi, la partecipazione di esperti del mondo del lavoro, il coinvolgimento di addetti ai lavori o di altre persone che hanno avuto un ruolo primario nella realizzazione dell’opera e, quindi, idonei ad affrontare l’argomento del Cinema come Mestiere.&lt;br /&gt;La manifestazione si terrà al cinema teatro Rondinella viale Matteotti 425 di Sesto San Giovanni (MI) dal 17 settembre al 5 ottobre&lt;br /&gt;Ingresso alle proiezioni: 3,20 euro&lt;br /&gt;Ingresso al concerto: gratuito &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per saperne di più &lt;a href="http://www.cinemarondinella.it/Labour.html"&gt;clicca qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-6093172085585625199?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/6093172085585625199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=6093172085585625199' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/6093172085585625199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/6093172085585625199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/09/labour-film-festival-v-edizione.html' title='LABOUR FILM FESTIVAL V EDIZIONE'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Sro8mRkdoII/AAAAAAAAAGE/3ojJvwUt7X8/s72-c/cinemablog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-1197881870818830765</id><published>2009-08-28T10:53:00.022+02:00</published><updated>2009-08-29T10:12:13.133+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Forum'/><title type='text'>NUOVA STAGIONE: QUALE CLIMA AZIENDALE CI ASPETTA?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Spe_i8Ih1hI/AAAAAAAAAF8/jOe2jSmXz9E/s1600-h/felicit%C3%A0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 130px; height: 92px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Spe_i8Ih1hI/AAAAAAAAAF8/jOe2jSmXz9E/s320/felicit%C3%A0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5374975287268333074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le prospettive per l’anno che sta per arrivare non sono incoraggianti. Molti lavoratori sono preoccupati, già da qualche tempo, per il loro futuro e questo inevitabilmente genera un "clima aziendale" poco sereno.&lt;br /&gt;L’attuale emergenza in cui versa l’intero settore dello spettacolo, con 40000 persone che rischiano il posto di lavoro, è la diretta conseguenza dei pesanti tagli inferti dall’ultima legge Finanziaria al Fus (Fondo unico spettacolo).&lt;br /&gt;Il Fus è il meccanismo utilizzato dal Governo per regolare l'intervento pubblico nei settori del mondo dello spettacolo, e cioè soprattutto cinema, teatro e musica. È stato creato con l'articolo 1 della legge 30 aprile 1985, n. 163 ("Nuova disciplina degli interventi dello Stato a favore dello spettacolo") per «fornire sostegno finanziario a enti, istituzioni, associazioni, organismi e imprese operanti in cinema, musica, danza, teatro, circo e spettacolo viaggiante, nonché per la promozione e il sostegno di manifestazioni e iniziative di carattere e rilevanza nazionale in Italia o all'estero». Secondo la stessa legge, il fondo viene rifinanziato ogni anno con la legge finanziaria e viene ripartito tra i vari settori con un decreto del Ministro per i beni culturali.&lt;br /&gt;Per l'anno in corso il finanziamento stabilito dalla finanziaria doveva essere nelle previsioni di oltre 500 milioni di euro e invece è di 400 milioni scarsi (per l’esattezza: 398.036.000 euro). Il taglio è stato del venti per cento. La cifra a disposizione, secondo il decreto attuativo, viene così distribuita:&lt;br /&gt;47,5% agli enti lirici, 18,5% alle attività cinematografiche, 16,3% alle attività di prosa, 13,7% alle attività musicali, 2,3%) alla danza e (0,2%) all'attività circense.&lt;br /&gt;Nel 2011 stando così le cose saranno disponibili per l’intero settore appena 307 milioni di euro, pari allo 0,20% del PIL. Francia e Germania spendono per l'intero settore della cultura l’1,5% del PIL.&lt;br /&gt;Alcuni Sovrintendenti delle 13 Fondazioni Lirico Sinfoniche denunciano il rischio di cancellazione delle rappresentazioni previste in cartellone e il rischio di non poter pagare gli stipendi per i 7000 dipendenti (tra masse artistiche e personale tecnico-amministrativo).&lt;br /&gt;Ancora più preoccupante risulta la situazione dei precari i quali sanno bene che in caso di tagli al personale saranno i primi a restar fuori.&lt;br /&gt;Paradossalmente ed in controtendenza a questi tagli assistiamo ad un aumento della domanda di chi è alla ricerca di intrattenimento culturale, infatti la frequentazione del teatro è aumentata del 23,5% dal 1997 al 2007. Nel 2007 il totale della spesa in cultura delle famiglie italiane è stato di 61,5 miliardi di euro, con un incremento del 2,3% rispetto all'anno precedente.&lt;br /&gt;In particolare, il trend riguarda il teatro che nell'ultimo anno ha registrato il 7,66% di pubblico in più.&lt;br /&gt;Inevitabilmente quanto detto sopra diffonde tra i lavoratori la preoccupazione di perdere il posto di lavoro o di trovarsi al 10 (o al 27) del mese senza lo stipendio e va a costituire un "clima aziendale" poco sereno.&lt;br /&gt;Il clima organizzativo è ciò che si "respira" all'interno del luogo di lavoro, è ciò che regola gli umori, i rapporti tra le persone. Il clima influenza tutto quello che avviene nell'organizzazione, dallo svolgimento delle proprie mansioni ai rapporti con i superiori e con i colleghi. Un buon clima permette all'organizzazione di raggiungere più facilmente i suoi obiettivi ed ottenere dei buoni risultati in termini di efficienza oltre che in termini di armonia interna. &lt;br /&gt;Per molti lavoratori oltre alla paura di perdere il proprio stipendio o il proprio posto di lavoro, incede la sensazione, derivata da una campagna mass-mediatica che denuncia i cosiddetti "sprechi", di sentirsi lavoratori poco utili. Se poi a questo aggiungiamo la cancellazione di molte delle attività presenti in cartellone con la conseguente inattività dei lavoratori, che continuano naturalmente ad essere pagati, ne segue che il livello di sconforto aumenta.&lt;br /&gt;Ma detto questo come far fronte a tutto questo?&lt;br /&gt;Naturalmente di risposte ne potremmo dare tante, ognuno di noi attingendo alla propria estrazione sociale, formazione politica o religiosa,  ma sta di fatto che quando i problemi del nostro lavoro non dipendono da noi il tutto crea una situazione disarmante. &lt;br /&gt;Molti, forse tutti, ci aspettiamo che il lavoro ci renda felici, ci realizzi e quello andiamo cercando, trovando sempre nuovi stimoli per crescere. Per molti il lavoro è la chiave della propria identità. E' curioso pensare però che non sempre è stato così. Aristotele pensava che chi si guadagnava da vivere non potesse essere considerato libero. La cristianità vedeva la fatica come una punizione per il peccato di Adamo ed Eva. Bisognerà aspettare le arti rinascimentali perchè si ritenga che la realizzazione di opere straordinarie potesse essere meglio dell'ozio aristocratico. Ma soltanto i filosofi borghesi dell'800, come Rousseau e Diderot, dissero che la vita lavorativa poteva essere centrale per la ricerca della felicità.&lt;br /&gt;In questa situazione appunto disarmante, per restare in tema di filosofi, potrebbe esserci d'aiuto anche lo stesso Nietzsche il quale capì che i nostri problemi si aggravano quando ci agitiamo per la nostra preoccupazione. La sua ricetta era accettare la sofferenza come una tappa necessaria per raggiungere degli obiettivi di valore. Soffrire è normale ed i progetti più appaganti passano attraverso un certo grado di tormento. Perchè? Perchè nessuno sa creare un'opera d'arte senza esperienza e negli intervalli tra i primi fallimenti e la riuscita finale, si impongono dispiaceri, ansia, invidia, umiliazione: credere che il successo arrivi subito e soprattutto resti immutato per sempre ci può portare a fare dei passi indietro di fronte alle sfide presenti e future.&lt;br /&gt;E' davvero arrivato il tempo di rimetterci tutti in gioco? Naturalmente speriamo che non sia così ma in ogni caso e considerando quanto dice Nietzsche non lasciamoci prendere dallo sconforto e inizamo la nuova stagione cercando, per quanto si può, di fare la nostra parte affinchè valori come solidarietà, altruismo e partecipazione (per dirla alla Gaber) non peggiorino ulteriormente.&lt;br /&gt;Buon rientro a tutti/e.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Patti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-1197881870818830765?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/1197881870818830765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=1197881870818830765' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/1197881870818830765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/1197881870818830765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/08/nuova-stagione-quale-clima-aziendale-ci.html' title='NUOVA STAGIONE: QUALE CLIMA AZIENDALE CI ASPETTA?'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Spe_i8Ih1hI/AAAAAAAAAF8/jOe2jSmXz9E/s72-c/felicit%C3%A0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-8205769446465388478</id><published>2009-06-26T17:21:00.012+02:00</published><updated>2009-06-30T16:09:09.833+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antincendio'/><title type='text'>L'ESPERIENZA DEL TEATRO DELLA FORTUNA DI FANO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SkeNrYc8AVI/AAAAAAAAAF0/bWaqNgUu7O4/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 130px; height: 116px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SkeNrYc8AVI/AAAAAAAAAF0/bWaqNgUu7O4/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352402458590839122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come spesso abbiamo visto, anche su questo Blog, le difficoltà nell'applicare le normative di sicurezza, soprattutto quando parliamo di teatri storici, sono sempre presenti. Sul versante dell'antincendio le difficoltà non sono minori anche in considerazione dell'elevato numero di spettatori presenti nonchè della presenza di ditte o lavoratori con contratti stagionali o professionali che non fanno parte degli organici fissi dei teatri. Questo lavoro ha l'intenzione di rendere nota l'esperienza, a mio avviso preziosissima, del Teatro della Fortuna di Fano che grazie alla presenza di una Direzione estremamente sensibile, supportata da Tecnici della Prevenzione appassionati e competenti, ha messo la diffusione della Cultura della Sicurezza al primo posto. &lt;br /&gt;Vediamo, con un breve cenno storico, di capire il tipo di struttura che rappresenta il Teatro della Fortuna di Fano: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attuale teatro, a cui fa da facciata l’antico Palazzo del Podestà fondato nel 1299, fu eretto su progetto dell’architetto modenese Luigi Poletti tra il 1845 e il 1863 sostituendo l’antico celebre teatro omonimo eretto dal famoso scenografo e scenotecnico fanese Giacomo Torelli tra il 1665 e il 1677.&lt;br /&gt;Il teatro è stato chiuso per dichiarata inagibilità nel 1839 e successivamente abbattuto. L’odierno teatro fu gravemente danneggiato nel corso della seconda guerra mondiale (estate del 1944) dal crollo dell’adiacente torre civica e da spezzoni incendiari caduti sul tetto della sala. Solo dopo cinquantaquattro anni dalla sua forzata chiusura, nella primavera del 1988, il teatro è stato riaperto al pubblico, dopo le lunghe e complesse operazioni di restauro e ristrutturazione che ne hanno preservato l’antico aspetto pur rinnovandone tutti gli impianti e le attrezzature tecniche.&lt;br /&gt;Assai bella è la neoclassica sala degli spettacoli, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;595 posti circa&lt;/span&gt;, dotata di ogni comodità e decorata con esemplare signorilità.&lt;br /&gt;Essa dispone di tre ordini di palchi a sporgenze degradanti in ritiro e di un capace loggione a balconata.&lt;br /&gt;Dal secondo atrio, salendo gli scaloni che si sviluppano sui due lati minori e che portano ai corridoi dei palchi, si raggiunge il ridotto del terzo ordine che dà anche accesso alla rinnovata Sala Verdi, vasto ambiente destinato un tempo alle feste danzanti, ai concerti e alle conferenze. Completamente devastato dal crollo della vecchia torre civica, il locale è stato interamente rinnovato in veste di moderno auditorium su disegno dell’architetto Gianni Fabbri. &lt;br /&gt;Con il nuovo teatro del Poletti, ci fu il pieno trionfo dell’opera romantica prima e verista poi con i titoli più noti dei ricordati Bellini e Donizetti, di Giuseppe Verdi, dei francesi Gounod, Bizet e Massenet, di Catalani, Puccini, Mascagni, Leoncavallo, Cilea e Zandonai e anche, nel 1906, con il ”Lohengrin” di Richard Wagner. Altrettanto ricca e varia la programmazione nel campo della prosa con centinaia di drammi, commedie e farse di testi famosi e applauditi, compresi i fanesi Cesare Rossi, Claudio Leigheb e Ruggero Ruggeri.&lt;br /&gt;Poi il lungo silenzio dovuto alle ricordate distruzioni belliche del 1944 e, per finire, il decennio di varia e intensa attività seguita alla riapertura del 1998 culminato con la nascita della Fondazione Teatro della Fortuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Il testo completo a cura di Franco Battistelli è visionabile al link&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;   &lt;a href="http://www.teatrodellafortuna.it/teatro/storia.html"&gt;storia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entriamo adesso nel merito di questo lavoro e con l'aiuto del Dott. Ing. G. Uguccioni cerchiamo di capire in cosa consiste l'esperienza realizzata dal Teatro della Fortuna.&lt;br /&gt;Il Dott. Ing. Uguccioni svolge dai primi mesi del 2000 il ruolo di RSPP ed ha elaborato tutta la documentazione richiesta prima dal D.Lgs. 626/94 e poi dal D.Lgs. 81/2008 non nascondendo le reali difficoltà che si incontrano nell'applicare la normativa suddetta ad una realtà così complessa come quella di un Teatro, che vive in parte di produzioni proprie nonchè di stagioni in cui si ospitano compagnie di Teatro itinerante secondo un programma culturale ed Artistico definito dal Sovrintendente.&lt;br /&gt;Ho chiesto all'Ing. Uguccioni di raccontarci la loro esperienza:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La nostra esperienza come professionisti nel settore della sicurezza ci ha insegnato che per prima cosa dobbiamo essere i promotori di una cultura che crea sicurezza e che il nostro compito è anche quello di creare una forte sensibilità nel Committente relativamente a questa materia.&lt;br /&gt;Il mio supporto tecnico è iniziato già in fase di restauro del complesso strutturale sopra citato, ho seguito a livello progettuale impiantistico tutta la ristrutturazione e messa a norma degli impianti di una struttura di notevole pregio storico-architettonico accompagnandola fino all’ottenimento del CPI, il quale ha segnato l’avvio del funzionamento del Teatro come locale di pubblico spettacolo. &lt;br /&gt;Un problema particolarmente delicato legato alla struttura è sicuramente quello dell’antincendio soprattutto perchè la ristrutturazione del Teatro non sempre ha permesso di applicare pedissequamente la normativa Tecnica antincendio, ecco perchè sono state previste numerose misure di contenimento del rischio di tipo procedurale, legate soprattutto alla corretta gestione del pubblico in Sala durante gli spettacoli. Essendo edificio pregevole per arte e storia non sempre è stato possibile eseguire le opere necessarie e si è andati in Deroga (Approvata dai Vigili del Fuoco) con provvedimenti di sicurezza equivalenti.&lt;br /&gt;Il servizio di Botteghino, Portineria e maschere è fornito da una Cooperativa locale che si è aggiudicata l’appalto per la copertura di tale servizio del Teatro, pertanto come può ben immaginare le difficoltà per definire una corretta gestione dell’emergenza ha richiesto anche una attenta attività di Cooperazione e Coordinamento relativamente alla redazione del Piano di Evacuazione del Teatro. Durante l’anno 2008, vista anche la variazione di parte della normativa di riferimento, è stata aggiornata la versione del PE del Teatro con tutte le procedure di evacuazione prevedibili per i diversi momenti di funzionamento dello stesso. L’organizzazione delle procedure di evacuazione pertanto sono state pianificate e pensate per 3 differenti momenti di vita del Teatro:&lt;br /&gt;1. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Attività diurna&lt;/span&gt; – funzionamento degli uffici produzione – amministrazione; produzione spettacoli con personale dipendente (in alcuni periodi dell’anno);&lt;br /&gt;2. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Attività di manutenzione&lt;/span&gt; – la struttura ha pianificato un cronoprogramma di interventi di manutenzione ordinaria per la struttura e per tutti gli impianti presenti (lampadario storico, meccanica di scena, impianti fissi e mobili antincendio, Impianto elettrico, impianto Termico, Impianto climatizzazione, batterie emergenza ecc...), per lo svolgimento di tale attività sono state incaricate delle ditte esterne e tutti gli interventi sono pianificati in modo da non sovrapporsi con l’attività di allestimento – prove e spettacolo; per tali attività sono state definite delle procedure di evacuazione e gestione dell’emergenza in cooperazione con le ditte appaltatrici che si sono aggiudicate la manutenzione della struttura;&lt;br /&gt;3. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Attività di spettacolo&lt;/span&gt; – prove e allestimento, con la presenza delle Maschere – per tale momento di vita del Teatro sono state definite altre procedure di evacuazione e gestione dell’emergenza in cooperazione con la Cooperativa che fornisce le maschere tenendo in considerazione la presenza del pubblico.&lt;br /&gt; Per prima cosa è stato individuato un nucleo stabile di addetti all’emergenza (antincendio e PS) che fanno parte dell’organico stabile della Fondazione che gestisce il TEATRO DELLA FORTUNA  e che in base al ruolo ricoperto nell’organizzazione coprono stabilmente tutti i momenti di vita del Teatro con funzioni professionali differenti (Resp. Manutenzione, Resp. Tecnico, Resp. Allestimenti, addetti Uffici Amministrazione e Produzione ecc....). Per tale motivo sovrintendono completamente tutte le attività di gestione dell’emergenza che sono state pianificate per ogni momento di vita del Teatro. &lt;br /&gt;Ad oggi possiamo ritenerci soddisfatti del Piano di Evacuazione che attualmente è in uso presso la struttura in quanto è stato pensato per tutte le attività svolte dal Teatro e soprattutto è frutto di una lunga attività di condivisione, cooperazione e verifica che è durata circa un anno.&lt;br /&gt;Alla fine di questa lunga attività il passo successivo è stato quello di iniziare a programmare delle prove di evacuazione che fossero effettivamente utili a memorizzare le procedure definite nel PE suddetto. Lo scorso anno sono state eseguite due Prove di evacuazione in accordo con la programmazione condivisa da tutte le figure che partecipano attivamente alla gestione della sicurezza a Teatro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La prima prova (anno 2008) è stata organizzata durante la fase di allestimento e prova spettacolo con la presenza di una Compagnia Esterna che stava effettuando attività di allestimento senza la presenza di pubblico in sala. Gli addetti all’emergenza facenti parte dell’organico della Fondazione del Teatro prima di approdare alla prova di evacuazione hanno partecipato ad un processo formativo voluto dall’RSPP. La difficoltà della prova stava nella gestione di lavoratori esterni alla struttura, ignari di quello che stava capitando, mentre la squadra interna che ha gestito l’evento era stata informata di quanto sarebbe accaduto ed era stata adeguatamente addestrata per poter gestire la prova di evacuazione. L’esito è stato positivo e il Responsabile Tecnico nonchè Coordinatore dell’emergenza ha chiesto all’RSPP di aumentare nella prova successiva le difficoltà da gestire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La seconda prova di evacuazione (anno 2008) è stata organizzata con la collaborazione della Cooperativa che fornisce le maschere per la gestione del pubblico in sala durante la fase di spettacolo. Ovviamente consapevoli del fatto che è impensabile organizzare una prova di evacuazione durante uno spettacolo con pubblico pagante, abbiamo cercato di ricreare una situazione analoga a quella dello spettacolo con pubblico in sala, attraverso il coinvolgimento di alcune Associazioni Culturali presenti nella nostra città invitandole gratuitamente a partecipare nella giornata indicata a delle visite guidate del Teatro; durante la mattinata i partecipanti all’evento sono diventati pertanto gli spettatori necessari per testare le procedure pianificate allo scopo di evacuare in sicurezza il pubblico in sala. &lt;br /&gt;Durante la stessa prova di evacuazione i tecnici hanno anche testato il funzionamento corretto del segnale sonoro d’allarme, dell’impianto sprinkler posizionato sul palco (messo prima in sicurezza per evitare che inondasse il palcoscenico), dell’apertura automatica degli evacuatori di fumo e calore e di tutti gli altri impianti automatici di protezione antincendio&lt;/span&gt;. Anche questa prova ha dato esito positivo, l’unica pecca è stata la bassa affluenza di pubblico in quanto la mattinata in questione è stata molto piovosa e sono state poche le persone che hanno raccolto l’invito. Nonostante ciò l’esperienza è stata fruttuosa soprattutto per le maschere che hanno potuto verificare nella pratica le procedure messe a punto teoricamente nell’attività di redazione del Piano di Evacuazione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La prima prova dell’anno 2009 avverrà a giorni ed è stata pianificata durante un intervento di manutenzione straordinaria abbastanza impegnativo, in questi giorni il personale del Teatro viene preparato dall’RSPP con lo scopo di avere un buon esito dalla prova, ma soprattutto cercando di contenere i rischi il più possibile. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Siamo infatti consapevoli che le prove di evacuazione di strutture così complesse possono comportare dei rischi, pertanto si cerca di contenerli il più possibile attraverso un’attenta programmazione delle attività e la continua formazione del personale che deve diventare sempre più efficiente relativamente alla materia in oggetto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La seconda prova dell’anno 2009 è già in fase di preparazione ed avverrà nel secondo semestre. In questa fase in accordo e con la collaborazione del Direttore Amministrativo e del Sovrintendente del Teatro della Fortuna cercheremo di coinvolgere gli studenti delle scuole medie superiori. La nostra attività sarebbe mirata ad organizzare una giornata in accordo con le scuole sul tema della sicurezza per poi far partecipare gli studenti alla prova di evacuazione simulando il pubblico presente in sala, ovviamente l’organizzazione di questo evento è più complesso in quanto richiede la collaborazione dei Presidi e degli Istituti Scolastici coinvolti. Poichè confidiamo nella collaborazione di tutti siamo certi che riusciremo a portare a termine il nostro progetto relativamente alle prove di evacuazione programmate per il 2009 così come siamo effettivamente riusciti nel 2008 e negli anni precedenti. Ovviamente la nostra attività mira a formare addetti sempre più preparati al tema della gestione dell’emergenza per tale motivo ci piacerebbe poter organizzare in futuro delle prove di evacuazione sempre più complesse anche con la collaborazione dei VVFF, della Protezione Civile e del 118, così come ha fatto la Regione Emilia Romagna per la preparazione delle prove di evacuazione dei Palazzi della Regione a Bologna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Il video della prova di evacuazione della regione Emilia Romagna è visibile al seguente link: &lt;a href="http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/notizie/news/2008/gen/dvd_video/video_charlieunorossoeco_video.htm"&gt;video&lt;/a&gt;    ndA)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ci tengo inoltre a ricordare che le prove di evacuazione non sono attività facoltative ma sono previste dalla normativa vigente in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro e relativamente alla struttura del Teatro della Fortuna sono una prescrizione obbligatoria (2 all’anno) contenuta nel CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco relativamente alla struttura suddetta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sito internernet del teatro della Fortuna è visibile al seguente indirizzo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.teatrodellafortuna.it/index.html"&gt;Teatro della Fortuna&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-8205769446465388478?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/8205769446465388478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=8205769446465388478' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/8205769446465388478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/8205769446465388478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/06/lesperienza-del-teatro-della-fortuna-di.html' title='L&apos;ESPERIENZA DEL TEATRO DELLA FORTUNA DI FANO'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SkeNrYc8AVI/AAAAAAAAAF0/bWaqNgUu7O4/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-3629628674870134735</id><published>2009-05-30T16:57:00.008+02:00</published><updated>2009-06-10T15:47:29.740+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palcoscenico'/><title type='text'>DISTANZA DI SICUREZZA NEI PROIETTORI DI ILLUMINAZIONE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Si-4wivhByI/AAAAAAAAAFs/iqFNTrSRA1s/s1600-h/par.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 107px; height: 143px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Si-4wivhByI/AAAAAAAAAFs/iqFNTrSRA1s/s320/par.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345694426811402018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per evitare il rischio di innescare incendi in palcoscenico è importante tenere presente che i proiettori di illuminazione usati dai tecnici elettricisti necessitano di essere installati ad una distanza minima da oggetti e superfici più o meno infiammabili. Infatti, onde evitare fenomeni di surriscaldamento, occorre mantenere una distanza di sicurezza tra il proiettore e la superfice da illuminare. Tale distanza è indicata sull'etichetta posta lateralmente al proiettore. La misura indica la distanza minima consentita tra il fascio e la superficie illuminata.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le lampade alogene è da considerare che la temperatura raggiunta dal filamento può arrivare a superare i 1400 gradi centigradi ed è proprio questa elevata temperatura che permette alle particelle di tungsteno di staccarsi dal filamento e collegarsi con gli alogenuri gassosi prima di poter raggiungere l'involucro di vetro della lampada. Successivamente le particelle di tungsteno ritorneranno al filamento dove verranno rilasciati gli alogeni che prenderanno parte ad un nuovo ciclo. Vista l'elevata temperatura raggiunta dalla lampada e contemporaneamente dispersa nell'ambiente è necessario che il costruttore indichi una distanza minima dei materiali posti nelle vicinanze della lampada. Naturalmente ci sarà una differenza se il materiale che andremo ad illuminare sarà un elemento di scena ignifugato o un telo sintetico. La distanza indicata è naturalmente riferita soprattutto ai materiali più facilmente infiammabili ma rappresenta comunque una distanza da rispettare sempre.&lt;br /&gt;Per chi non avesse esperienze dirette di eventi avvenuti per il non rispetto di  questa distanza di sicurezza quanto sopra potrebbe apparire poco importante. &lt;br /&gt;Personalmente ho assistito per ben due volte ad inneschi di incendi, fortunatamente neutralizzati da un pronto intervento da parte degli operatori stessi, di materiali scenotecnici o di sartoria. Tenere in considerazione la distanza di sicurezza è una precauzione che sicuramente andrà ad eliminare ogni possibile rischio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-3629628674870134735?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/3629628674870134735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=3629628674870134735' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/3629628674870134735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/3629628674870134735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/05/distanza-di-sicurezza-nei-proiettori-di.html' title='DISTANZA DI SICUREZZA NEI PROIETTORI DI ILLUMINAZIONE'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Si-4wivhByI/AAAAAAAAAFs/iqFNTrSRA1s/s72-c/par.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-3689215923964380465</id><published>2009-05-19T18:41:00.034+02:00</published><updated>2009-11-14T14:03:08.040+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palcoscenico'/><title type='text'>IL RISCHIO RUMORE IN TEATRO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/ShgN6E6xppI/AAAAAAAAAFk/2YJ71nWnjy4/s1600-h/1243.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/ShgN6E6xppI/AAAAAAAAAFk/2YJ71nWnjy4/s200/1243.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339032649651562130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Parlare del rischio rumore in teatro non è una cosa semplice ed è appunto per questo che il legislatore ha rinviato, ad un anno dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. 81/2008, l'emanazione, da parte della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, di specifiche linee guida che riguarderanno appunto il settore musicale e le attività ricreative. &lt;br /&gt;Quanto sopra però non prescinde una accurata valutazione e misurazione per il lavoro in palcoscenico che per la sua tipologia può essere rapportato al lavoro di cantiere e/o di officina.&lt;br /&gt;In palcoscenico solitamente arrivano allestimenti già costruiti ma capita che, soprattutto sugli allestimenti in metallo (negli ultimi anni usati anche più di frequente rispetto a quelli classici in legno), siano necessari adattamenti sia in fase di montaggio che di smontaggio. Tutto ciò comporta l'uso di utensili quali smerigliatrici, trapani, saldatrici, ecc...&lt;br /&gt;Chi utilizza questi utensili? Per i piccoli adattamenti sono solitamente i tecnici macchinisti che (spesso privi di informazione e formazione) si occupano di utilizzare i suddetti utensili mentre per quanto riguarda allestimenti complessi, che richiedono il montaggio in palcoscenico, sono spesso ditte appaltatrici specializzate nella lavorazione del ferro. Quanto detto rappresenta quello che può avvenire nel lavoro in palcoscenico che quindi non è esente del rischio rumore.&lt;br /&gt;La sorveglianza sanitaria dell'udito rientra sicuramente tra le visite che vengono fatte in particolare ai tecnici macchinisti ed attrezzisti ma la stessa dovrebbe essere allargata a tutti coloro che in un palcoscenico lavorano.&lt;br /&gt;Andiamo a vedere cosa dice la legge sul rischio rumore che è ancora spesso sottovalutato ma che costituisce con la ipoacusia che ne può derivare una tra le prime voci nell'elenco delle malattie professionali. &lt;br /&gt;Si calcola che le spese per la perdita dell'udito in Europa ammontano a circa il 10% di tutte quelle per le malattie professionali. Per queste ragioni il Consiglio Europeo ha disciplineto la materia a quindici anni di distanza ampliando il campo di applicazione e prevedendo un riesame dei valori di soglia che tengono conto dei progressi della tecnologia e delle conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;In Italia il rumore rappresenta ancora la causa della tecnopatia denunciata all'INAIL con maggiore frequenza. Le malattie professionali da agenti fisici provocano annualmente più di 13.000 casi su circa 26.000 complessivi, di cui l'ipoacusia è in assoluto la patologia più ricorrente.&lt;br /&gt;Il D.Lgs. 10 aprile 2006, n. 195 ha recepito la Direttiva 2003/10/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dal rumore.&lt;br /&gt;In relazione al riordino operato con l'emanazione del D.Lgs. 81/2008, tutta la materia è confluita nel Titolo VIII, al Capo II, dell'art. 187 all'art. 198.&lt;br /&gt;L'art. 180 D.Lgs. 81/2008 ne definisce al primo comma il campo di applicazione come segue:&lt;br /&gt;'Ai fini del presente decreto legislativo per agenti fisici si intendono il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche, il microclima e le atmosfere iperbariche che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori'.&lt;br /&gt;Sempre in riferimento al Capo I, l'art. 181 prevede la valutazione dei rischi, l'art. 182 riporta disposizioni mirate a eliminare o ridurre i rischi di cui si tratta, l'art. 183 indica le categorie di lavoratori particolarmente sensibili ai rischi fisici, l'art. 184 prescrive l'obbligo di informazione e formazione mirata, dei lavoratori esposti e dei loro rappresentanti, l'art. 185  prescrive l'obbligo di sorveglianza sanitaria, l'art. 186 riporta elementi per la compilazione delle cartelle sanitarie e di rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa è il rumore?&lt;br /&gt;Possiamo defire il rumore come un insieme complesso di suoni di varie frequenze e durata nel tempo, ossia una trasmissione di energia meccanica attraverso mezzi elastici sotto forma di vibrazioni meccaniche che si propagano con una velocità caratteristica del mezzo e si traducono in vibrazioni di pressione.&lt;br /&gt;Un suono è una sensazione uditiva provocata da una perturbazione dello stato di equilibrio dell'aria. Il rumore può provocare danni alla salute delle persone esposte (principalmente l'ipoacusia) o alla sicurezza, mascherando le comunicazioni verbali e la percezione di segnali acustici di sicurezza.&lt;br /&gt;L'ipoacusia da rumore si manifesta in un primo periodo con deficit uditivo asintomatico e limitato a frequenze medio-alte e successivamente si può estendere alle altre frequenze; si manifestano quindi alcuni sintomi quali fisici(acufeni), ronzii e vertigini. In seguito inizia la percezione di una lieve sordità in alcune occasioni come quella di stare al telefono o ascoltare un programma in Tv, per poi estendersi ed essere avvertito in maniera netta.&lt;br /&gt;Il rumore può anche provocare danni extra-uditivi, sul senso dell'equilibrio e del movimento, sul sistema nervoso, sull'apparato digestivo, respiratorio e sul sistema vascolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli aspetti definitori di maggiore interesse si segnala:&lt;br /&gt;- pressione acustica di picco (p-peak) cioè il valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata in frequenza "C";&lt;br /&gt;- livello di esposizione giornaliera al rumore (L-ex,8h) [dB(A) riferito a 20  nPa] cioè il valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di 8 ore, definito dalla norma internazionale ISO 1999:1990 punto 3.6. Si riferisce a tutti i rumori sul lavoro, incluso il lavoro impulsivo;&lt;br /&gt;- livello di esposizione settimanale al rumore (L-ex,w) cioè il valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione giornaliera al rumore per una settimana nominale di cinque giornate lavorative di 8 ore, definito dalla norma internazionale ISO 1999:1990 punto 3.6, nota 2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I valori limite di esposizione e i valori di azione, in relazione al livello di esposizione giornaliera al rumore e alla pressione acustica di picco, sono cosi' fissati:&lt;br /&gt;a)valore limite di esposizione: rispettivamente L-ex=87 dB(A) e p-peak=200nPa&lt;br /&gt;(140 dB(C) riferito a 20nPa);&lt;br /&gt;b)valori superiori di azione: rispettivamente L-ex=85 dB(A) e p-peak=140nPa&lt;br /&gt;(137 dB(C) riferito a 20nPa);&lt;br /&gt;c)valori inferiori di azione: rispettivamente L-ex=80 dB(A) e p-peak=112nPa&lt;br /&gt;(135 dB(C) riferito a 20nPa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laddove, a causa delle caratteristiche intrinseche dell'attività lavorativa, l'esposizione giornaliera al rumore varia significativamente, da una giornata di lavoro all'altra, è possibile sostituire, ai fini dell'applicazione dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, il livello di esposizione giornaliera al rumore con il livello di esposizione settimanale a condizione che il livello di esposizione settimanale al rumore, come dimostrato da un controllo idoneo,non ecceda il valore limite di esposizione di 87dB(A) e siano adottate le adeguate misure per ridurre al minimo i rischi associati a tali attività.&lt;br /&gt;Nel caso di variabilità del livello di esposizione settimanale va considerato il livello settimanale massimo ricorrente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il datore di lavoro, secondo quanto disposto dall'art. 190, deve valutare l'esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare:&lt;br /&gt;- il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a rumore impulsivo;&lt;br /&gt;- i valori limite di esposizione e i valori di azione;&lt;br /&gt;- tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore;&lt;br /&gt;- per quanto possibile a livello tecnico, tutti gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori derivanti da interazione fra rumore e sostanze tossiche connesse con l'attività svolta e fra rumore e vibrazioni;&lt;br /&gt;- tutti gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni tra rumore e segnali di avvertimento o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni;&lt;br /&gt;- le informazioni sull'emissione di rumore fornite dai costruttori dell'attrezzatura di lavoro in conformità alle vigenti disposizioni in materia;&lt;br /&gt;- l'esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l'esposizione al rumore;&lt;br /&gt;- il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre l'orario di lavoro normale, in locali di cui è responsabile;&lt;br /&gt;- le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica;&lt;br /&gt;- la disponibilità di dispositivi di protezione dell'udito con adeguate caratteristiche di attenuazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatto salvo il divieto al superamento dei valori limite di esposizione, per attività che comportano un'elevata fluttuazione dei livelli di esposizione personale dei lavoratori, il datore di lavoro può attribuire a detti lavoratori un'esposizione al rumore al di sopra dei valori superiori di azione, garantendo loro le misure di prevenzione e protezione conseguenti e in particolare:&lt;br /&gt;- la disponibilità dei dispositivi di protezione individuale all'udito;&lt;br /&gt;- l'informazione e la formazione;&lt;br /&gt;- il controllo sanitario.&lt;br /&gt;In questo caso la misurazione associata alla valutazione si limita a determinare il livello di rumore prodotto dalle attrezzature nei posti di lavoro ai fini dell'identificazione delle misure di prevenzione e protezione e per formulare il programma delle misure tecniche e organizzative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I luoghi di lavoro dove i lavoratori possono essere esposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione devono essere indicati da appositi segnali. Dette aree sono inoltre delimitate e l'accesso alle stesse è limitato, ove ciò sia tecnicamente possibile e giustificato dal rischio di esposizione.&lt;br /&gt;Il datore di lavoro, nel caso in cui i rischi derivanti dal rumore non possono essere evitati con le misure di prevenzione e protezione, deve fornire i dispositivi di protezione individuali per l'udito.&lt;br /&gt;E' previsto che il datore di lavoro garantisca che i lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori di azione vengano informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore. E' inoltre compito del datore di lavoro sottoporre a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore ecceda i valori superiori di azione. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma un volta l'anno o con una periodicità diversa decisa dal medico competente, con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori in funzione della valutazione del rischio. L'organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente.&lt;br /&gt;La sorveglianza sanitaria è estesa ai lavoratori esposti a livelli superiori ai valori inferiori di azione, su loro richiesta e qualora il medico competente ne confermi l'opportunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il datore di lavoro può richiedere deroghe all'uso dei DPI e al rispetto del valore limite di esposizione (art. 197), quando per natura del lavoro, l'utilizzazione di tali dispositivi potrebbe comportare rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori maggiori rispetto a quanto accadrebbe senza la loro utilizzazione. &lt;br /&gt;Tali deroghe sono concesse, sentite le parti sociali, per un periodo massimo di quattro anni dall'organo di vigilanza territorialmente competente che provvede anche a darne comunicazione al Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Le circostanze che giustificano le deroghe sono riesaminate ogni quattro anni e in caso del venir meno dei relativi presupposti, riprende immediata applicazione la disciplina regolare.&lt;br /&gt;La concessione delle deroghe è condizionata dall'intensificazione della sorveglianza sanitaria e da condizioni che garantiscono, tenuto conto delle particolari circostanze, che i rischi derivanti siano ridotti al minimo. Il datore di lavoro assicura l'intensificazione della sorveglianza sanitaria ed il rispetto delle condizioni indicate nelle deroghe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ISPELS ha elaborato linee guida che affrontano tutti i campi relativi al rischio rumore. Consiglio di consultare per approfondimenti il seguente link da cui è stato tratto parte di questo post:&lt;br /&gt;www.ispesl.it/linee_guida/fattore_di_rischio/LG%20RUMORE.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rumore può essere valutato in due modi:&lt;br /&gt;- senza misurazione&lt;br /&gt;- con misurazione&lt;br /&gt;Nel primo caso siamo in presenza di luoghi di lavoro che spesso non presentano rischio rumore o comunque esso è molto basso e calcolato sulla base delle schede tecniche dei macchinari usati. La cosa di cui però bisogna sempre tener conto è che in presenza di più macchine il rumore rilevato è sempre la somma del rumore delle singole macchine.&lt;br /&gt;Nel secondo caso la rilevazione del rumore è spesso consigliabile farla effettuare a ditte specializzate che sono in possesso di apparecchiature il cui costo si aggira su cifre importanti che vanno dai cinque ai dieci mila euro.&lt;br /&gt;I metodi per valutare il livello sonoro di un lavoratore che indossa DPI sono:&lt;br /&gt;- OBN in base ai livelli per banda di ottava;&lt;br /&gt;- HLM in base alle attenuazioni in bassa, media e alta frequenza e ai livelli di pressione sonora ponderati A e C;&lt;br /&gt;- SNR in base ad una attenuazione media sulle varie frequenze e al livello ponderato C.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I risultati ottenuti in laboratorio  coincidono con quelli reali solo se i lavoratori utilizzano i DPI per l'udito nello stesso modo, cosa difficile da attuare nella realtà lavorativa. Bisogna inoltre considerare il tempo di utilizzo dell'otoprotettore rispetto ai tempi di esposizione al rumore: basti pensare che un DPI in grado di attenuare 30 dB se indossato per tutta la giornata, perde l'equivalente di 7 dB se non lo si indossa per un minuto del tempo di esposizione; se invece viene indossato solo per la metà della giornata lavorativa fornisce una protezione effettiva di soli 3 dB.&lt;br /&gt;I DPI per l'udito (cuffia, cuffia con archetto, inserto auricolare, ecc.), nonostante l'apparente semplicità d'uso, presentano diverse capacità di protezione a seconda di come vengono indossati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il riferimento tecnico in materia è rappresentato dalla norma UNI 9432 'Determinazione del livello di esposizione personale al rumore nell'ambiente di lavoro'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poniamo il caso che in un palcoscenico siano in funzione contemporaneamente una o più smerigliatrici mentre macchinisti, elettricisti, attrezzisti e fonici (non è necessaria la presenza in contemporanea di tutti questi reparti per avere un rischio rumore rilevante) stiano eseguendo un montaggio o uno smontaggio.&lt;br /&gt;Il rumore effettuato da una smerigliatrice è già da solo superiore al valore limite degli 80dB(A) che rapprenta il valore limite massimo di esposizione, infatti vediamo cosa dice la scheda tecnica di una cumunissima smerigliatrice:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Per chi fa della smerigliatrice un uso industriale, deve proteggere anche l'udito: il rumore della macchina in azione, può, a lungo andare, portare lesioni al padiglione auricolare...&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Come possiamo facilmente dedurre il rumore della smerigliatrice andrebbe a sommarsi con il rumore di un'altra eventuale smerigliatrice e magari a sommarsi con il rumore di una mazzetta usata dagli elettricisti per unire una Trus di alluminio mentre i macchinisti smartellano con i loro preziosi martelli fiorentini e fonici ed attrezzisti urlano dal palcoscenico ai ballatoi per farsi sentire. Proviamo ad immaginare quanti Db sono presenti in quel momento in palcoscenico! sicuramente è auspicabile fare un'adeguata valutazione e decidere di arginare il problema o strutturalmente o a livello organizzativo evitando così la possibilità che vengano causati seri danni all'udito dei lavoratori presenti.&lt;br /&gt;Un approfondimento interessante che riguarda soprattutto gli elettricisti che uniscono o dividono le Trus di alluminio è rappresentato dalla pressione acustica di picco e cioè tutti quei rumori improvvisi che colgono l’operatore impreparato ed&lt;br /&gt;indifeso. Esiste un meccanismo naturale di difesa che è chiamato riflesso timpanico.&lt;br /&gt;Due piccoli muscoli che agiscono sulla catena degli ossicini si contraggono in modo riflesso quando l’orecchio è sottoposto a suoni aventi intensità di almeno 70-80 dB(A)al di sopra della soglia uditiva.&lt;br /&gt;L’irrigidimento di questi muscoli induce un aumento della resistenza opposta dal sistema timpano-ossiculare alla trasmissione dei suoni, attenuandoli di conseguenza e&lt;br /&gt;proteggendo quindi il recettore della chiocciola da suoni troppo intensi.&lt;br /&gt;Si noti che tra l’inizio dello stimolo e l’inizio della contrazione riflessa, vi è un ritardo di almeno 90-100 millisecondi:&lt;br /&gt;ciò significa che il riflesso timpanico non è in grado di fornire alcuna protezione nei confronti di rumori di tipo impulsivo molto brevi e molto intensi, come lo&lt;br /&gt;sparo di una pistola o (nel nostro caso) un colpo di martello su una superficie metallica. E' necessario quindi usare i relativi DPI.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-3689215923964380465?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/3689215923964380465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=3689215923964380465' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/3689215923964380465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/3689215923964380465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/05/il-rischio-rumore-in-teatro.html' title='IL RISCHIO RUMORE IN TEATRO'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/ShgN6E6xppI/AAAAAAAAAFk/2YJ71nWnjy4/s72-c/1243.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-6596185157851545959</id><published>2009-05-15T14:52:00.010+02:00</published><updated>2009-06-30T16:11:55.885+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iniziative'/><title type='text'>10 - 12 GIUGNO 2009, A BOLOGNA IL XII SALONE DELLA QUALITA' E SICUREZZA SUL LAVORO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Sg1otd079AI/AAAAAAAAAFc/RiPibPmXwPc/s1600-h/IMMAGINE+PER+BLOG.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 113px; height: 115px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Sg1otd079AI/AAAAAAAAAFc/RiPibPmXwPc/s200/IMMAGINE+PER+BLOG.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336036263813968898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Si inaugurerà il 10 giugno nel quartiere fieristico di Bologna AMBIENTE LAVORO, all’insegna della sicurezza sul lavoro e di un nuovo, forte impegno per la rivalutazione della qualità e della dignità del lavoro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il grande tema della salute e della sicurezza sul lavoro riemerge continuamente dalla cronaca, non solo per ricordarci il ripetersi inesorabile di incidenti mortali, ma anche le devastanti conseguenze, umane ed economiche, di atteggiamenti colpevoli o superficiali, come le migliaia di vittime e le centinaia di milioni di euro che è costata alla società la lavorazione dell’amianto, all’origine del processo che si apre oggi a Torino.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;È recente l‘esortazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a non ridurre le condizioni di salvaguardia della sicurezza e della salute dei lavoratori a causa della crisi economica.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nonostante l’attuale, difficile situazione, AMBIENTE LAVORO si presenta al dodicesimo appuntamento con il consueto entusiasmo e con il deciso impegno che l’ha caratterizzata in passato e che proprio dal Presidente della Repubblica era stato riconosciuto in occasione della precedente edizione attraverso l’apprezzamento per «l’alto valore sociale degli argomenti in programma».&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Oggi AMBIENTE LAVORO conferma il proprio ruolo insostituibile di stimolo alla crescita culturale dei temi legati alla sicurezza nei luoghi di lavoro e di centro focale di iniziative rivolte a questo delicato settore con un impegno esteso alla qualità del lavoro e degli ambienti in cui viene svolto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E se da una parte la dodicesima edizione di AMBIENTE LAVORO si incentrerà ancora sulla proposta di tecnologie, presidi e servizi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e di strumenti formativi, forte del sostegno delle istituzioni e delle associazioni di maggior rilievo in questo campo, dall’altra si avvarrà di sei iniziative speciali, espressione ciascuna di un tema di particolare rilievo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      Le aree espositive che comporranno la XII edizione di AMBIENTE LAVORO saranno: Sicurezza, Igiene, Protezione personale, Qualità del lavoro, Servizi, Promozione e gestione. Ad esse si affiancheranno sei progetti speciali: Ambiente sicuro, incentrato sulla salvaguardia del territorio, Luoghi sicuri, focalizzato sugli infortuni che avvengono fuori dall’ambito lavorativo, Qualità lavoro, destinato a valorizzare aspetti quali la qualità, l’affidabilità e la reputazione dell’impresa in termini di responsabilità etica, In sic (Intrinsecamente sicuro), rassegna di prodotti, sistemi, attrezzature, progettate e realizzate secondo criteri di sicurezza integrale, No fire dedicato al settore dell’antincendio, Strade sicure, prodotti e servizi per la sicurezza stradale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La manifestazione si svolgerà al quartiere fieristico di bologna ed il prezzo del biglietto è di Euro 20.&lt;br /&gt;Per tutte le informazioni è possibile visitare il sito di AMBIENTE LAVORO al seguente indirizzo:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ambientelavoro.it/default.asp?fieraid=105"&gt;clicca qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-6596185157851545959?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/6596185157851545959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=6596185157851545959' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/6596185157851545959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/6596185157851545959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/05/10-12-giugno-2009-xii-salone-della.html' title='10 - 12 GIUGNO 2009, A BOLOGNA IL XII SALONE DELLA QUALITA&apos; E SICUREZZA SUL LAVORO'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Sg1otd079AI/AAAAAAAAAFc/RiPibPmXwPc/s72-c/IMMAGINE+PER+BLOG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-2694248273117170932</id><published>2009-05-10T15:43:00.007+02:00</published><updated>2009-06-30T16:14:04.550+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palcoscenico'/><title type='text'>Rischio cadute dall'alto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SgbhXWr-U7I/AAAAAAAAAFU/3sHoD3sZ8jc/s1600-h/lavoroinquota.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SgbhXWr-U7I/AAAAAAAAAFU/3sHoD3sZ8jc/s200/lavoroinquota.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334198600010191794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I lavori in quota hanno rappresentato da sempre una fonte di rischio molto elevato per la sicurezza dei lavoratori, per questa ragione sono stati oggetto, soprattutto negli ultimi anni, di interventi legislativi finalizzati a ridurre il numero degli infortuni. In particolare il D.Lgs 235/2003 ha introdotto il concetto di lavoro in quota come "attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altzza superiore a 2 metri rispetto al piano stabile". Il D.Lgs 81/2008 al Titolo IV, Capo II, ed Allegati dal XVIII al XXIII ha introdotto alcune novità come quelle inerenti i ponteggi e quella dell'estenzione ai lavoratori autonomi del campo di applicazione della normativa antinfortunistica inerente i lavori in quota.&lt;br /&gt;Occorrerà effettuare, da parte del datore di lavoro, un'analisi dei rischi inerente l'identificazione dei pericoli di caduta dall'alto e la stima delle probabilità di accadimento. Successivamente andranno individuate le misure collettive che consistono nell'eliminazione del rischio stesso.&lt;br /&gt;L'articolo 115 del D.Lgs 81/2008 stabilisce che, ove nei lavori in quota qualora non siano state attuate misure di protezione collettiva (come previsto dall'art. 111, comma 1, lett.a), è necessario che i lavoratori utilizzino idonei sistemi di protezione individuale composti da diversi elementi, non necessariamente presenti contemporaneamente, quali:&lt;br /&gt;- assorbitori di energia (cioè dispositivi che in caso di caduta dall'alto inpediscano che la fune di sicurezza si tenda violentemente rompendosi o causando traumi al lavoratore);&lt;br /&gt;- connettori;&lt;br /&gt;- dispositivo di ancoraggio;&lt;br /&gt;- cordini;&lt;br /&gt;- dispositivi retrattili;&lt;br /&gt;- guide o linee vita flessibili;&lt;br /&gt;- guide o linee vita rigide;&lt;br /&gt;- imbracature.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sistemi di arresto caduta sono DPI dotati di un dispositivo di presa per il corpo ed un collegamento ad un punto di ancoraggio sicuro.&lt;br /&gt;I sistemi anticaduta di tipo retrattile sono dotati di una funzione autobloccante e di un sistema automatico di tensione e di ritorno del cordino.&lt;br /&gt;I sistemi anticaduta di tipo guidato su una linea di ancoraggio rigida sono composti da una rotaia o una fune metallica fissate ad una struttura in modo che i movimenti laterali siano impediti.&lt;br /&gt;I sistemi anticaduta di tipo guidato su una linea di ancoraggio flessibile sono realizzati con una corda di fibra sintetica o con una fune metallica da fissare ad un punto di ancoraggio posto più in alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un efficace strumento per quel che concerne l'uso e la manutenzione di dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto è fornito dalle Linee guida edite dall'ISPELS le quali possono fornire un valido supporto per tutti gli operatori del settore. Per visionare collegarsi a :  &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ispesl.it/sitodts/linee_guida/Monteporzio/linee%20guida%20DPI%20anticaduta.pdf"&gt;clicca qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella valutazione dei rischi di caduta dall'alto è importante valutare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- l'idoneità psico-fisica del lavoratore;&lt;br /&gt;- l'informazione e la formazione adeguate e qualificate del lavoratore, in relazione alle operazioni previste;&lt;br /&gt;- l'addestramento qualificato e ripetuto del lavoratore sulle tecniche operative, sulle manovre di salvataggio e sulle procedure di emergenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-2694248273117170932?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/2694248273117170932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=2694248273117170932' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2694248273117170932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2694248273117170932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/05/rischio-cadute-dallalto.html' title='Rischio cadute dall&apos;alto'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SgbhXWr-U7I/AAAAAAAAAFU/3sHoD3sZ8jc/s72-c/lavoroinquota.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-5310498334658670092</id><published>2009-04-27T20:58:00.008+02:00</published><updated>2009-06-30T16:16:34.144+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cenni storici'/><title type='text'>Il Teatro Comunale di Bologna</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Sf1pjkxT6bI/AAAAAAAAAFM/4RReHr-5ZKs/s1600-h/comunalelorenzo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 75px; height: 75px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Sf1pjkxT6bI/AAAAAAAAAFM/4RReHr-5ZKs/s200/comunalelorenzo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331533593763375538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Teatro Comunale di Bologna fu costruito sul progetto di Antonio Galli Bibiena fra il 1756 ed il 1763 nell'area prospiciente l'attuale piazza Verdi, dove un tempo sorgeva il Palazzo dei Bentivoglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Bibiena aveva assunto la direzione dei lavori coadiuvato dal capomastro Michelangelo Galletti. Si stavano innalzando i muri perimetrali quando Bibiena contestò al Galletti la sicurezza d'impianto. La questione non era da poco e al Bibiena fu chiesto di esporre e motivare le ragioni della sua opposizione perentoria. Ritardandosi i lavori senza riuscire a trovare una soluzione, gli Assunti di Camera risolsero allora di chiedere a Bibiena di costruire un modello dell'alzato e della pianta affinchè fossero sottoposti al giudizio pubblico dei cittadini. I cittadini più autorevoli si videro coinvolti personalmente e si scatenò una feroce e vivacissima polemica. Intervennero contro il Bibiena  i maggiori architetti bolognesi quali Dotti, Torreggiani e scienziati come Gabriello Manfredi e Eustachio Zanotti. La temperatura delle polemiche è data dalla testimonianza dello scrittore veneziano Francesco Algarotti che ha lasciato un saggio a stampa sul quale contesta tutte le scelte progettuali del Bibiena tra cui soprattutto: la scelta di costruire la cavea in muratura (perchè resistente al fuoco), anzichè in legno e il disegno della pianta a forma di campana. Bibiena si vede costretto a modificare il progetto originale, non ultime le ragioni economiche che non permisero di realizzare la stessa ricchezza di ornato dell'originale ligneo che ancora oggi si conserva nel foyer centrale del teatro. L'elaborazione del progetto attuale dovette risultare molto laboriosa infatti sono conservate, pubblicate a stampa, altre elaborazioni intermedie e più vicine al risultato finale. Ridotto il boccascena, i palchi furono differenziati in solo due tipologie, la curvatura a campana molto meno accentuata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'inaugurazione del Teatro, il cui prospetto era stato finanziato dal Senato bolognese e dal Vativano, avvenne il 14 maggio 1763 con l'opera inedita il Trionfo di Clelia su libretto di Pietro Metastasio e musicata da Gluck con l'allestimento realizzato dallo stesso Bibiena ma affrettato e ridotto all'essenziale. Nonostante la mancata realizzazione di innumerevoli parti dell'edificio e di locali di servizio, il Teatro Comunale può considerarsi la realizzazione teatrale più importante di Antonio Bibiena anche se per molti anni dopo l'apertura rappresentò quasi esclusivamente spettacoli di prosa e veglioni di carnevale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione dell'inaugurazione del nuovo Teatro Corso nel 1805, si volle rilanciare l'immagine del Teatro Comunale rinnovando le ormai vetuste tecnologie. &lt;br /&gt;Il macchinista Ferrari costruì un argano per l'innalzamento della platea da usarsi per ampliare lo spazio del palcoscenico in occasione di feste, ancora oggi &lt;br /&gt;in perfetto funzonamento se le tubature dell'impianto antincendio non ne impedissero il movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1818-20 l'architetto comunale Giuseppe Tubertini operò il primo importante restauro. Fu costruita la volta perimetrale della platea , dipinta ad ornato &lt;br /&gt;da Mauro Beri , che finse, seguendo il Bibiena, una soluzione architettonica nella quale però, con mutata concezione, il figurinista Pietro Fancelli dipinse &lt;br /&gt;le allegorie di Musica, Poesia, Pittura e Storia. Si soppresse la cornice che correva alle sommità della sala e della trabeazione del boccascena; &lt;br /&gt;l'articolazione delle superfici venne mitigata dalla rettifica dell'andamento dei parapetti dei palchi, come delle sottostanti cornici di sostegno, mutate &lt;br /&gt;anche le forme delle mensole e degli ornati relativi negli archivolti dei palchi stessi che ebbero i balaustrini a fusto svasato con collarino di fogliame. &lt;br /&gt;Nel boccascena dei pilastri corinzi sormontati da architravi, presero il posto delle colonne bibienesche. La struttura a pareti curve di raccordo tra la &lt;br /&gt;platea e il boccascena fu eliminata come due nicchie con le statue della Musica e della Poesia di antonio Schiassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa trent'anni dopo nel 1853-54, Carlo Parmeggiani aggiunse nel boccascena quattro mensoloni a lacunari, furono attuate alcune modifiche nelle mensole del &lt;br /&gt;terzo ordine di palchi ed al cornicione del loggione. La volta della platea fu ridipinta da Giuseppe Badiali e Antonio Muzzi. Nello stesso anno Luigi &lt;br /&gt;Samoggia con Luigi Busi ridipinsero nuovamente il soffitto della platea con una decorazione in sintonia con le porte degli Atri, i chiaroscuri e i lampadari &lt;br /&gt;che furono ridisegnati in stile pseudo-settecentesco perchè si adattassero allo stile generale del teatro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un grave incendio distrusse nel 1931 il palcoscenico e il sipario di Angiolini. L'anno successivo, Armando Villa ricostruì l'attuale palcoscenico. Finalmente &lt;br /&gt;nel 1935-36 l'architetto Umberto Ricci completò la facciata, rimasta sempre incompiuta, nelle forme attuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 23 giugno 1980 il teatro venne dichiarato inagibile e chiuso al pubblico, a causa dei legni, posti specialmente sotto il pavimento del loggione, del &lt;br /&gt;quarto e del quinto ordine, corrosi gravemente dai tarli. La sovrapposizione di restauri non sempre esemplari (le strutture aggiunte avevano creato &lt;br /&gt;instabilità in alcuni palchi) e l'acustica della sala furono due questioni che resero complesso l'intervento di ripristino. I lavori proseguirono a ritmo &lt;br /&gt;intensissimo per evitare che il teatro restasse chiuso per più tempo del previsto. L'anno successivo all'inaugurazione vennero ultimati i lavori più &lt;br /&gt;importanti e che non  richiedevano la chiusura dell'edificio. Si consolidarono i solai, si ripristinarono la volta della sala e del sottotetto, fu ripassato &lt;br /&gt;il coperto, furono rifatti i pavimenti, gli intonaci e si realizzarono gli impianti di sicurezza a norma di legge. Le strutture in legno furono trattate &lt;br /&gt;contro le infestazioni, furono restaurati la maggior parte dei dipinti e dei decori e infine migliorati le condizioni dei servizi. Il 5 dicembre 1981 si &lt;br /&gt;riaprì il sipario con la rappresentazione dell'Aida di Giuseppe Verdi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ricerca storica a cura della Fondazione Teatro Comunale di Bologna.&lt;br /&gt;Foto Lorenzo G.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tcbo.it/home.html"&gt;Teatro Comunale di Bologna&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-5310498334658670092?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/5310498334658670092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=5310498334658670092' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/5310498334658670092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/5310498334658670092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/04/il-teatro-comunale-di-bologna.html' title='Il Teatro Comunale di Bologna'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/Sf1pjkxT6bI/AAAAAAAAAFM/4RReHr-5ZKs/s72-c/comunalelorenzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-7454499271837470189</id><published>2009-04-25T18:44:00.004+02:00</published><updated>2009-04-25T19:33:49.706+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medico Competente'/><title type='text'>Quando è necessaria la sorveglianza sanitaria</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SfNC_J8M3FI/AAAAAAAAAFE/i5wpvbHa1aM/s1600-h/medicocompetente.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 108px; height: 95px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SfNC_J8M3FI/AAAAAAAAAFE/i5wpvbHa1aM/s200/medicocompetente.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328676436877040722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La sorveglianza sanitaria disciplinata dall'art. 41 del D.Lgs. 81/08 è effettuata dal medico competente e rientra tra gli obblighi cui ogni lavoratore deve sottoporsi.&lt;br /&gt;Il lavoratore esposto a determinati rischi, che vedremo di seguito, può fare richiesta di essere visitato dal MC (medico competente) il quale valuterà se effettivamente la richiesta fatta dal lavoratore sia correlata da rischi lavorativi.&lt;br /&gt;Ecco quando è necessaria la sorveglianza sanitaria:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esposizione al rumore (l'ipoacusia, detta anche sordità, è al primo posto tra le malattie professionali);&lt;br /&gt;Esposizione a vibrazioni;&lt;br /&gt;Esposizione a campi elettromagnetici, agenti chimici, mutageni e cancerogeni, amianto, agenti biologici;&lt;br /&gt;Addetti ai videoterminali (tra essi bisogna valutare il tempo di esposizione dei cabinisti alle luci nel caso in cui essi superino venti ore settimanali di esposizione);&lt;br /&gt;Movimentazione manuale dei carichi (i danni all'apparato muscolo-scheletrico sono al secondo posto tra le malattie professionali);&lt;br /&gt;Altre condizioni disergonomiche quali mansioni comportanti sovraccarico degli arti superiori;&lt;br /&gt;Altre normative specifiche quali quelle riguardanti il lavoro notturno, l'esposizione al silice e l'esposizione alle radiazioni ionizzanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa succede se il MC esprime parere di inidoneità del lavoratore alla sua mansione specifica?&lt;br /&gt;Il datore di lavoro (che ricordiamo è il sovrintendente delle fondazioni lirico sinfoniche o il direttore dei teatri) attua le misure indicate dal medico competente e, qualora le stesse prevedano un'inidoneità alla mansione specifica, adibisce il lavoratore, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ove possibile&lt;/span&gt; (e questo rappresenta un punto poco chiaro a mio avviso e comunque molto spesso richiede una valutazione di un giudice), ad altra mansione compatibile con il suo stato di salute (art. 42). Il lavoratore che viene adibito a mansioni inferiori conserva la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente svolte, nonchè la qualifica originaria. Qualora il lavoratore venga adibito a mansioni equivalenti o superiori si applicano le norme di cui all'art. 2103 c.c., fermo restando quanto previsto dall'art. 52 del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.&lt;br /&gt;L'inidoneità può essere giudicata anche parziale o temporanea con prescrizioni o limitazioni. In questo caso vanno precisati i limiti temporanei di validità.&lt;br /&gt;Il lavoratore che non concorda con i giudizi del medico competente può fare ricorso. Tale ricorso deve essere presentato entro trenta giorni dalla data di comunicazione&lt;br /&gt;del giudizio medesimo, all'organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti , la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo che le visite mediche non possono essere effettuate in fase preassuntiva, per accertare stati di gravidanza e, comunque, negli altri casi vietati dalla normativa vigente. Ho sentito dire a questo proposito che l'attuale governo di centro-destra sta valutando l'ipotesi di intervenire su questa norma. Vedremo prossimamente cosa avverrà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-7454499271837470189?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/7454499271837470189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=7454499271837470189' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/7454499271837470189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/7454499271837470189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/04/quando-e-necessaria-la-sorveglianza.html' title='Quando è necessaria la sorveglianza sanitaria'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SfNC_J8M3FI/AAAAAAAAAFE/i5wpvbHa1aM/s72-c/medicocompetente.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-2410565895963689976</id><published>2009-02-25T12:12:00.011+01:00</published><updated>2009-02-25T21:07:52.526+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione e Formazione'/><title type='text'>alcol e lavoro anche in teatro</title><content type='html'>Pubblichiamo un depliant informativo che vorrebbe aprire una discussione e iniziare una conoscenza più approfondita su come affrontare questo tema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alcolismo mina l'uomo. Lo rende inabile a&lt;br /&gt;vivere coscientemente la propria vita&lt;br /&gt;- J. London&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavoro sicuro senza alcol&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premessa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da sempre nella cultura classica ed occidentale l'abitudine di bere alcolici non è mai stata considerata con negatività. Pensate alla mitologia (il dio del vino Bacco) e alla nostre abitudini, per cui l'idea di convivialità e di festa spesso si associano al consumo quasi obbligato di alcolici .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale consumo può invece influenzare in modo negativo lo stato di salute delle persone , e in particolare , dei lavoratori, rappresentando un rilevante rischio per terzi ; infatti l'alcol può esporre a rischi di incidenti o infortuni anche in conseguenza di un singolo occasionale episodio di consumo.&lt;br /&gt;Ribadiamo che non è necessario essere alcolisti ( cioè avere un'esistenza compromessa da una impellente necessità di assumere alcol accompagnata da aumentata tolleranza agli alcolici o segni di astinenza) per essere un potenziale pericolo per se e per gli altri; è sufficiente un abuso occasionale!&lt;br /&gt;L'alcol interferisce con il metabolismo dei farmaci e delle sostanze chimiche a livello del fegato e puo' mutare pericolosamente la concentrazione dei farmaci stessi.&lt;br /&gt;Se si assumono farmaci non è consigliabile l'assunzione di bevande alcoliche e comunque è utile parlarne con il medico di famiglia .&lt;br /&gt;E' necessaria particolare cautela in caso di:&lt;br /&gt;malattie cardiache&lt;br /&gt;ipertensione arteriosa&lt;br /&gt;diabete e altre malattie metaboliche&lt;br /&gt;disturbi psicologici e psichiatrici in trattamento con sedativi, tranquillanti, ecc....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo che l'alcol, assunto in dosi adeguate,&lt;br /&gt;provochi tutti i sintomi dell'ubriachezza&lt;br /&gt;· O. Wilde&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il metabolismo dell'alcol&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa succede ad una bevanda alcolica nel nostro organismo?&lt;br /&gt;· Viene assorbita entro 20 minuti dall'assunzione nel tratto dell'intestino più vicino allo stomaco ( tratto prossimale). L'ingestione contemporanea di cibo ne rallenta l'assorbimento.&lt;br /&gt;· Si diffonde superando con facilità la barriera emato -encefalica (va al cervello !!!) e placentare ( donne in gravidanza, attente alla salute dei vostri figli!!!)&lt;br /&gt;· Nel fegato l'alcol si trasforma con una velocità proporzionale al peso del soggetto e al peso del fegato e si formano delle sostanze che sono OPPIACEI ENDOGENI; per questo bere puo' diventare simile a drogarsi!&lt;br /&gt;Infine l'alcol viene eliminato ; ma se la dose assunta in precedenza non è ancora stata eliminata si ha accumulo!!&lt;br /&gt;Cos'è l'alcolemia?&lt;br /&gt;E' la concentrazione di alcol nel sangue.&lt;br /&gt;L' alcolemia di ogni individuo dipende da numerosi fattori:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sesso (quello femminile è piu' sensibile)&lt;br /&gt;età (sono più a rischio bambini e anziani)&lt;br /&gt;modalità di consumazione (il digiuno ne favorisce l'assorbimento)&lt;br /&gt;dalla gradazione alcolica&lt;br /&gt;dal tipo di bevanda (quelle frizzanti sono assorbite piu' facilmente )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'ingestione di sostanze alcoliche , l'alcolemia cresce e raggiunge il picco massimo dopo un'ora, se si è a stomaco pieno, o dopo mezz'ora, se si è a digiuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come agisce l'alcol?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Effetti acuti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Modifiche psicologiche (affettive, cognitive, comportamentali)&lt;br /&gt;fenomeni di adattamento dell'organismo (come i derivati dell'oppio!)&lt;br /&gt;effetto simile alla dopamina, prodotta dal nostro organismo (che induce piacere!) inducendoci a consumare quantità sempre maggiori. eccitazione&lt;br /&gt;diminuzione della capacità di concentrarsi&lt;br /&gt;perdita dell'autocontrollo e dell'equilibrio psicomotorio&lt;br /&gt;compromissione delle capacità di giudizio&lt;br /&gt;modifica delle capacità sensoriali, (rallentamento dei tempi di reazione, ottundiimento delle percezioni sonore)&lt;br /&gt;disturbi motori (con equilibrio precario e difficoltà a prendere in mano gli oggetti), incontinenza sfinterica&lt;br /&gt;disturbi del Sistema Nervoso Centrale (fino al coma!)&lt;br /&gt;minore capacità di percezione del pericolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le arcinote stragi del sabato sera&lt;br /&gt;sono un triste esempio di tutto ciò!&lt;br /&gt;Effetti cronici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sintomi di astinenza&lt;br /&gt;aumento dell'uricemia e del livello di trigliceridi nel sangue&lt;br /&gt;alterazione dell'equilibrio acido-base&lt;br /&gt;depressione del sistema immunitario (maggiore suscettibilità alle infezioni)&lt;br /&gt;riduzione del campo visivo&lt;br /&gt;gravidanze a rischio malformazioni fetali, sindrome fetale alcolica (anche il feto diventa alcolizzato!)&lt;br /&gt;Ma cos'è la sindrome da astinenza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un insieme di sintomi che compaiono dopo 6-12 ore dall'ultima assunzione e possono perdurare parecchi giorni con comparsa di:&lt;br /&gt;ansia, agitazione, insonnia dopo 6 ore circa;&lt;br /&gt;allucinazioni dopo 24 ore;&lt;br /&gt;convulsioni dopo 48 ore;&lt;br /&gt;delirium tremens, ipotensione, tachicardia, incoordinazione motoria dopo 2-3 giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il problema di chi beve, pensai versandomi da bere.&lt;br /&gt;Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare;&lt;br /&gt;se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare;&lt;br /&gt;se non succede niente si beve per fare succedere qualcosa&lt;br /&gt;(H.C.Bukowsky)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che quantità di alcol c'è in un bicchiere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per approssimazione si può calcolare che ogni bicchiere di bevanda alcolica contenga 12 g. di alcol puro, che definiamo unità alcolica standard, quindi una lattina di birra (330 ml.) o un bicchiere di vino (125 ml.), un aperitivo alcolico (80 ml.) o un bicchierino di superalcolico (10 ml.) corrispondono ciascuno ad una unità alcolica.&lt;br /&gt;L'alcolemia è la concentrazione di alcol nel sangue: si misura in g/l grammi per litro.&lt;br /&gt;Una assunzione anche minima di bevande alcoliche può compromettere l'efficienza psicofisica di una persona. Il rischio è nullo solo se se non si consumano alcolici; è da considerarsi a basso rischio di malattia alcol-correlata una quantità di alcol giornaliera assunta a stomaco pieno, che non superi le 2-3 unità alcoliche per gli uomini e 1-2 unità per le donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_q1nJK2ULdAI/SaUsuhvNeeI/AAAAAAAAAAU/qhWB_jKLsf8/s1600-h/6.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5306696913767987682" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 248px; CURSOR: hand; HEIGHT: 90px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_q1nJK2ULdAI/SaUsuhvNeeI/AAAAAAAAAAU/qhWB_jKLsf8/s200/6.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_q1nJK2ULdAI/SaUsuhvNeeI/AAAAAAAAAAU/qhWB_jKLsf8/s1600-h/6.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_q1nJK2ULdAI/SaUtyXQQVjI/AAAAAAAAAAc/r7JVMjrHxsY/s1600-h/7.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5306698079184901682" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 118px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_q1nJK2ULdAI/SaUtyXQQVjI/AAAAAAAAAAc/r7JVMjrHxsY/s200/7.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_q1nJK2ULdAI/SaUsuhvNeeI/AAAAAAAAAAU/qhWB_jKLsf8/s1600-h/6.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo la modifica del Nuovo Codice della Strada art.186 (tasso alcolemico massimo ammesso 0.5g/l ).&lt;br /&gt;Con la Legge 24 luglio 2008 n.125 sono state ulteriormente inasprite le sanzioni precedenti&lt;br /&gt;1) alcolemia tra 0,5 e 0,8 gr/l: ammenda da 500 a 2000 euro, sospensione della patente per 3-6 mesi, decurtazione di 10 punti dalla patente&lt;br /&gt;2) alcolemia tra 0,8 e 1,5 gr/l: ammenda da 800 a 3200 euro, decurtazone di 10 punti dalla patente con sospensione delle stessa da 6 a 12 mesi ,arresto fino a sei mesi .&lt;br /&gt;3) alcolemia superiore a 1,5 gr/l: ammenda da 1500 a 6000 euro, decurtazione di 10 punti dalla patente con sospensione delle stessa da 1 a 2 anni , arresto da 6 a 12 mesi, confisca del veicolo.&lt;br /&gt;In caso di incidente, le pene sono raddoppiate ed applicato il fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni , qualora non sia già prevista la confisca.&lt;br /&gt;In caso di rifiuto di sottoporsi a test alcolimetrico :ammenda da 1500 a 6000 euro, sospensione della patente da 6 mesi a 2 anni (revoca in caso di recidiva), arresto da 3 a 12 mesi, confisca del veicolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcol, farmaci e droghe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alcol non deve essere assunto in concomitanza di terapie con:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Psicofarmaci: l'alcol ne potenzia gli effetti e questo puo' essere pericoloso in situazioni in cui il livello di attenzione deve essere alto&lt;br /&gt;· Antiepilettici: l'alcol ne diminuisce l'effetto con il rischio di insorgenza di crisi convulsive&lt;br /&gt;· Antibiotici iniettabili :rischio di reazioni avverse e conseguente collasso cardiocircolatorio&lt;br /&gt;· Antistaminici: che hanno come effetto collaterale la sonnolenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alcol assunto insieme alle droghe (hashish, anfetamine, cocaina, ecstasy, eroina ecc) determina gravi alterazioni psichiche con conseguenze imprevedibili e molto pericolose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alcol è un liquido prezioso: conserva&lt;br /&gt;tutto tranne i segreti&lt;br /&gt;(Cary Grant)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcol e lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si stima che almeno il 10% degli infortuni siano alcol-correlati (dati OMS) e le assenze dal lavoro dell'alcolista siano 3-4 volte superiori rispetto agli altri lavoratori con un elevatissimo costo sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alcol peraltro puo' interagire con alcune sostanze che si trovano in vari cicli produttivi; ecco mostriamo una tabella esemplificativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il protratto abuso di bevande alcoliche, si perdono progressivamente le proprie capacità lavorative (dopo 7 anni di alcolismo si stima una perdita del 15% delle capacità) ed insorgono problemi in famiglia, con necessità di ricorrere ad aiuti esterni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune situazioni possono favorire il consumo di alcolici:&lt;br /&gt;attività lavorative che comportano sforzi fisici;&lt;br /&gt;attività in condizioni ambientali che aumentano la sete;&lt;br /&gt;attività che prevedono frequenti situazioni di intrattenimento (venditori, rappresentanti)&lt;br /&gt;disponibilità di bevande alcoliche sul luogo di lavoro;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;responsabilità troppo pressanti o al contrario mansioni “svuotate”,&lt;br /&gt;pressioni da parte dei compagni di lavoro nell'uso di alcolici&lt;br /&gt;assenza di controlli e sanzioni&lt;br /&gt;attività a basse temperature&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la legge cosa dice?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'art. 15 della Legge 30 marzo 2001 N° ( Legge quadro in materia di alcol e problemi lavoro correlati)sancisce il divieto di somministrazione ed assunzione di bevande alcoliche nel corso di alcune attività lavorative&lt;br /&gt;Il Medico Competente o i Medici del Lavoro dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza con funzioni di vigilanza hanno la possibilità di effettuare controlli alcolimetrici negli ambienti di lavoro ove si svolgano attività a rischio per la sicurezza propria o di terzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IMPORTANTE : La legge considera alcoliche tutte le bevande superiori a 1,2 gradi di alcol e quindi anche le cosiddette “birre analcoliche”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Provvedimento del 16 Marzo 2006 della Conferenza Stato- Regioni ha reso attuativa la Legge 125 del 2001, emanando un elenco delle attività che comportano un rischio elevato di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumità o la salute di terzi e per la quale è fatto tassativo divieto di bevande alcoliche e superalcoliche.&lt;br /&gt;Sono compresi fra questi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;conduttori, conducenti, manovratori ed addetti agli scambi di veicoli con binario, rotaie&lt;br /&gt;addetti ad apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra&lt;br /&gt;personale sanitario di sala medica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conduttori di mezzi di trasporto su strada, su rotaia, su acqua, su aria compresi i carrellisti , trattoristi, collaudatori su pista e strada, bisarchisti&lt;br /&gt;Lavori in edilizia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;controllori di impianti pericolosi (impianti termici, caldaie, ecc)&lt;br /&gt;lavoratori che svolgono attività comportanti il potenziale utilizzo di armi da fuoco&lt;br /&gt;lavorazioni di cava e miniera&lt;br /&gt;addetti a lavori in altezza (sopra i due metri)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;guardie giurate, in generale tutte le attività implicanti livelli molto elevati di attenzione e vigilanza (compresi addetti a custodia e sorveglianza)&lt;br /&gt;lavoratori dei cementifici e delle fornaci&lt;br /&gt;lavoratori dell'industria chimica&lt;br /&gt;mansioni pericolose per cui è necessario un certificato di abilitazione&lt;br /&gt;(conduttori di generatori di vapore)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' chiaro comunque che non esiste alcun tipo di lavoro compatibile con l'uso di alcol o altre droghe sia per quanto concerne il rischio di infortunio sia per l'effetto negativo sulla qualità del lavoro, sulla produttività, sulle capacità di rapportarsi e cooperare con gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il D.Lgs. 81/08 prevede (art .41 comma 4) che la sorveglianza sanitaria sia anche finalizzata alla verifica di condizioni di alcoldipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti nei casi previsti dalla legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In caso di abuso acuto di alcol accertato o sospetto, il medico competente esprime giudizio di temporanea inidoneità alle mansioni a rischio per sé o per gli altri. La riammissione è subordinata alla rivalutazione del medico competente.&lt;br /&gt;Per la prevenzione/accertamento dell’abuso cronico di sostanze alcoliche nelle mansioni/attività previste dalla legge è prescritto un controllo sanitario periodico (esami ematologici specifici e visite specialistiche).&lt;br /&gt;In caso di accertamento di abuso di sostanze alcoliche, viene formulato giudizio di inidoneità alle mansioni a rischio da parte del medico competente, che invita il lavoratore a presentarsi al SERT di residenza. La reimmissione alle lavorazioni a rischio potrà avvenire solo dopo presentazione di certificato del suddetto Servizio attestante assenza di alcoldipendenza ovvero di avvenuta disintossicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lavoratori affetti da patologie alcolcorrelate che intendono accedere ai programmi terapeutici di riabilitazione e recupero sono tutelati dal D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, che prevede la concessione di congedo senza assegni con conservazione del posto di lavoro fino a 3 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metodi di misurazione disponibili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ABUSO ACUTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Saliva alcol-test&lt;br /&gt;· Misurazione dell'aria alveolare&lt;br /&gt;· Etanolo ematico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già dopo 6 ore è possibile non trovare elevati livelli di alcol nell'organismo; tali accertamenti sono pertanto inutili nel corso di visite mediche periodiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ABUSO CRONICO - ALCOLDIPENDENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Aumento del volume dei globuli rossi (volume globulare eritrocitario)&lt;br /&gt;· Aumento delle transaminasi (soprattutto AST)&lt;br /&gt;· Aumento dei trigliceridi e dell'acido urico (nei bevitori di vecchia data)&lt;br /&gt;· Gamma - GT : indicatore sensibile ma non specifico, in quanto influenzato da altre variabili: psicofarmaci, anticoncezionali, antireumatici, situazioni patologiche quali steatosi, ostruzioni biliari, epatiti ecc…&lt;br /&gt;· Dosaggio ematico della CDT (transferrina decarboidrata): indicatore specifico dell'abuso di alcol ma relativamente sensibile, che riflette il consumo di alcolici negli ultimi 14-15 giorni; l'assunzione di 50-80 g/die ne determina un aumento.&lt;br /&gt;Può essere comunque influenzato dalla carenza di ferro , dalla gravidanza e in caso di neoplasie epatiche o cirrosi biliare.&lt;br /&gt;l NUMERI VERDI&lt;br /&gt;· Alcoltel Assistenza in tema di Alcolismo 800.010.566&lt;br /&gt;· OSSFAD - ISS, Osservatorio sull'Alcol 800 63 2000 (Da Lunedì a Venerdì 10.00-16.00)&lt;br /&gt;· Telefono Ascolto 800.010.886 (Da Lunedì a Venerdì 15.30-22.00)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FONTI BIBLIOGRAFICHE_&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lavoro sicuro senza alcol”- Servizio sanitario nazionale – Regione Emilia&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sia.dfc.unifi.it/"&gt;http://sia.dfc.unifi.it/&lt;/a&gt; (Società Italiana di Alcologia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.oed.piemonte.it/dati.htm"&gt;http://www.oed.piemonte.it/dati.htm&lt;/a&gt; (Osservatorio epidemiologico delle Dipendenze) Regione Piemonte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I problemi alcol correlati” –ASOU S. Giovanni Battista di Torino ( a cura della dott.ssa A. Spigo –S.C. Medicina del Lavoro)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-2410565895963689976?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/2410565895963689976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=2410565895963689976' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2410565895963689976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2410565895963689976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/02/alcol-e-lavoro-anche-in-teatro.html' title='alcol e lavoro anche in teatro'/><author><name>stefania</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15912793983644255858</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_q1nJK2ULdAI/SaUsuhvNeeI/AAAAAAAAAAU/qhWB_jKLsf8/s72-c/6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-2980874394895347767</id><published>2009-02-20T21:11:00.001+01:00</published><updated>2009-04-16T12:01:25.471+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palcoscenico'/><title type='text'>leggere la scheda di sicurezza</title><content type='html'>In Teatro, nei differenti laboratori, vengono abitualmente utilizzati prodotti chimici.&lt;br /&gt;In tutti gli ambiti lavorativi, per introdurre prodotti chimici, è indispensabile richiedere la scheda di sicurezza al fornitore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le sostanze chimiche ed i preparati pericolosi poste in commercio in Italia devono essere accompagnate da una scheda di sicurezza, compilata a cura e sotto la responsabilità di chi la&lt;br /&gt; immette sul mercato (fabbricante, importatore, distributore). D.Lgs.52/97.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scheda deve essere aggiornata sulla base delle conoscenze tecniche e scientifiche più recenti, deve essere redatta in lingua italiana, e deve riportare la data di compilazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scheda di sicurezza, ben diversa dalla scheda tecnica ,è strumento indispensabile per un corretto uso della sostanza , per confrontarsi con RSPP e Medico Competente, da consegnare in pronto soccorso in caso di infortunio, da consultare in caso di dispersione accidentale.&lt;br /&gt;Fondamentale e semplice la lettura.&lt;br /&gt;Procurarsi su internet una scheda di sicurezza, di alcol, trielina, acetone o benzene.&lt;br /&gt;Controllare la data di aggiornamento. Schede aggiornate prima del 2003 non sono conformi.&lt;br /&gt;Verificare i 16 punti obbligatori e le relative informazioni:&lt;br /&gt;1.IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/DEL PREPARATO E DELLA SOCIETÀ/DELL'IMPRESA&lt;br /&gt;tutti i dati relativi, ma soprattutto il seguente recapito.Telefono di chiamata urgente&lt;br /&gt;2. IDENTIFICAZIONE DEI PERICOLI con classificazione CE e gli effetti negativi&lt;br /&gt;3. COMPOSIZIONE/INFORMAZIONI SUGLI INGREDIENTI&lt;br /&gt;Descrizione chimica, concentrazione delle differenti sostanze, ma soprattutto il numero di CAS che permette di ricercare su internet una scheda, eventualmente più completa e relativa a ciascun componente, le differenti frasi di rischio.&lt;br /&gt;Utile se si usano prodotti chimici scaricare i significati delle frasi di rischio R e dei consigli di prudenza S da tenere sul luogo di lavoro.&lt;br /&gt;4. MISURE DI PRIMO SOCCORSO devono essere chiare e dettagliate&lt;br /&gt;5. MISURE ANTINCENDIO&lt;br /&gt;Mezzi di estinzione. Pericoli particolari. Equipaggiamento di protezione antincendio. Altre raccomandazioni&lt;br /&gt;6. MISURE IN CASO DI RILASCIO ACCIDENTALE:&lt;br /&gt;Precauzioni individuali. Precauzioni ambientali. Metodi di bonifica in caso di dispersione accidentale&lt;br /&gt;7. MANIPOLAZIONE E IMMAGAZZINAMENTO&lt;br /&gt;Precauzioni nella manipolazione. - Raccomandazioni generali. Raccomandazioni per prevenire rischi d'incendio ed esplosione. Raccomandazioni per prevenire rischi tossicologici. Raccomandazioni per prevenire la contaminazione dell'ambiente.&lt;br /&gt;Condizioni di immagazzinamento. Tipo d'imballaggio, Quantità limite, secondo la Direttiva 96/82/CE~2003/105/CE (Seveso III). Usi particolari&lt;br /&gt;8. CONTROLLO DELL'ESPOSIZIONE/PROTEZIONE INDIVIDUALE 98/24/CE&lt;br /&gt;punto piuttosto critico, serve ad indicare Valori limiti d'esposizione (TLV) espressi, a seconda del prodotto , per anno TLV-STEL Anno, per ore lavorative esempio:&lt;br /&gt;Controlli dell'esposizione professionale, Direttiva 89/686/CEE:&lt;br /&gt;Provvedere ad una ventilazione adeguata. Deve essere assicurata una buona ventilazione locale e un buon sistema&lt;br /&gt;di ricambio d'aria generale. Se queste misure non sono sufficienti a tenere le concentrazioni di particelle e vapori sotto&lt;br /&gt;il limite d'esposizione professionale, è necessario far uso di adeguati mezzi di protezione respiratorie.&lt;br /&gt;- Richiesta di ventilazione : 24. m3/l (massimo) Aria/Preparato&lt;br /&gt;per mantenersi al di sotto il valore TLV del prodotto.&lt;br /&gt;Elenco dei dispositivi di protezione individuale da usare e delle relative caratteristiche&lt;br /&gt;Controlli dell'esposizione ambientale esempio:&lt;br /&gt;Evitare qualsiasi versamento nell'ambiente. Evitare l'emissione nell'atmosfera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. PROPRIETÀ FISICHE E CHIMICHE&lt;br /&gt;punto molto dettagliato e tecnico&lt;br /&gt;10. STABILITÁ E REATTIVITÁ&lt;br /&gt;Condizioni da evitare:&lt;br /&gt;Stabile alle condizioni raccomandate di stoccaggio e manipolazione.Esempio:&lt;br /&gt;- Calore: Tenere lontano da fonti di calore.&lt;br /&gt;- Luce: Se possibile, evitare l'incidenza diretta delle radiazioni solari.&lt;br /&gt;- Aria: Non applicabile.&lt;br /&gt;- Pressione: Non applicabile.&lt;br /&gt;- Urti: Non applicabile.&lt;br /&gt;Materie da evitare: esempio:&lt;br /&gt;Possibile reazione pericolosa con acidi.&lt;br /&gt;Decomposizione termica:esempio.&lt;br /&gt;Come conseguenza della scomposizione termica, possono formarsi prodotti pericolosi.&lt;br /&gt;11. INFORMAZIONI TOSSICOLOGICHE&lt;br /&gt;La classificazione&lt;br /&gt;tossicologica dovrebbe avvenire mediante il metodo di calcolo convenzionale della Direttiva&lt;br /&gt;1999/45/CE.&lt;br /&gt;Effetti tossicologici:punto fondamentale: specifica quali organi del corpo umano potrebbero essere&lt;br /&gt;Danneggiati o quali malattie potrebbe provocare i prodotto.&lt;br /&gt;Indica anche le condizioni per cui con dose al 50% si ha la morte nelle cavie e per quale via, esempio:&lt;br /&gt;Dose e concentrazioni letali&lt;br /&gt;da componenti individuali :&lt;br /&gt;DL50 Orale DL50 Cutanea CL50 Inalazione&lt;br /&gt;mg/kg mg/kg mg/m3.4ore 5500. Ratto 8500. Coniglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. INFORMAZIONI ECOLOGICHE esempio:&lt;br /&gt;Mobilità:&lt;br /&gt;- Spargimento nel suolo: Evitare l'infiltrazione nel terreno.&lt;br /&gt;- Spargimento in acqua: Tossico per gli organismi acquatici. Può provocare a lungo termine effetti negativi per&lt;br /&gt;l'ambiente acquatico. Non si deve permettere che il prodotto arrivi a fognature, scarichi o corsi d'acqua.&lt;br /&gt;- Emissioni nell'atmosfera: A seguito della volatilità, si possono produrre emissioni nell'atmosfera durante la&lt;br /&gt;manipolazione ed uso. Evitare l'emissione nell'atmosfera.&lt;br /&gt;Persistenza e degradabilità:&lt;br /&gt;Altri effetti nocivi&lt;br /&gt;13. CONSIDERAZIONI SULLO SMALTIMENTO&lt;br /&gt;Manipolazione dei residui. Eliminazione d'imballaggi vuoti&lt;br /&gt;Procedimenti di neutralizzazione o distruzione del prodotto:esempio.&lt;br /&gt;Discarica autorizzata, secondo il regolamento locale.&lt;br /&gt;14. INFORMAZIONI SUL TRASPORTO&lt;br /&gt;15. INFORMAZIONI SULLA REGOLAMENTAZIONE&lt;br /&gt;Etichettatura CE: esempio:&lt;br /&gt; N&lt;br /&gt;Il prodotto è etichettatto come PERICOLOSO PER L'AMBIENTE conforme&lt;br /&gt;alle Direttive 67/548/CEE~2004/73/CE e 1999/45/CE~2006/8/CE&lt;br /&gt;- Frasi R:&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;- Frasi S:&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;16. ALTRE INFORMAZIONI&lt;br /&gt;Testo delle frasi R riportate nelle sezione 2 e 3.&lt;br /&gt;Legislazioni sulle Schede di Sicurezza:&lt;br /&gt;Scheda di Sicurezza d'accordo con il Anesso II del Regolamento (CE) nº 1907/2006 (REACH).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Accordo europeo sul trasporto internazionale dei materiali pericolosi su strada, (ADR 2007).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data di revisione: Data di stampa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le informazioni contenute in questa scheda di sicurezza, si basano sulle nostre attuali conoscenze e le leggi vigenti dell'UE&lt;br /&gt;e nazionali, mentre le condizioni di lavoro degli utenti è fuori dalla nostra conoscenza e controllo. Il prodotto non va usato&lt;br /&gt;per scopi diversi da quelli indicati, senza aver ottenuto preventive istruzioni scritte per la sua manipolazione. È sempre&lt;br /&gt;responsabilità dell'utilizzatore conformarsi alle norme d'igiene, sicurezza e protezione dell'ambiente previste dalle leggi&lt;br /&gt;vigenti. Le informazioni contenute in questa scheda di sicurezza sono da intendere come descrizione delle caratteristiche&lt;br /&gt;del preparato ai fini della sicurezza: non sono da considerarsi garanzie delle proprietà del prodotto stesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-2980874394895347767?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/2980874394895347767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=2980874394895347767' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2980874394895347767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2980874394895347767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/02/leggere-la-scheda-di-sicurezza.html' title='leggere la scheda di sicurezza'/><author><name>stefania</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15912793983644255858</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-6394340998922859218</id><published>2009-01-17T16:36:00.004+01:00</published><updated>2009-01-17T17:29:19.573+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palcoscenico'/><title type='text'>STAGISTI E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SXIHR00AEoI/AAAAAAAAAEw/Oe0VYnykWNg/s1600-h/scarpe+infortunistica.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SXIHR00AEoI/AAAAAAAAAEw/Oe0VYnykWNg/s200/scarpe+infortunistica.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292300514929676930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'articolo che segue è tratto dalla rivista, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;articolo 19,&lt;/span&gt; numero 4 del luglio-agosto 2008, edita dal SIRS. Leopoldo Magelli è l'autore dell'articolo ed  affronta il tema degli stagisti che spesso troviamo sui palcoscenici dei teatri ad affiancare i tecnici di palcoscenico e di manutenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tema di dispositivi di protezione individuale (DPI) è particolarmente diffuso il dubbio sulla gestione relativa alla fornitura di DPI (es. scarpe infortunistiche) all'interno di quelle aziende che ospitano i ragazzi per periodi di stage.&lt;br /&gt;Il dubbio è relativo all'obbligo di fornire ai ragazzi i DPI: è di competenza dell'azienda o compete all'ente di formazione/scuola che invia i ragazzi in stage?&lt;br /&gt;Per fare chiarezza su questo aspetto, precisiamo che è indubbio che l'onere di fornire DPI ai ragazzi in stage all'interno dell'azianda spetta al datore di lavoro dell'azienda.&lt;br /&gt;Infatti:&lt;br /&gt;1) l'art. 18, comma 1, lett. d, del D.Lgs. 81/2008, individua tra gli obblighi del datore di lavoro "fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il RSPP e il medico competente, ove presente";&lt;br /&gt;2)quindi, se nel lavoro svolto e nell'ambiente in cui si svolge si ravvisa l'esigenza dell'uso dei DPI, è dovere del datore di lavoro fornirli a tutti i lavoratori (nonchè, vedi stesso articolo e comma, lett. f, esigerne l'uso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma gli stagisti sono da considerarsi lavoratori? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Andiamo a vedere la definizione di lavoratore (art. 2, comma 1, lett. a): per "lavoratore" si intende la persona che indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione...; inoltre, ai lavoratori sono equiparati i soggetti beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento.&lt;br /&gt;Pare dunque evidente che gli stagisti vadano a tutti gli effetti considerati come lavoratori, e come tali hanno diritto che vengano loro forniti, ove necessario, i DPI, a cura del datore di lavoro.&lt;br /&gt;Il fatto che gli stagisti stiano spesso in azienda per periodi molto brevi non cambia nulla della situazione: per il tempo che stanno in azienda devono usare, se in quella postazione di lavoro è necessario, i DPI.&lt;br /&gt;Ciò non specifica che alla fine dello stage i DPI debbano essere gettati via e non più utilizzati da alcuno, al contrario, potranno essere utilizzati da altri stagisti, previa esecuzione di alcune semplici procedure di pulizia e disinfezione.&lt;br /&gt;Infatti, se è vero che il datore di lavoro deve destinare ogni DPI ad un uso personale, è altrettanto vero anche che, qualora le circostanze richiedano l'uso di uno stesso DPI da parte di più persone il datore di lavoro può procedere in tal senso, purchè prenda misure adeguate affinchè tale uso (che sarebbe di fatto promiscuo) non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori (vedi art. 77 del D.Lgs. 81/2008, comma 4, lett. d).&lt;br /&gt;E' superfluo ricordare che, nel caso si tratti di scarpe, un parametro da cui non si può prescindere per un uso promiscuo è il numero.&lt;br /&gt;Quindi, in conclusione, l'azienda potrebbe dotarsi di un "parco scarpe" idonee, con numeri diversi, da utilizzare per gli stagisti, garantendone pulizia e disinfezione al momento di passare da un utilizzatore ad un altro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-6394340998922859218?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/6394340998922859218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=6394340998922859218' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/6394340998922859218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/6394340998922859218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/01/stagisti-e-dispositivi-di-protezione.html' title='STAGISTI E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SXIHR00AEoI/AAAAAAAAAEw/Oe0VYnykWNg/s72-c/scarpe+infortunistica.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-2343670439291193572</id><published>2009-01-17T16:01:00.002+01:00</published><updated>2009-01-17T16:31:29.783+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medico Competente'/><title type='text'>MEDICO COMPETENTE E MEDICO CURANTE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SXH5vifwflI/AAAAAAAAAEo/niebLwcZE50/s1600-h/medico.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 67px; height: 130px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SXH5vifwflI/AAAAAAAAAEo/niebLwcZE50/s200/medico.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292285632246218322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo articolo, tratto dalla rivista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;articolo 19&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;numero 4 del luglio-agosto 2008&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;edita dal SIRS, affronta un tema la cui conoscenza può risultare utile; l'articolo infatti prova a sviluppare due quesiti e cioè:&lt;br /&gt;1) è lecito che il medico competente (MC) acquisisca il nominativo del medico curante dei lavoratori?&lt;br /&gt;2) è lecito che il MC chieda o fornisca informazioni al medico curante del lavoratore (e viceversa)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la prima domanda, Leopoldo Magelli autore di questo articolo prova a dare una sua risposta:&lt;br /&gt;" Il fatto che il MC acquisisca il nominativo del medico curante di ogni lavoratore è non solo lecito, ma è dovuto per legge; infatti nell'allegato III del D.Lgs. 81/2008 si riporta il fac-simile della cartella sanitaria e di rischio che il MC deve attivare per ogni lavoratore e nella prima pagina, subito dopo i dati anagrafici del lavoratore, compaiono le seguenti voci: nominativo del medico curante, suo indirizzo e telefono. Si noti che il MC che non istituisca ed aggiorni la suddetta cartella è sanzionabile".&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la seconda domanda ecco la risposta di Magelli:&lt;br /&gt;"Questo punto non è espressamente richiamato tra gli obblighi del MC ma non è nemmeno in alcun modo vietato.&lt;br /&gt;Il problema che potrebbe porsi è quello del segreto professionale (in particolare, il MC potrebbe acquisire dal medico curante informazioni riservate sul lavoratore che potrebbe utilizzare "contro" il lavoratore stesso, ma non si può impostare un discorso su una presunta malafede!).&lt;br /&gt;In realtà l'art. 622 del Codice Penale "rivelazione del segreto professionale" così recita: Chiunque, avendo notizia per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o arte, di un segreto, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, è punito (....) Il delitto è punibile a querela della persona offesa".&lt;br /&gt;Mi pare evidente che il nostro discorso non si colloca certo in questo campo, in quanto l'eventuale segreto professionale non viene rivelato a terzi estranei, ma ad un altro medico che deve tutelare la salute del lavoratore, e che è a sua volta tenuto al segreto professionale; inoltre, essendo la finalità della trasmissione dei dati sanitari legata all'esigenza di una miglior tutela della salute del lavoratore, si configura a mio avviso la "giusta causa" citata nell'art. 622 sopra riportato.&lt;br /&gt;Da molto tempo buona parte dei MC mantengono sistematici e regolari rapporti con i medici curanti. L'unico problema che può restare aperto è quello (più teorico che reale) in cui il lavoratore diffidi formalmente il suo medico curante dal fornire informazioni sulla sua salute al MC: in questo caso la situazione diventa estremamente delicata ed apre la strada ad un contenzioso piuttosto complesso, che richiederebbe un approfondimento che va oltre la finalità di questo articolo".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-2343670439291193572?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/2343670439291193572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=2343670439291193572' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2343670439291193572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2343670439291193572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/01/medico-competente-e-medico-curante.html' title='MEDICO COMPETENTE E MEDICO CURANTE'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SXH5vifwflI/AAAAAAAAAEo/niebLwcZE50/s72-c/medico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-8705061375625329935</id><published>2009-01-15T21:59:00.003+01:00</published><updated>2009-06-30T16:19:46.980+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palcoscenico'/><title type='text'>IMPIANTI ELETTRICI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SW-mkZlk6dI/AAAAAAAAAEg/fijY5D7P7kU/s1600-h/teatro+comunale+bologna.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 135px; height: 135px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SW-mkZlk6dI/AAAAAAAAAEg/fijY5D7P7kU/s200/teatro+comunale+bologna.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291631231457618386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il seguente lavoro sugli impianti elettrici teatrali è stato realizzato dall'Accademia della luce con sede ad Umbertide (PG). Per maggiori informazioni sull'Accademia vi invito a visitare il loro sito internet: &lt;br /&gt;&lt;a href="http://lighteducation.com/"&gt;Light Education&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="content"&gt;Nella progettazione di un nuovo teatro o nella ristrutturazione di uno già       esistente, uno dei punti fondamentali è ovviamente l'impianto       elettrico.  Il progettista che si accosta a un teatro per la prima volta,       dopo aver esaminato le norme specifiche, incomincia a sentirsi a disagio       quando passa ad approfondire assieme al committente e ai tecnici del teatro       le esigenze che gli vengono presentate dai tecnici stessi in quanto, anche       se in linea di massima gli impianti teatrali possono essere tutti simili,       in pratica, in un teatro l'uso delle luci è uno strumento artistico       e, quindi, l'utilizzo, e di conseguenza la progettazione dettagliata, deve       conciliare le norme tecniche ed economiche di un impianto elettrico con la       necessità di una direzione artistica che richiede soluzioni diverse       per ogni rappresentazione teatrale.  Per ottenere un risultato positivo       nella progettazione di impianto in un teatro è quindi spesso necessario       che al progettista si affianchi un bravo tecnico luci teatrali come       consulente.         &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;u&gt;Tipi di impianti luce&lt;a name="Tipi di impianto"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      Gli impianti elettrici nelle installazioni teatrali possono essere suddivisi       in impianti per l'alimentazione delle utenze tecniche (impianto di       condizionamento, motori, macchine di scena, luci di sicurezza, ecc.) e impianti       luce.  Questi ultimi si possono ulteriormente distinguere in impianti       luce generici e impianti luce per lo spettacolo.  L'impianto luci generiche       è sostanzialmente un impianto di tipo industriale per l'alimentazione       dei vari punti luce disposti nel teatro secondo le regole della illuminotecnica       e dell'architettura e controllati da quadri di zona e interruttori secondo       la tecnica di un impianto elettrico generico senza particolari esigenze       specifiche teatrali se non quelle logistiche imposte dalle condizioni d'utilizzo       dell'ambiente nel rispetto della normativa tecnica prevista.  L'impianto       luci per lo spettacolo si può distinguere da quello per luci generiche       per la finalità dell'utilizzo degli apparecchi illuminanti.        Le luci per lo spettacolo devono poter essere controllate non solo per esigenze       illuminotecniche, ma anche come strumento artistico fondamentale per le       rappresentazioni teatrali.  Queste utenze possono essere sia luci regolate       che luci dirette.  Per luci regolate si intendono quelle che possono       essere poste solo nelle situazioni di acceso o spento.       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;a href="http://www.lighteducation.com/article.php?sid=17#Torna%20all%27inizio"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;u&gt;Norme di riferimento&lt;a name="Norme"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      L'impianto riguardante le "luci di spettacolo", che trae origine dal quadro       generale di bassa tensione del teatro e che nella zona palcoscenico è       affiancata dall'impianto per il servizio di luci di sicurezza e dall'impianto       di luci bianco o blu di scena e di servizio, alimenta le utenze specifiche       per la gestione degli spettacoli teatrali.  Ovviamente tutti gli ambienti       interessati, esclusi i locali tecnici di servizio, devono ritenersi classificati       come "luoghi di pubblico spettacolo" e, quindi, essere soggetti alla normativa       CEI64-8/7 capitolo 752, oltre naturalmente a quelle più generali.        In particolare in tutta la zona definita come palcoscenico l'impianto deve       garantire un grado di protezione minimo pari a IP44.  Le altre norme       tecniche di riferimento che devono essere eseguite, sono la legge 186 del       01/03/1962 (regola d'arte), la circolare n°16 del 15/02/1951 1962 (norme       relative ai locali di pubblico spettacolo), le norme CEI relative agli impianti       elettrici utilizzatori, le norme IEC (Commissione Elettrotecnica Internazionale),       le raccomandazioni I.S.P.E.L.S. e le prescrizioni e raccomandazioni VV.FF.        Il calcolo dei carici elettrici gravanti sull'impianto deve essere eseguito       sulle reali necessità del singolo teatro tenendo come indicazione       di massima per un teatro medio con fossa orchestrale che la potenza utilizzato       dal servizio delle luci di scena può essere circa il 25% del totale,       le luci di emergenza un 1%, i servizi di palco un 3%, la zona camerini il       2%, il quadro regia l'1%, il quadro della fossa orchestrale il 2%.        E' consigliabile installare una potenza di circa il 60% superiore a quella       assorbita calcolata da progetto.        &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;u&gt;Selezionamento dell'impianto&lt;a name="Selezionamento"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      Il quadro generale luci sceniche, che riceve l'alimentazione direttamente       dal quadro generale di bassa tensione del teatro, distribuisce l'energia       ai vari quadri della zona che possono essere i quadri dei regolatori delle       luci di scena, i quadri delle luci di scena dirette e di servizio, il quadro       per l'alimentazione delle apparecchiature di un eventuale compagnia itinerante       e gli altri quadri resi necessari dai servizi richiesti dal teatro.        Il quadro dei regolatori delle luci di scena alimentando i dimmer di regolazione       delle luci è il punto nel quale l'impianto luci sceniche inizia a       discostarsi da un impianto "tradizionale".  I gruppi dimmer, raccolti       in armadi ad alimentazione trifase e posti comunemente in un locale apposito       adiacente al palcoscenico, ricevono l'alimentazione del quadro dei regolatori       e alimentano le utenze che possono essere sia apparecchi illuminanti che       prese di alimentazione.  Ogni dimmer alimenta un circuito che può       essere normalmente da 2,5kW o da 5kW, raramente anche da 10kW.  E' evidente       che a parità di potenza installata, più numerosi sono i circuiti,       più flessibile risulta la gestione del parco luci.  I dimmer       devono essere controllati da una posizione remota, fondamentalmente localizzate       nel locale regia, ma con la possibilità di essere spostata in altre       zone del teatro, tramite una consolle specifica dedicata a questo.        Questo controllo, una volta eseguito attraverso un fascio di cavi che       trasportavano una tensione di controllo tra 0 e 10V a ogni singolo canale,       lo si ottiene secondo il protocollo DMX512 attraverso un singolo cavetto       a due coppie oltre allo schermo.   Il collegamento delle utenze       ai dimmer tradizionalmente avviene attraverso un quadro di spinamento formato       da una batteria di spine a pannello (una per ogni circuito) e una di prese       (una per ogni canale dimmer) e un fascio di fruste spina/presa che collegano       una determinata utenza a un canale dimmer.  Attualmente sempre più       teatri si adeguano alle innovazioni tecnologiche ed eliminano il quadro di       spinamento, con notevole risparmio di costi, spazio e possibili guasti, per       utilizzare uno spinamento "software", la cosiddetta funzione di patch, inserito       nelle funzioni della consolle di regia che consente tramite tastiera di       indirizzare qualsivoglia circuito della consolle a qualsivoglia dimmer.        Resta comunque da tenere in considerazione in fase di progettazione che il       quadro di spinamento del palcoscenico delle apparecchiature delle compagnie       itineranti, funzione che deve essere comunque garantita con un opportuno       sistema di commutatori.  Tutte le linee destinate alle utenze luce di       spettacolo vengono comunemente terminate su spine fisse normalmente raggruppate       in quadretti per più circuiti ma in numero non superiore a 5.        (CEI 64-8, art. 752.55.1) e che fanno capo a un interruttore automatico       differenziale sito nel quadro di settore.  Questi gruppi di prese devono       essere distribuiti in modo da coprire tutte le esigenze dello spettacolo       e dei servizi a esso connessi e, quindi, sia a livello di piano palcoscenico,       che sui diversi ballatoi di manovra, che in graticcia.  Oltre alla zona       del palcoscenico è comunque indispensabile prevedere la necessità       di posizionare corpi illuminanti anche nella sala, sulle pareti laterali       a lato del boccascena, a soffitto e sulla parete di fondo o sulla balconata       o sui palchi.  A tutti questi gruppi di prese devono inoltre essere       affiancate anche prese non regolate per l'alimentazione degli apparecchi       che non richiedono regolazione o che non la accettano, come, per esempio,       i proiettori a scarica.       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;a href="http://www.lighteducation.com/article.php?sid=17#Torna%20all%27inizio"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;u&gt;Conclusioni&lt;a name="Conclusioni"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      Pur non potendo approfondire ulteriormente l'argomento è comunque       da tenere presente che alle parti fondamentali trattate si affiancano altri       impianti secondari di segnalazione, controllo e servizio indispensabili per       la gestione delle luci di spettacolo basate sulle nuove tecnologie di       trasmissione dei segnali tramite reti di tipo Ethernet che consentono di       ottimizzare l'impianto senza i limiti fino a ora molto rigidi imposti dal       protocollo DMX512.&lt;u&gt;Le caratteristiche       degli impianti elettrici secondo la Norma CEI64-8&lt;/u&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt; Nella realizzazione di un locale di pubblico spettacolo (anche se di uso temporaneo) si devono seguire fedelmente alcune norme specifiche intese ad assicurare il massimo grado possibile di sicurezza per gli spettatori. In questo articolo vengono esaminate in maggior dettaglio le caratteristiche degli impianti elettrici, alla luce di quanto disposto dalla Norma CEI64-8 nella parte 7 sez.752 nella quale vengono recepite e integrate le disposizioni già contenute nella precedente norma CEI64-10. I locali di pubblico spettacolo sono compresi nella categoria più generale degli ambienti a maggior rischio di incendio, contemplati nella norma CEI64-8/7 attualmente in vigore; il progettista di impianti deve valutare il rischio relativo all'incendio sulla base di alcuni parametri fra quali: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;span class="content"&gt; &lt;li&gt;    densità di affollamento;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;    massimo affollamento ipotizzabile;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;    capacità di deflusso o di sfollamento;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;    entità presumibile del danno a persone, animali e cose;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;    comportamento al fuoco delle strutture;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;    tipo di utilizzazione dell'ambiente;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;    situazione organizzata riguardo alla protezione antincendio;       &lt;/li&gt;&lt;/span&gt;&lt;/ul&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      Va ricordato che le precisioni che qui si esaminano vanno dagli impianti       nuovi o sottoposti a trasformazioni significative dopo il 1990, agli impianti       preesistenti sono considerati di livello accettabile se rispondono ai requisiti       della precedente norma CEI64-2 per i locali di classe 3.        &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;u&gt;Caratteristiche generali dell'impianto elettrico&lt;/u&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      Oltre ai requisiti generali contemplati dalla norma CEI64-8, gli impianti       installati nei luoghi a maggior rischio di incendio (e fra questi i locali       di pubblico spettacolo) devono seguire le seguenti prescrizioni:       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;span class="content"&gt; &lt;li&gt;    I componenti elettrici installati devono essere limitati a quelli necessari    per gli usi previsti, solo le condutture possono essere in transito (attenzione    quindi alla ridondanza);  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;    Nel sistema delle vie di uscita non devono essere presenti dispositivi contenenti    fluidi infiammabile/trasformatori in olio, condensatori di rifasamento;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;    I dispositivi di comando, controllo e manovra presenti nelle zone accessibili    al pubblico devono essere chiusi in armadi o scatole apribili solo con chiave    o attrezzo; devono essere rispettate le distanze minime previste tra gli    apparecchi di illuminazione e le superfici illuminate, se queste sono di    materiale combustibile (questa regola vale in particolare per i proiettori    di elevata potenza);  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;    E' vietato l'uso del sistema di distribuzione TN-C (Neutro e conduttore di    protezione coincidenti);  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;    Le condutture elettriche che attraversano le vie di uscita di sicurezza non    devono costituire intralcio o ostacolo al deflusso e devono essere poste    entro involucri o dietro barriere che ne garantiscono adeguata protezione    contro i danneggiamenti meccanici.       &lt;/li&gt;&lt;/span&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span class="content"&gt;&lt;u&gt;La norma CEI64-8/4       stabilisce le metodiche per questa tipologia di protezione&lt;/u&gt;       &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt; &lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;      &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;        &lt;td&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fig.1-Simboli   del divieto di collegamento a terra e del doppio   isolamento&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;    &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;span&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/center&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt; &lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;      &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;        &lt;td&gt;&lt;span&gt;&lt;img src="http://www.lighteducation.com/images/manuale/Fig.1-sez.15.gif" tppabs="http://www.lighteducation.com/manuale/Fig.1-sez.15.gif" width="217" border="0" height="131" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;    &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;span&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/center&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      "Contatto diretto" e "Contatto indiretto" con riferimento all'esigenza di       impedire la possibilità di infortunio derivante dal contatto tra persone       e parti metalliche sotto tensione; dei due tipi di contatto, quello "indiretto"       è sicuramente il più insidioso poiché riguarda parti       metalliche normalmente non in tensione e quindi facilmente accessibili.        L'origine dell'incidente elettrico per contatto indiretto è normalmente       da ricercare nell'isolamento delle parti elettriche con conseguente contatto       tra conduttori vivi e carcassa metallica dell'apparecchiatura; per scongiurare       tale evento, risulta quindi utilizzabile una strategia mirata a garantire       l'integrità dell'isolamento elettrico in tutte le prevedibili condizioni       operative dell'apparecchiatura stessa, rendendo pertanto superfluo (se non       addirittura controindicato) il collegamento ad un impianto di terra di protezione       corredato eventualmente di un dispositivo di interruzione automatica.        Tale filosofia costruttiva si riscontra assai diffusamente negli apparecchi       elettrodomestici, i quali erano (fino all'entrata in vigore della legge 46/90)       normalmente utilizzati in ambienti domestici i cui impianti di distribuzione       dell'energia elettrica erano privi di terra di protezione o erano dotati       di un impianto di terra non soggetto a verifiche.  Nelle applicazioni       industriali, il DPR547/55 prescrive la presenza di un efficace impianto di       messa a terra in tutti i luoghi di lavoro; ciò non toglie che, per       comprovate esigenze funzionali, la protezione contro i contatti indiretti       non possa essere ottenuta con metodi diversi dalla classica combinazione       impianto di terra/interruzione automatica.  La norma CEI64-8/4 prevede,       infatti, "la protezione senza collegamento delle masse a terra e quindi senza       interruzione automatica del circuito" ottenuta con:       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;a href="http://www.lighteducation.com/article.php?sid=17#Classe%20II"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:red;"&gt;a) Impiego di componenti       con isolamento rinforzato (classe II);&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;a href="http://www.lighteducation.com/article.php?sid=17#Separazione%20elettrica"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:red;"&gt;b) Separazione       elettrica del sistema protetto.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;u&gt;Le apparecchiature di classe II&lt;a name="Classe II"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt; &lt;span class="content"&gt;      Come già accennato, laddove non si sia certi della presenza di un       efficace impianto di terra, è necessario che l'apparecchiatura sia       protetto per mezzo di un doppio isolamento delle parti vive; in tale modo,       anche in caso di cedimento dell'isolamento principale, rimane affidabile       l'isolamento supplementare.  Per meglio comprendere il concetto alla       base del doppio isolamento, è necessario chiarire le definizioni date       dalle norme:       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt; &lt;span class="content"&gt; &lt;/span&gt;&lt;h6 align="left"&gt; &lt;span class="content"&gt;   -Isolamento funzionale: è l'isolamento che, separando conduttori e    diversa tensione, rende possibile il funzionamento dell'apparecchiatura.    &lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 align="left"&gt; &lt;span class="content"&gt;     -Isolamento supplementare: è un isolamento indipendente, aggiunto      a quello principale allo scopo di realizzare il doppio isolamento.    &lt;/span&gt;&lt;/h6&gt; &lt;span class="content"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt; &lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;      &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;        &lt;td&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fig.2-Sezione   di cavo bipolare in doppio isolamento&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;    &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;span&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/center&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt; &lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;      &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;        &lt;td&gt;&lt;span&gt;&lt;img src="http://www.lighteducation.com/images/manuale/Fig.2-sez.15.gif" tppabs="http://www.lighteducation.com/manuale/Fig.2-sez.15.gif" width="206" border="0" height="131" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;    &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;span&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/center&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      Di norma, l'isolamento funzionale non deve essere considerato isolamento       di protezione, si pensi per esempio alla smaltatura del filo con cui si       realizzano gli avvolgimenti di un trasformatore.  Eventuali parti metalliche       accessibili (facenti parte dell'involucro esterno) non devono essere collegate       all'impianto di terra (se esistente) onde evitare il pericolo della massa       estranea ovvero dell'introduzione di potenziali elettrici pericolosi causati       da guasti in altre apparecchiature collegate all'impianto.  A tale proposito       è bene ricordare che un collegamento a terra "improprio" con conseguente       creazione di massa estranea può essere originato dalle schermature       dei cavi di segnale; in tali casi è opportuno verificare le indipendenze       dei vari rami del circuito di terra in modo da essere rassicurati circa il       coordinamento delle protezioni, le quali rimangono, a questo punto, l'unica       misura di sicurezza su cui contare.  Nel mondo delle apparecchiature       audio e in generale delle apparecchiature per lo spettacolo, esiste purtroppo       una notevole varietà di tipologie in merito al collegamento a terra;       alcune apparecchiature di origine Hi-Fi (ad uso domestico) sono di classe       II, altri di origine professionale prevedono il collegamento a terra ma,       purtroppo prevedono anche interazioni non del tutto standardizzate tra terra       di protezione e terra di segnale.  Le conseguenze di questa       incompatibilità sono note a tutti e talvolta, purtroppo, le esigenze       sono sacrificate a quelle della funzionalità.        &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;u&gt;La protezione per separazione       elettrica&lt;a name="Separazione elettrica"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt; Il principio ispiratore       della protezione per separazione elettrica è l'interruzione permanente       della via di richiusura di un eventuale corrente di guasto per mezzo di un       trasformatore di isolamento, ovvero di un trasformatore in grado di assicurare       la completa separazione (anche in caso di guasto) tra l'avvolgimento primario       e l'avvolgimento secondario; detto trasformatore può avere rapporto       di trasformazione 1:1, o abbassare il valore della tensione al secondario       fino a valori a 50Vca, in questo caso esso viene definito "trasformatore       di sicurezza".  Nel caso di un singolo guasto a massa nel circuito       secondario non si generano correnti di guasto in quanto il relativo circuito       è interrotto dal trasformatore; in realtà, una debole corrente       circola ugualmente a causa della capacità parassite tra i cavi e la       terra ed è per questo che la norma raccomanda di limitare lo sviluppo       del circuito secondario in modo che il prodotto tra la tensione nominale       e la lunghezza non superi il valore di 100.000 e, comunque, la lunghezza       massima della conduttura non superi i 500 metri.  E' di fondamentale       importanza che il trasformatore sia in grado di assicurare la separazione       elettrica poiché in essa consiste la sicurezza del circuito secondario;       per tale motivo, i trasformatori di isolamento e di sicurezza devono essere       conformi alla specifica norma CEI14-6 (EN60742).  Un estratto viene       riportato nel box relativo.        &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt; &lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;      &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;        &lt;td&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;b&gt;Fig.3-Singolo   guasto a massa nel circuito secondario&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;    &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;span&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/center&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt; &lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;      &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;        &lt;td&gt;&lt;span&gt;&lt;img src="http://www.lighteducation.com/images/manuale/Fig.3-sez.15.gif" tppabs="http://www.lighteducation.com/manuale/Fig.3-sez.15.gif" width="290" border="0" height="205" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;    &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;span&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/center&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      Circa l'esecuzione dell'impianto alimentato dal trasformatore di isolamento,       la norma prescrive il divieto di collegare a terra le masse di tale impianto;       in particolare vieta di collegare dette masse alla terra di protezione del       circuito primario poiché in tal modo verrebbero vanificati i vantaggi       della separazione elettrica e si introdurrebbero masse estranee, è       necessario, però, prevedere un sistema di protezione nel caso si verifichi       un doppio guasto a massa su apparecchiature simultaneamente accessibili.       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt; &lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;      &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;        &lt;td&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;b&gt;Fig.4-Doppio   guasto a massa non protetto&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;    &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;span&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/center&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt; &lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;      &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;        &lt;td&gt;&lt;span&gt;&lt;img src="http://www.lighteducation.com/images/manuale/Fig.4-sez.15.gif" tppabs="http://www.lighteducation.com/manuale/Fig.4-sez.15.gif" width="295" border="0" height="204" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;    &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;span&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/center&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;      In questo caso, la corrente di guasto che si stabilisce nel secondario è       limitata solo dalla resistenza della persona e dall'impedenza complessiva       del sistema avvolgimento/linea; se non è presente un dispositivo       automatico di massima corrente con tempo di intervento rapidissimo, la situazione       diventa assai pericolosa per l'infortunato.  Per scongiurare il pericolo       derivante della situazione prospettata è necessario collegare       equipotenzialmente tra loro tutte le apparecchiature installate sul secondario;       in questo modo, il doppio guasto a massa viene visto come un cortocircuito       e provoca l'intervento delle protezioni automatiche di massima corrente prima       ancora che si verifichi il contatto indiretto da parte di una persona.       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt; &lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;      &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;        &lt;td&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;b&gt;Fig.5-Doppio   guasto a massa con protezione equipotenziale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;    &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;span&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/center&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt; &lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;      &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;        &lt;td&gt;&lt;span&gt;&lt;img src="http://www.lighteducation.com/images/manuale/Fig.5-sez.15.gif" tppabs="http://www.lighteducation.com/manuale/Fig.5-sez.15.gif" width="300" border="0" height="204" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;    &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;span&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/center&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;span class="content"&gt; &lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;      &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;        &lt;td&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;b&gt;Fig.6-Simbologia   essenziale per i trasformatori&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;    &lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;span&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/center&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="content"&gt;      &lt;/span&gt; &lt;span class="content"&gt; &lt;/span&gt; &lt;span class="content"&gt;   &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;      &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;        &lt;td&gt;&lt;span&gt;&lt;img src="http://www.lighteducation.com/images/manuale/Fig.6-sez.15.gif" tppabs="http://www.lighteducation.com/manuale/Fig.6-sez.15.gif" width="341" border="0" height="187" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-8705061375625329935?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/8705061375625329935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=8705061375625329935' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/8705061375625329935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/8705061375625329935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/01/impianti-elettrici.html' title='IMPIANTI ELETTRICI'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SW-mkZlk6dI/AAAAAAAAAEg/fijY5D7P7kU/s72-c/teatro+comunale+bologna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-3329971384666196824</id><published>2009-01-10T21:52:00.004+01:00</published><updated>2009-06-30T16:22:15.531+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carichi'/><title type='text'>CAPICORDA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWkOEACWiuI/AAAAAAAAAEY/yYc0R4WaUsw/s1600-h/capicorda.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 122px; height: 38px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWkOEACWiuI/AAAAAAAAAEY/yYc0R4WaUsw/s200/capicorda.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289774699215489762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NORME PER UN CORRETTO UTILIZZO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CAPICORDA A CUNEO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La tenuta di questo attacco è garantita dall'attrito che subisce la fune tra il corpo del capocorda e il cuneo. Verificare sempre, prima dell'impiego, che la dimensione del copocorda sia idonea per la fune e non sostituire mai il cuneo con qualcosa di diverso dall'originale. Il tratto di fune rinviata deve fuoriuscire dal copicorda almeno di 15/18 cm; accertarsi che il tratto di fune in trazione sia in asse con il perno di attacco quindi prevedere un morsetto di sicurezza. Verificare che la fune non possa scorrere nel capocorda effettuando qualche sollevamento di prova.&lt;br /&gt;Mai cercare di riparare il capocorda con saldature.&lt;br /&gt;Utilizzare solo funi da 6 o 8 trefoli.&lt;br /&gt;Controllare l'integrità della fune nei pressi del capocorda essendo quello il punto dove la fune tende a rovinarsi maggiormente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CAPICORDA PRESSATI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questo tipo di lavorazione richiede presse e stampi idonei e può essere eseguito esclusivamente da personale specializzato.&lt;br /&gt;Verificare almeno trimestralmente lo stato dei capicorda evidenziando segni d'usura, cricche o deformazioni.&lt;br /&gt;Non saldare mai il capocorda per ripararlo o fissarlo ad altre strutture.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per approfondimenti e schede tecniche vi consiglio di visitare il sito:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tecnomovint.com/home.htm"&gt;tecnomovint&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-3329971384666196824?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/3329971384666196824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=3329971384666196824' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/3329971384666196824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/3329971384666196824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/01/capicorda.html' title='CAPICORDA'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWkOEACWiuI/AAAAAAAAAEY/yYc0R4WaUsw/s72-c/capicorda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-4941830205586122268</id><published>2009-01-10T21:43:00.003+01:00</published><updated>2009-06-30T16:23:07.729+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carichi'/><title type='text'>GOLFARI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWkJ8dPOfhI/AAAAAAAAAEQ/nE3oY358Gfw/s1600-h/golfari.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 106px; height: 101px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWkJ8dPOfhI/AAAAAAAAAEQ/nE3oY358Gfw/s200/golfari.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289770171568651794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;NORME PER UN CORRETTO UTILIZZO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Prima dell'utilizzo dei golfari verificarne sempre l'integrità del filetto assicurandosi che le parti filettate siano pulite. &lt;br /&gt;Avvitare a fondo il golfare fino ad aderire completamente contro la superfice del particolare su cui viene assemblato. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mai cercare di adattare il golfare, tagliando o rifacendo la filettatura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quando il golfare viene sottoposto a sforzi laterali si ha una riduzione di portata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per approfondimenti e schede tecniche vi consiglio di visitare il sito:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tecnomovint.com/home.htm"&gt;tecnomovint&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-4941830205586122268?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/4941830205586122268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=4941830205586122268' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/4941830205586122268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/4941830205586122268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/01/golfari.html' title='GOLFARI'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWkJ8dPOfhI/AAAAAAAAAEQ/nE3oY358Gfw/s72-c/golfari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-2566524421439946452</id><published>2009-01-10T21:34:00.004+01:00</published><updated>2009-06-30T16:23:48.009+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carichi'/><title type='text'>TENDITORI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWkIIK4tfYI/AAAAAAAAAEI/Za2aJ9YrOrY/s1600-h/tenditore.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 124px; height: 62px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWkIIK4tfYI/AAAAAAAAAEI/Za2aJ9YrOrY/s200/tenditore.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289768173777550722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;NORME PER UN CORRETTO UTILIZZO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I tenditori possono essere impiegati per tensionare i cavi solamente quando non sono soggetti a sollecitazioni di tipo dinamico o carichi pulsanti; i tiri applicati devono essere senpre allineati con il tenditore. Non sottoporre il tenditore a carichi laterali perchè potrebbe seriamente danneggiarsi. Non utilizzare mai il tenditore per il sollevamento. In caso di deformazione il tenditore deve essere sostituito immediatamente. Prima dell'uso verificare l'integrità del tenditore e delle parti filettate. Quando il tenditore è in posizione aperta, assicurarsi che il 25% circa della lunghezza totale del filetto sia avvitato nella canaula. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Non cercare mai di riparare un tenditore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per approfondimenti e schede tecniche vi consiglio di visitare il sito:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tecnomovint.com/home.htm"&gt;tecnomovint&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-2566524421439946452?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/2566524421439946452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=2566524421439946452' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2566524421439946452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2566524421439946452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/01/tenditori.html' title='TENDITORI'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWkIIK4tfYI/AAAAAAAAAEI/Za2aJ9YrOrY/s72-c/tenditore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-4940816511895456318</id><published>2009-01-10T21:08:00.006+01:00</published><updated>2009-06-30T16:24:36.779+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carichi'/><title type='text'>GRILLI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWkC3eYnWnI/AAAAAAAAAEA/wFaQUqIZFNQ/s1600-h/GRILLI.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 142px; height: 104px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWkC3eYnWnI/AAAAAAAAAEA/wFaQUqIZFNQ/s200/GRILLI.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289762389395724914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;NORME PER UN CORRETTO UTILIZZO &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La portata indicata è riferita a sollevamenti con un unico tiro di fune dove il carico è perfettamente allineato alla verticale del punto di sospensione. Quando il grillo viene sottoposto a sforzi laterali, non allineati all'asse di tiro (come nel caso di due tiranti inseriti nello stesso grillo), si ha una riduzione di portata notevole.&lt;br /&gt;Non sottoporre il grillo a tiri disassati che possano farlo ruotare danneggiandolo. Controllare sempre l'efficienza del grillo prima di ogni sollevamento. Assicurarsi che il perno sia avvitato contro la staffa utilizzando tutta la filettatura. Per evitare sbilanciamenti del carico, si può ridurre la luce del perno spessorandolo da entrambe le parti con opportuni distanziali, senza mai saldare.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mai eseguire saldature su un grillo. &lt;br /&gt;Mai utilizzare un bullone o qualcosa di diverso dal perno originale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Le operazioni di controllo devono essere effettuate da personale esperto&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;al più tardi trimestralmente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per approfondimenti e schede tecniche vi consiglio di visitare il sito:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tecnomovint.com/home.htm"&gt;tecnomovint&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-4940816511895456318?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/4940816511895456318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=4940816511895456318' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/4940816511895456318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/4940816511895456318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/01/grilli.html' title='GRILLI'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWkC3eYnWnI/AAAAAAAAAEA/wFaQUqIZFNQ/s72-c/GRILLI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-8035636175419104787</id><published>2009-01-10T18:53:00.005+01:00</published><updated>2009-06-30T16:25:28.166+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carichi'/><title type='text'>CAVI DI SOLLEVAMENTO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWjnheGpecI/AAAAAAAAADg/07wywgJe3J4/s1600-h/funi+metalliche.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 101px; height: 83px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWjnheGpecI/AAAAAAAAADg/07wywgJe3J4/s200/funi+metalliche.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289732324549294530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Norme per un corretto utilizzo delle funi metalliche&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quando si solleva un carico vanno considerate anche le caratteristiche del carico da movimentare nonchè le condizioni ambientali del luogo. I carichi da movimentare devono avere dimensioni e forma compatibili con il tirante che viene impiegato. I punti di aggancio devono sempre garantire una presa sicura e stabile del carico, il più possibile baricentrato. Il carico, nello stesso tempo, deve avere superfici sufficientemente resistenti per supportare la pressione esercitata dalla presa.&lt;br /&gt;Indicativamente il diametro del perno deve essere almeno 3-4 volte quello della fune perchè questa conservi le proprie caratteristiche; al di sotto di questo valore la fune si deteriora rapidamente e la portata del tirante fune metallica si dimezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le condizioni ambientali influiscono sulla scelta del tirante da utilizzare. Le temperature per un corretto utilizzo devono essere comprese tra -20 e +100 C°. Il tirante non può essere utilizzato in presenza di vapori, fumi, liquidi corrosivi e fiamme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di utilizzare il tirante fune metallica vanno controllate visivamente le condizioni delle funi e dei loro accessori. Va accertato che il carico non superi la portata indicata sulla targhetta posta sulla fune metallica. Va controllato che l'accessorio di sospensione del tirante abbia dimensioni tali da consentire una certa  mobilità  sul  gancio  della gru, del  motore  o  del  montacarichi,&lt;br /&gt;senza che vi siano forzature o impedimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tiranti fune metallica devono essere controllati entro tre mesi dalla data di messa in servizio o dall'ultimo impiego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tiranti in fune metallica ed i loro gruppi vengono certificati mediante un "ATTESTATO DI CONFORMITA'" in accordo al D.P.R. 459 del 24 luglio 1996 ed alla Direttiva Macchine 89/392, 91/368, 93/44 e 93/68.&lt;br /&gt;Ad ogni tirante viene applicata una targhetta in metallo riportante la portata, il diametro, il codice di rintracciabilità e la normativa CE.&lt;br /&gt;I consigli per un corretto uso e manutenzione vengono descritti in un manuale consegnato con i tiranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per approfondimenti e schede tecniche vi consiglio di visitare il sito:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tecnomovint.com/home.htm"&gt;tecnomovint&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-8035636175419104787?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/8035636175419104787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=8035636175419104787' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/8035636175419104787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/8035636175419104787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/01/cavi-di-sollevamento.html' title='CAVI DI SOLLEVAMENTO'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWjnheGpecI/AAAAAAAAADg/07wywgJe3J4/s72-c/funi+metalliche.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-161294031708728003</id><published>2009-01-07T23:25:00.007+01:00</published><updated>2009-06-30T16:26:37.028+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carichi'/><title type='text'>GANCI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWj_MjjLg5I/AAAAAAAAAD4/vmpB2gY5w9o/s1600-h/gancio.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 96px; height: 126px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWj_MjjLg5I/AAAAAAAAAD4/vmpB2gY5w9o/s200/gancio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289758353512956818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;NORME PER UN CORRETTO UTILIZZO DEI GANCI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il gancio mantiene la sua portata nominale quando la risultante delle&lt;br /&gt;forze applicate è allineata con l’asse del gancio. Non sottoporre mai&lt;br /&gt;il gancio a sforzi laterali o carichi di punta. &lt;br /&gt;Non sono ammissibili carichi sulla linguetta di sicurezza &lt;br /&gt;che ha il solo scopo di evitarne la fuoriuscita. Non ruotare il&lt;br /&gt;gancio girevole sotto carico. I ganci devono essere sostituiti non appena&lt;br /&gt;si evidenziano segni di usura, deformazioni o riduzioni di sezione in&lt;br /&gt;qualsiasi punto superiori al 10%. Mai cercare di riparare un gancio.&lt;br /&gt;Fare attenzione che il gancio non possa essere raggiunto da spruzzi di&lt;br /&gt;saldatura che ne pregiudicherebbero l’integrità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di ogni sollevamento assicurarsi che:&lt;br /&gt;-il gancio e la sicurezza siano in buono stato&lt;br /&gt;-le sicurezze non siano piegate o danneggiate&lt;br /&gt;-la molla di richiamo della sicurezza spinga la stessa contro il gancio chiudendone l'apertura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sollevare sempre il carico in maniera centrata. Evitare i sollevamenti laterali, fuori assi o non centrati nella sella del gancio.&lt;br /&gt;Controllare periodicamente che la linguetta di sicurezza funzioni correttamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per usi gravosi ed intensi si raccomanda di effettuare una ispezione visiva a scadenza giornaliera.&lt;br /&gt;Verificare la presenza di cricche o shock di carico ed utilizzare una spazzola metallica per verificare la presenza della corrosione.&lt;br /&gt;La verifica dell’abrasione del gancio deve essere condotta con il seguente criterio: se l’abrasione supera il valore del 10% rispetto al dato della quota&lt;br /&gt;nominale (se non diversamente specificato nelle norme tecniche) il gancio &lt;br /&gt;deve essere considerato a scarto.&lt;br /&gt;Verificare che il gancio non sia deformato: 10° è la massima deformazione ammissibile.&lt;br /&gt;Una anomala apertura della bocca del gancio è un chiaro sintomo di sovraccarico del medesimo; tale tipologia di deformazione può essere verificata&lt;br /&gt;con un controllo visivo.&lt;br /&gt;La linguetta di sicurezza si deve chiudere fermamente, nel caso in cui non si blocchi e fuoriesca dalla bocca del gancio ci si trova di fronte ad&lt;br /&gt;una deformazione permanente inaccettabile.&lt;br /&gt;Verificare il corretto funzionamento della linguetta di sicurezza, la molla deve permettere al dispositivo di ritornare in posizione. La linguetta di sicurezza è riparabile, viene fornito un kit di ricambio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per approfondimenti e schede tecniche vi consiglio di visitare il sito:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tecnomovint.com/home.htm"&gt;tecnomovint&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-161294031708728003?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/161294031708728003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=161294031708728003' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/161294031708728003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/161294031708728003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/01/ganci.html' title='GANCI'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWj_MjjLg5I/AAAAAAAAAD4/vmpB2gY5w9o/s72-c/gancio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-3852045564970974540</id><published>2009-01-07T23:15:00.007+01:00</published><updated>2009-06-30T16:27:22.023+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carichi'/><title type='text'>CATENE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWjorHzQAfI/AAAAAAAAADo/s-N-xW4m4Es/s1600-h/catene.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 111px; height: 124px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWjorHzQAfI/AAAAAAAAADo/s-N-xW4m4Es/s200/catene.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289733589872673266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NORME PER UN CORRETTO UTILIZZO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Prima di utilizzare per la prima volta la catena,&lt;br /&gt;assicurarsi che:&lt;br /&gt;- la catena corrisponda esattamente a quella ordinata;&lt;br /&gt;- la dichiarazione di conformità sia stata consegnata&lt;br /&gt;con la catena;&lt;br /&gt;- la portata segnata sulla targa posta sulla catena&lt;br /&gt;corrisponda a quella indicata sulla dichiarazione&lt;br /&gt;di conformità;&lt;br /&gt;- le istruzioni per l’uso siano state lette e comprese da&lt;br /&gt;chi utilizza la catena.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Controllare visivamente che non vi siano deformazioni&lt;br /&gt;o segni di usura. In caso di dubbio, far controllare la&lt;br /&gt;catena da persone competenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversamente dalle catene tradizionali, le catene inossidabili possono essere impiegate negli ambienti più corrosivi e alle temperature più elevate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le catene ed i loro gruppi vengono certificati mediante un "ATTESTATO DI CONFORMITA'" in accordo al D.P.R. 459 del 24 luglio 1996 ed alla Direttiva Macchine 89/392, 91/368, 93/44 e 93/68. Ad ogni catena viene applicata una targhetta in metallo riportante la portata, il diametro, il codice di rintracciabilità e la normativa CE.&lt;br /&gt;I consigli per un corretto uso e manutenzione vengono descritti in un manuale consegnato con le catene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per approfondimenti e schede tecniche vi consiglio di visitare il sito:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tecnomovint.com/home.htm"&gt;tecnomovint&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-3852045564970974540?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/3852045564970974540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=3852045564970974540' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/3852045564970974540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/3852045564970974540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/01/catene.html' title='CATENE'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWjorHzQAfI/AAAAAAAAADo/s-N-xW4m4Es/s72-c/catene.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-2725688385568315069</id><published>2009-01-07T22:41:00.012+01:00</published><updated>2009-06-30T16:27:50.385+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carichi'/><title type='text'>FASCE O BRACHE DI SOLLEVAMENTO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NORME PER UN CORRETTO UTILIZZO DELLE BRACHE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWj4_GW2_uI/AAAAAAAAADw/KvZvufXnzEw/s1600-h/brache.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 72px; height: 97px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWj4_GW2_uI/AAAAAAAAADw/KvZvufXnzEw/s200/brache.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289751525268586210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le fasce e le brache di poliestere sono leggere,&lt;br /&gt;maneggevoli, ed estremamente flessibili; non rovinano&lt;br /&gt;le superfici dei carichi e garantiscono una certa elasticità&lt;br /&gt;per ammortizzare meglio gli strappi durante la&lt;br /&gt;movimentazione. Sono la soluzione ideale per problemi&lt;br /&gt;di sollevamento di carichi delicati, che potrebbero&lt;br /&gt;essere danneggiati da tiranti in fune o catena.&lt;br /&gt;Rappresentano inoltre l’unico sistema di sollevamento&lt;br /&gt;nel caso di lavori in ambienti corrosivi o con pericolo&lt;br /&gt;di conduzione elettrica. Essendo materiali in fibra sono&lt;br /&gt;soggetti al taglio, pertanto, qualora vi fossero spigoli&lt;br /&gt;vivi o pericoli di forte abrasione si consiglia di utilizzare&lt;br /&gt;appropriate protezioni o paraspigoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le brache di poliestere riportano il nome del costruttore,&lt;br /&gt;la portata e la marcatura CE su un’etichetta in materiale&lt;br /&gt;antistrappo cucita all’interno di una delle due asole&lt;br /&gt;o sulla guaina dell’anello. Sul retro dell’etichetta sono&lt;br /&gt;indicate le istruzioni per il corretto utilizzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le brache devono essere controllate attentamente, al più&lt;br /&gt;tardi ogni tre mesi, da un responsabile della sicurezza,&lt;br /&gt;fermo restando che le brache vanno sempre controllate&lt;br /&gt;prima di essere utilizzate. Le brache non possono più&lt;br /&gt;essere utilizzate quando presentano tagli, anche di piccole&lt;br /&gt;dimensioni, deformazioni o segni di deterioramento,&lt;br /&gt;rammollimento o irrigidimento del nastro, o perdita di&lt;br /&gt;flessibilità. Nel caso di brache tonde ad anello, scartare&lt;br /&gt;la braca non appena si lacera la guaina esterna.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le brache devono comunque essere tolte dal&lt;br /&gt;servizio dopo 5 anni dalla data di produzione&lt;br /&gt;riportata sulla etichetta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;CONSIGLI DI UTILIZZO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Non utilizzare mai brache danneggiate&lt;br /&gt;anche parzialmente.&lt;br /&gt;- Evitare il contatto con superfici taglienti&lt;br /&gt;o abrasive: in questo caso utilizzare&lt;br /&gt;opportune protezioni o paraspigoli.&lt;br /&gt;- Verificare che l’asola della fascia o la&lt;br /&gt;braca ad anello di poliestere non vengano&lt;br /&gt;agganciati a superfici che possano&lt;br /&gt;danneggiarli.&lt;br /&gt;- Non schiacciare le brache sotto il carico&lt;br /&gt;ne cercare di sfilarle se lo stesso appoggia&lt;br /&gt;sul nastro.&lt;br /&gt;- Non strisciare la braca sul terreno durante&lt;br /&gt;il trasporto&lt;br /&gt;- Verificare che la lunghezza dell’asola&lt;br /&gt;sia almeno 4 volte il diametro del perno&lt;br /&gt;o del gancio su cui lavorano, in modo&lt;br /&gt;che l’angolo interno dell’asola non&lt;br /&gt;superi i 20°.&lt;br /&gt;- Conservare le brache pulite utilizzando&lt;br /&gt;acqua fredda e poi appenderle perché si&lt;br /&gt;possano asciugare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le fasce,  le brache ed i loro gruppi vengono certificati mediante un "ATTESTATO DI CONFORMITA'" in accordo al D.P.R. 459 del 24 luglio 1996 ed alla Direttiva Macchine 89/392, 91/368, 93/44 e 93/68.&lt;br /&gt;Ad ogni fascia viene applicata una etichetta riportante la portata, la larghezza, il codice di rintracciabilità e la normativa CE.&lt;br /&gt;Ad ogni braca viene applicata una etichetta riportante la portata, lo sviluppo, il codice di rintracciabilità e la marcatura CE.&lt;br /&gt;I consigli per un corretto uso e manutenzione vengono descritti in un manuale consegnato con le fasce o con le brache.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per approfondimenti e schede tecniche vi consiglio di visitare il sito:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tecnomovint.com/home.htm"&gt;tecnomovint&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-2725688385568315069?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/2725688385568315069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=2725688385568315069' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2725688385568315069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2725688385568315069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2009/01/caratteristiche-delle-brache-e-norme.html' title='FASCE O BRACHE DI SOLLEVAMENTO'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SWj4_GW2_uI/AAAAAAAAADw/KvZvufXnzEw/s72-c/brache.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-1587938894779964024</id><published>2008-12-21T22:50:00.003+01:00</published><updated>2008-12-21T23:16:43.055+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Orchestra'/><title type='text'>Esercitazione antincendio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SU690Wz3SqI/AAAAAAAAADI/57eIJ6hQ2p0/s1600-h/buca+orchestra.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 97px; height: 130px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SU690Wz3SqI/AAAAAAAAADI/57eIJ6hQ2p0/s200/buca+orchestra.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282368120126130850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il 19 dicembre 2008 alle ore 17 è stata fatta la prima prova di evacuazione antincendio. La prova ha interessato i professori d'orchestra inpegnati in una prova dell'opera "I Puritani".&lt;br /&gt;In buca erano presenti circa cinquanta lavoratori. Alla prova hanno preso parte, oltre agli stessi lavoratori, anche  il Rspp Avv. Cocchi, il Direttore degli affari generali Ing. Stanghellini e i Rls Parisini e Righini.&lt;br /&gt;Il segnale è stato dato a voce e il tempo cronometrato è stato di 60 secondi.&lt;br /&gt;E' da rilevare l'alta sensibilità e compostezza dimostrata dai lavoratori.&lt;br /&gt;Considerando l'unicità e l'assoluta novità di questa prova, non possiamo che trarne tutti una eccellente valutazione. Si tratta di un punto di partenza incoraggiante e a mio avviso questo rappresenta un primo successo del lavoro di collaborazione tra Rls e azienda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Patti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-1587938894779964024?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/1587938894779964024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=1587938894779964024' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/1587938894779964024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/1587938894779964024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2008/12/esercitazione-antincendio.html' title='Esercitazione antincendio'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SU690Wz3SqI/AAAAAAAAADI/57eIJ6hQ2p0/s72-c/buca+orchestra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-5067068638940498915</id><published>2008-12-18T22:45:00.012+01:00</published><updated>2009-05-15T16:40:53.194+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palcoscenico'/><title type='text'>Accertamenti di assenza di tossicodipendenza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SUwCm7NjtBI/AAAAAAAAADA/k3INxcdHt-o/s1600-h/cannabis3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 116px; height: 80px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SUwCm7NjtBI/AAAAAAAAADA/k3INxcdHt-o/s200/cannabis3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281599330751591442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni sono iniziate le discussioni per quanto riguarda i test di accertamento di assenza di tossicodipendenza. Erroneamente vengono considerate alcune mansioni, relative ai lavori eseguiti dai tecnici di palcoscenico, rientranti in tale normativa. Nella fattispecie si fa riferimento ai lavori in altezza e alla movimentazione dei carichi sospesi. Tengo a precisare, a scanso di equivoci, che l'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, in materia di accertamenti di assenza di tossicodipendenza, non prevede nella maniera più assoluta tali lavori. L'articolo 1 (mansioni a rischio) recita:&lt;br /&gt;Le mansioni che comportano rischi per la sicurezza, l'incolumità e la salute proprio e di terzi, anche in riferimento ad un'assunzione solo sporadica di sostanze stupefacenti, sono, oltre a quelle inerenti attività di trasporto, anche quelle individuate nell'allegato I, che forma parte integrante della presente intesa. Per tali mansioni è obbligatoria la sorveglianza sanitaria ai sensi del combinato disposto degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allegato I&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MANSIONI CHE COMPORTANO PARTICOLARI RISCHI PER LA SICUREZZA, L'INCOLUMITA' E LA SALUTE DEI TERZI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Attività per le quali è richiesto un certificato di abilitazione per l'espletamento dei seguenti lavori pericolosi:&lt;br /&gt;a)impiego di gas tossici&lt;br /&gt;b)fabbricazione e uso di fuochi di artificio e posizionamento e brillamento mine&lt;br /&gt;c)direzione tecnica e conduzione di impianti nucleari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2)Mansioni inerenti le attività di trasporto&lt;br /&gt;a)conducenti di veicoli stradali per i quali è richiesto il possesso della patente di guida categoria C, D, E, e quelli per i quali è richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio di conducente....&lt;br /&gt;b)personale addetto direttamente alla circolazione dei treni e alla sicurezza dell'esercizio ferroviario.....&lt;br /&gt;c)personale ferroviario navigante sulle navi....&lt;br /&gt;d)personale navigante delle acque interne con qualifica....&lt;br /&gt;e)personale addetto alla circolazione e a sicurezza delle ferrovie......&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;f)conducenti, conduttori, manovratori e addetti agli scambi di altri veicoli con binario, rotaie o di apperecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra o di monorotaie;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;g)personale marittimo di.....&lt;br /&gt;h)controllori di volo...&lt;br /&gt;i)personale certificato dal registro aeronautico italiano;&lt;br /&gt;l)collaudatori di mezzi di navigazione....&lt;br /&gt;m)addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti;&lt;br /&gt;n)addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Funzioni operative proprie degli addetti e dei responsabili della produzione, del confezionamento, della detenzione, del trasporto e della vendita di esplosivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi permetto di aggiungere una mia personale considerazione inerente a quanto sopra riportato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggendo un noto sociologo, nonchè esperto di sistemi lavorativi, come Luciano Gallino, ho avuto modo di capire che tra le prima cause che stanno all'origine degli infortuni sul lavoro ci sia la cattiva organizzazione del lavoro. Visto che chi è responsabile di organizzazione del lavoro non rientra nell'allegato I, nella fattispecie datori di lavoro (DDL) e dirigenti, il mio suggerimento è quello di inserire gli stessi alla lista dell'allegato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-5067068638940498915?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/5067068638940498915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=5067068638940498915' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/5067068638940498915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/5067068638940498915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2008/12/accertamento-di-assenza-di.html' title='Accertamenti di assenza di tossicodipendenza'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SUwCm7NjtBI/AAAAAAAAADA/k3INxcdHt-o/s72-c/cannabis3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-146302666055590376</id><published>2008-11-09T17:58:00.004+01:00</published><updated>2008-11-10T15:09:22.214+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione e Formazione'/><title type='text'>Informazione e Formazione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SRgS9rvXPPI/AAAAAAAAACo/CkOja09PC6Y/s1600-h/foto-formazione.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 135px; height: 98px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SRgS9rvXPPI/AAAAAAAAACo/CkOja09PC6Y/s200/foto-formazione.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266980615132495090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' importante sapere che, oltre i compiti definiti dal Contratto Collettivo Nazionale che specifica le mansioni che dovranno svolgere i livelli dal quinto al primo, la formazione è un aspetto decisivo e centrale che può o non può consentire ad un lavoratore di svolgere un qualsiasi lavoro in sicurezza. E' compito dei preposti quello di verificare che il lavoratore abbia ricevuto l'adeguata formazione prima di assegnargli un lavoro. E' compito dei RLS quello di verificare che la stessa formazione sia stata fatta a dirigenti, preposti e lavoratori. Nel caso contrario i RLS accertino la mancanza di una avvenuta formazione, hanno il dovere istituzionale di chiederla al Datore di Lavoro e di segnalare il tutto agli organi compatenti della USL.&lt;br /&gt;Riporto di seguito gli articoli di legge :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 73 del D.Lgs. 81 del 2008 - Informazione e formazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Nell’ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37 il datore di lavoro provvede, affinché per ogni attrezzatura di lavoro messa a disposizione, i lavoratori incaricati dell’uso dispongano di ogni necessaria informazione e istruzione e ricevano una formazione adeguata in rapporto alla sicurezza relativamente:&lt;br /&gt;a) alle condizioni di impiego delle attrezzature;&lt;br /&gt;b) alle situazioni anormali prevedibili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il datore di lavoro provvede altresì a informare i lavoratori sui rischi cui sono esposti durante l’uso delle attrezzature di lavoro, sulle attrezzature di lavoro presenti nell’ambiente immediatamente circostante, anche se da essi non usate direttamente, nonché sui cambiamenti di tali attrezzature.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Le informazioni e le istruzioni d’uso devono risultare comprensibili ai lavoratori interessati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori incaricati dell’uso delle attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità particolari di cui all’articolo 71, comma 7, ricevano una formazione adeguata e specifica, tale da consentirne l’utilizzo delle attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-146302666055590376?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/146302666055590376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=146302666055590376' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/146302666055590376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/146302666055590376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2008/11/informazione-e-formazione.html' title='Informazione e Formazione'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SRgS9rvXPPI/AAAAAAAAACo/CkOja09PC6Y/s72-c/foto-formazione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-6808983945863077034</id><published>2008-11-08T15:47:00.003+01:00</published><updated>2008-11-08T15:52:18.535+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Forum'/><title type='text'>Forum di discussione sulla sicurezza</title><content type='html'>Avendo ricevuto alcuni commenti legati alla sicurezza in teatro, ho pensato di creare questa pagina di Forum per avere la possibilità di affrontare trasversalmente tutti gli ambiti ed i ruoli raggruppati nei link di questo blog, ringrazio tutti coloro che vorranno dire la loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Patti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-6808983945863077034?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/6808983945863077034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=6808983945863077034' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/6808983945863077034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/6808983945863077034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2008/11/forum-di-discussione-sulla-sicurezza.html' title='Forum di discussione sulla sicurezza'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-2837847566844427642</id><published>2008-09-27T17:18:00.005+02:00</published><updated>2008-09-27T17:32:59.189+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medico Competente'/><title type='text'>Il Medico Competente e la Sorveglianza Sanitaria</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SN5RV_V6NbI/AAAAAAAAACg/VmTxMggIdpg/s1600-h/medico+immagine.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SN5RV_V6NbI/AAAAAAAAACg/VmTxMggIdpg/s200/medico+immagine.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250723653783008690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;SEZIONE V&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SORVEGLIANZA SANITARIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Articolo 38&lt;br /&gt;Titoli e requisiti del medico competente&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;1. Per svolgere le funzioni di medico competente è necessario possedere uno dei seguenti titoli o requisiti:&lt;br /&gt;a) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica;&lt;br /&gt;b) docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;&lt;br /&gt;c) autorizzazione di cui all’articolo 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277;&lt;br /&gt;d) specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. I medici in possesso dei titoli di cui al comma 1, lettera d), sono tenuti a frequentare appositi percorsi formativi universitari da definire con apposito decreto del  Ministero dell’Università e della ricerca scientifica di concerto con il Ministero della salute. I soggetti di cui al precedente periodo i quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, svolgano le attività di medico competente o dimostrino di avere svolto tali attività per almeno un anno nell’arco dei tre anni anteriori all’entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono abilitati a svolgere le medesime funzioni. A tal fine sono tenuti a produrre alla Regione attestazione del datore di lavoro comprovante l’espletamento di tale attività. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Per lo svolgimento delle funzioni di medico competente è altresì necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina ai sensi del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e successive modificazioni e integrazioni, a partire dal programma triennale successivo all’entrata in vigore del presente decreto legislativo. I crediti previsti dal programma triennale dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70 per cento del totale nella disciplina “medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. I medici in possesso dei titoli e dei requisiti di cui al presente articolo sono iscritti nell’elenco dei medici competenti istituito presso il Ministero della salute. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Articolo 39&lt;br /&gt;Svolgimento dell’attività di medico competente&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;1. L’attività di medico competente è svolta secondo i principi della medicina del lavoro e del codice etico della Commissione internazionale di salute occupazionale (ICOH).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il medico competente svolge la propria opera in qualità di: &lt;br /&gt;a) dipendente o collaboratore di una struttura esterna pubblica o privata, ivi comprese quelle costituite su iniziativa delle organizzazioni datoriali, convenzionata con l’imprenditore;&lt;br /&gt;b) libero professionista;&lt;br /&gt;c) dipendente del datore di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il dipendente di una struttura pubblica, assegnato agli uffici che svolgono attività di vigilanza, non può prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale, attività di medico competente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Il datore di lavoro assicura al medico competente le condizioni necessarie per lo svolgimento di tutti i suoi compiti garantendone l’autonomia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Il medico competente può avvalersi, per accertamenti diagnostici, della collaborazione di medici specialisti scelti in accordo con il datore di lavoro che ne sopporta gli oneri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Nei casi di aziende con più unità produttive, nei casi di gruppi d’imprese nonché qualora la valutazione dei rischi ne evidenzi la necessità, il datore di lavoro può nominare più medici competenti individuando tra essi un medico con funzioni di coordinamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Articolo 40&lt;br /&gt;Rapporti del medico competente con il Servizio sanitario nazionale&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;1. Entro il primo trimestre dell’anno successivo all’anno di riferimento il medico competente trasmette, esclusivamente per via telematica, ai servizi competenti per territorio le informazioni, elaborate evidenziando le differenze di genere, relative ai dati collettivi sanitari e di rischio dei lavoratori, sottoposti a sorveglianza sanitaria secondo il modello in allegato 3B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano trasmettono le informazioni di cui al comma 1, aggregate dalle aziende sanitarie locali, all’ISPESL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Articolo 41&lt;br /&gt;Sorveglianza sanitaria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(rif.: art. 16 d.lgs. n. 626/1994; art. 14 direttiva 89/391/CEE)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente: &lt;br /&gt;a) nei casi previsti dalla normativa vigente, dalle direttive europee nonché dalle indicazioni fornite dalla Commissione consultiva di cui all’articolo 6;&lt;br /&gt;b) qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. La sorveglianza sanitaria comprende:&lt;br /&gt;a) visita medica preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica;&lt;br /&gt;b) visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica. La periodicità di tali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa normativa, viene stabilita, di norma, in una volta l’anno. Tale periodicità può assumere cadenza diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio. L’organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza sanitaria differenti rispetto a quelli indicati dal medico competente;&lt;br /&gt;c) visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica;&lt;br /&gt;d) visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificare l’idoneità alla mansione specifica;&lt;br /&gt;e) visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Le visite mediche di cui al comma 2 non possono essere effettuate:&lt;br /&gt;a) in fase preassuntiva;&lt;br /&gt;b) per accertare stati di gravidanza;&lt;br /&gt;c) negli altri casi vietati dalla normativa vigente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Le visite mediche di cui al comma 2, a cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente. Nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento, le visite di cui al comma 2, lettere a), b) e d) sono altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Gli esiti della visita medica devono essere allegati alla cartella sanitaria e di rischio di cui all’articolo 25, comma 1, lettera c), secondo i requisiti minimi contenuti nell’Allegato 3A e predisposta su formato cartaceo o informatizzato, secondo quanto previsto dall’articolo 54.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Il medico competente, sulla base delle risultanze delle visite mediche di cui al comma 2, esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica:&lt;br /&gt;a) idoneità; &lt;br /&gt;b) idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;&lt;br /&gt;c) inidoneità temporanea; &lt;br /&gt;d) inidoneità permanente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Nel caso di espressione del giudizio di inidoneità temporanea vanno precisati i limiti temporali di validità.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;8. Dei giudizi di cui al comma 6, il medico competente informa per iscritto il datore di lavoro e il lavoratore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Avverso i giudizi del medico competente è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, all’organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Articolo 42&lt;br /&gt;Provvedimenti in caso di inidoneità alla mansione specifica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il datore di lavoro, anche in considerazione di quanto disposto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, in relazione ai giudizi di cui all’articolo 41, comma 6, attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un’inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, ad altra mansione compatibile con il suo stato di salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il lavoratore di cui al comma 1 che viene adibito a mansioni inferiori conserva la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente svolte, nonché la qualifica originaria. Qualora il lavoratore venga adibito a mansioni equivalenti o superiori si applicano le norme di cui all’articolo 2103 del codice civile, fermo restando quanto previsto dall’articolo 52 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Articolo 25&lt;br /&gt;Obblighi del medico competente&lt;br /&gt;(rif.: art. 17 d.lgs. n. 626/1994; art. 14 direttiva 89/391/CEE)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il medico competente: &lt;br /&gt;a) collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori, all’attività di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza, e alla organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro. Collabora inoltre alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di “promozione della salute”, secondo i principi della responsabilità sociale;&lt;br /&gt;b) programma ed effettua la sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati;&lt;br /&gt;c) istituisce, anche tramite l’accesso alle cartelle sanitarie e di rischio, di cui alla lettera f), aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria. Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il medico competente concorda con il datore di lavoro il luogo di custodia;&lt;br /&gt;d) consegna al datore di lavoro, alla cessazione dell’incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo del 30 giugno 2003 n.196 e con salvaguardia del segreto professionale;&lt;br /&gt;e) consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, la documentazione sanitaria in suo possesso e gli fornisce le informazioni riguardo la necessità di conservazione;&lt;br /&gt;f) invia all’ISPESL, esclusivamente per via telematica, le cartelle sanitarie e di rischio nei casi previsti dal presente decreto legislativo, alla cessazione del rapporto di lavoro, nel rispetto delle disposizioni di cui al  decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Il lavoratore interessato può chiedere copia delle predette cartelle all’ISPESL anche attraverso il proprio medico di medicina generale;&lt;br /&gt;g) fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione della attività che comporta l’esposizione a tali agenti. Fornisce altresì, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;&lt;br /&gt;h) informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria;&lt;br /&gt;i) comunica per iscritto, in occasione delle riunioni di cui all’articolo 35, al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati ai fini della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori;&lt;br /&gt;l) visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla  valutazione dei rischi; la indicazione di una periodicità diversa dall’annuale deve essere comunicata al datore di lavoro ai fini della sua annotazione nel documento di valutazione dei rischi;&lt;br /&gt;m) partecipa alla programmazione del controllo dell’esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria;&lt;br /&gt;n) comunica, mediante autocertificazione, il possesso dei titoli e requisiti di cui all’articolo 38 al Ministero della salute entro il termine di sei mesi dall’entrata in vigore del presente decreto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Articolo 58&lt;br /&gt;Sanzioni per il medico competente&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;1. Il medico competente è punito:&lt;br /&gt;a) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 500 a 2.500 euro per la violazione dell’articolo 25, comma 1, lett. d), e) e f);&lt;br /&gt;b) con l’arresto fino a due mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.500 euro per la violazione dell’articolo 25, comma 1, lett. b), c), g);&lt;br /&gt;c) con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 1.000 a 5.000 euro per la violazione dell’articolo 25, comma 1, lett. l);&lt;br /&gt;d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 3.000 euro per la violazione dell’articolo 25, comma 1, lett. i);&lt;br /&gt;e) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 10.500 euro per la violazione dell’articolo 40, comma 1.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-2837847566844427642?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/2837847566844427642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=2837847566844427642' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2837847566844427642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/2837847566844427642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2008/09/il-medico-competente-e-sorveglianza.html' title='Il Medico Competente e la Sorveglianza Sanitaria'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SN5RV_V6NbI/AAAAAAAAACg/VmTxMggIdpg/s72-c/medico+immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-8459341367230058703</id><published>2008-09-27T17:06:00.002+02:00</published><updated>2008-09-27T17:10:04.046+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Enti ed Associazioni'/><title type='text'>Comitato Spontaneo lavoratori Arena di Verona</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SN5MjAXjQ8I/AAAAAAAAACY/huMh1PPvZiA/s1600-h/arena+di+verona+immagine.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SN5MjAXjQ8I/AAAAAAAAACY/huMh1PPvZiA/s200/arena+di+verona+immagine.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250718379838489538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;mercoledì, 13 agosto 2008&lt;br /&gt;Appello per un teatro migliore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crediamo in un teatro migliore!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è un appello che rivolgiamo ad artisti ed intellettuali e a tutti coloro che operano nel mondo della lirica e non solo. Cerchiamo un appoggio e un sostegno contro chi, nel tempo, non ha saputo gestire un teatro, nello specifico la Fondazione Arena, che versa in condizione economiche gravissime e lanciamo un appello per contrastare chi si è reso responsabile di un deficit culturale enorme.&lt;br /&gt;Questo teatro non ha più un’identità, svilita negli anni da burocrati senza nessuna sensibilità&lt;br /&gt;Artistica, capaci solo di minacciare e svalutare i lavoratori in tutti i settori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi siamo i lavoratori e siamo parte integrante del teatro, perché la costruzione di uno spettacolo è&lt;br /&gt;una somma di mestieri (ci piace usare questo termine) che si incrociano: maestri e professori d’orchestra, macchinisti, danzatori, maestri del coro, tecnici luci, figuranti e corifee, addetti all’amministrazione, sarte, scenografi, falegnami, assistenti alla regia, attrezzisti, maestri collaboratori, personale di sale e retropalco, porta strumenti; i nostri dirigenti pensano che sia uguale avere un macchinista o un facchino, una comparsa con sensibilità artistica ed esperienza o una bella statuina, un regista capace o uno che sa solo correre, questa è una concezione amatoriale e poco rispettosa del pubblico che fa perdere prestigio e svilisce tutti dal tecnico sino al direttore d’orchestra e demotiva chiunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi vogliamo tornare ad essere orgogliosi del nostro lavoro; vogliamo i complimenti di chi viene&lt;br /&gt;a dirigere un’opera; non vogliamo più assistere alle imbarazzanti produzioni del recente passato; vogliamo che la critica e i giornali parlino dei nostri spettacoli, ora siamo sistematicamente ignorati; vogliamo una direzione che ci considera una risorsa e non un costo; vogliamo dirigenti competenti e non esclusivamente autoritari.&lt;br /&gt;Il compito di questa realtà culturale, così famosa nel mondo, è produrre spettacoli degni della notorietà internazionale. Pertanto chiediamo che questi spettacoli siano di qualità con un tempo adeguato per le prove dei vari settori, il ripristino delle generali (magari aperte al pubblico), un’identità forte e un direttore artistico capace di un progetto culturale e di (ri)portare la Fondazione Arena in giro per il mondo e non solo nella provincia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo convinti che da queste decisioni si possa risolvere la grave crisi attuale, generata non solo da sovrintendenti che passano, ma soprattutto da questa classe dirigente stabile da troppi anni.&lt;br /&gt;Un teatro aperto e funzionante, sia per la stagione estiva che invernale, è una ricchezza per la città sia sotto il profilo economico che culturale, nonché un doveroso rispetto per le aspettative di qualità del pubblico pagante e per la tradizione popolare che ha reso Verona nota in tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aiutateci con la vostra adesione a tornare grandi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comitato spontaneo dei Lavoratori dell'Arena di Verona&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6459218578424455565-8459341367230058703?l=sicurezzateatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/feeds/8459341367230058703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6459218578424455565&amp;postID=8459341367230058703' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/8459341367230058703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6459218578424455565/posts/default/8459341367230058703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sicurezzateatro.blogspot.com/2008/09/comitato-spontaneo-lavoratori-arena-di.html' title='Comitato Spontaneo lavoratori Arena di Verona'/><author><name>Giuseppe Patti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12311845267746129504</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-Ti-Je7f-Kk8/Tzj5DRCNlKI/AAAAAAAAAMQ/2liqulHjwhk/s220/foto.curriculum.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SN5MjAXjQ8I/AAAAAAAAACY/huMh1PPvZiA/s72-c/arena+di+verona+immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6459218578424455565.post-107375009509777144</id><published>2008-08-21T23:06:00.026+02:00</published><updated>2012-02-01T17:02:52.608+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palcoscenico'/><title type='text'>Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SN5INnxfJDI/AAAAAAAAACQ/g5lPa4vE1Cs/s1600-h/DPI+immagine.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1um9TQQZ6fk/SN5INnxfJDI/AAAAAAAAACQ/g5lPa4vE1Cs/s200/DPI+immagine.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250713614412620850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/DNALDI%7E1.ELE/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/08/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face  {font-family:SimSun;  panose-1:2 1 6 0 3 1 1 1 1 1;  mso-font-alt:宋体;  mso-font-charset:134; 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 &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;1. Si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato “DPI”,&lt;b style=""&gt; &lt;/b&gt;qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;2. Non&lt;b style=""&gt; &lt;/b&gt;costituiscono DPI:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 45pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;a) gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 45pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;b) le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 45pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;c) le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell'ordine pubblico;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 45pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;d) le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto stradali;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 45pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;e) i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attività lavorative;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 45pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;f) i materiali per l'autodifesa o per la dissuasione;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 45pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;g) gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi.&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;                                                                           &lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/DNALDI%7E1.ELE/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/08/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face  {font-family:SimSun;  panose-1:2 1 6 0 3 1 1 1 1 1;  mso-font-alt:宋体;  mso-font-charset:134;  mso-generic-font-family:auto;  mso-font-format:other;  mso-font-pitch:variable;  mso-font-signature:1 135135232 16 0 262144 0;} @font-face  {font-family:"Arial Unicode MS";  panose-1:2 11 6 4 2 2 2 2 2 4;  mso-font-charset:128;  mso-generic-font-family:swiss;  mso-font-pitch:variable;  mso-font-signature:-1 -369098753 63 0 4129279 0;} @font-face  {font-family:"\@SimSun";  panose-1:2 1 6 0 3 1 1 1 1 1;  mso-font-charset:134;  mso-generic-font-family:auto;  mso-font-pitch:variable;  mso-font-signature:3 135135232 16 0 262145 0;} @font-face  {font-family:"\@Arial Unicode MS";  panose-1:2 11 6 4 2 2 2 2 2 4; 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&lt;/style&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;Articolo 75&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;Obbligo di uso&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;1. I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/DNALDI%7E1.ELE/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/05/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face  {font-family:SimSun; 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I DPI devono essere conformi alle norme di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1992 n. 475, e sue successive modifiche ed integrazioni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;2. I DPI di cui al comma 1 devono inoltre:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 27pt; text-align: justify;"&gt;a) essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 27pt; text-align: justify;"&gt;b) essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 27pt; text-align: justify;"&gt;c) tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 27pt; text-align: justify;"&gt;d) poter essere adattati all'utilizzatore secondo le sue necessità.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 27pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;3. In caso di rischi multipli che richiedono l'uso simultaneo di più DPI, questi devono essere tra loro&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;compatibili e tali da mantenere, anche nell'uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti.&lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' compito del datore di lavoro applicare tutte le procedure preventive, indicate nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), per evitare che un incidente accada e nel caso in cui non si riesca a prevenire i rischi al 100%, il datore di lavoro deve fornire i DPI che avranno il compito di ridurre il danno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/DNALDI%7E1.ELE/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/06/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face  {font-family:SimSun;  panose-1:2 1 6 0 3 1 1 1 1 1;  mso-font-alt:宋体;  mso-font-charset:134;  mso-generic-font-family:auto;  mso-font-format:other;  mso-font-pitch:variable;  mso-font-signature:1 135135232 16 0 262144 0;} @font-face  {font-family:"Arial Unicode MS";  panose-1:2 11 6 4 2 2 2 2 2 4;  mso-font-charset:128;  mso-generic-font-family:swiss;  mso-font-pitch:variable;  mso-font-signature:-1 -369098753 63 0 4129279 0;} @font-face  {font-family:"\@SimSun";  panose-1:2 1 6 0 3 1 1 1 1 1;  mso-font-charset:134;  mso-generic-font-family:auto;  mso-font-pitch:variable;  mso-font-signature:3 135135232 16 0 262145 0;} @font-face  {font-family:"\@Arial Unicode MS";  panose-1:2 11 6 4 2 2 2 2 2 4; 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&lt;/style&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;Articolo 77&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;Obblighi del datore di lavoro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;1. Il datore di lavoro ai fini della scelta dei DPI:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;a) effettua l'analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;mezzi;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;b) individua le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi di cui alla lettera a), tenendo conto delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;c) valuta, sulla base delle informazioni e delle norme d'uso fornite dal fabbricante a corredo dei DPI, le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato e le raffronta con quelle individuate alla lettera b);&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;d) aggiorna la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;2. Il datore di lavoro, anche sulla base delle norme d'uso fornite dal fabbricante, individua le condizioni in cui un DPI deve essere usato, specie per quanto riguarda la durata dell'uso, in funzione di:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;a) entità del rischio;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;b) frequenza dell'esposizione al rischio;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;c) caratteristiche del posto di lavoro di ciascun lavoratore;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;d) prestazioni del DPI.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;3. Il datore di lavoro, sulla base delle indicazioni del decreto di cui all’articolo 79, comma 2, fornisce ai lavoratori DPI conformi ai requisiti previsti dall’articolo 76.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;4. Il datore di lavoro:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;a) mantiene in efficienza i DPI e ne assicura le condizioni d’igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;b) provvede a che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvo casi specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;c) fornisce istruzioni comprensibili per i lavoratori;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;d) destina ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano l’uso di uno stesso DPI da parte di più persone, prende misure adeguate affinché tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;e) informa preliminarmente il lavoratore dei rischi dai quali il DPI lo protegge;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;f) rende disponibile nell’azienda ovvero unità produttiva informazioni adeguate su ogni DPI;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;g) stabilisce le procedure aziendali da seguire, al termine dell’utilizzo, per la riconsegna e il deposito dei DPI;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;h) assicura una formazione adeguata e organizza, se necessario, uno specifico addestramento circa l’uso corretto e l’utilizzo pratico dei DPI.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;5. In ogni caso l’addestramento è indispensabile:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;a) per ogni DPI che, ai sensi del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, appartenga alla terza categoria;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;b) per i dispositivi di protezione dell’udito.&lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il datore di lavoro ha l'obbligo di scegliere i corretti DPI e  farli utilizzare e nello stesso tempo di informare ed addestrare i lavoratori sul loro utilizzo. L’ Art. 2087 C.C. del 1942 obbliga il datore di lavoro a puntare oltre al profitto e allo sviluppo, anche al rispetto dell’integrità fisica e l’integrità morale dei propri collaboratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/DNALDI%7E1.ELE/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face  {font-family:SimSun;  panose-1:2 1 6 0 3 1 1 1 1 1;  mso-font-alt:宋体;  mso-font-charset:134;  mso-generic-font-family:auto; 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 &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Informazione ai lavoratori&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center; page-break-after: avoid;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: black;"&gt;(rif.: art. 21 d.lgs. n. 626/1994; art. 10 direttiva n. 89/391/CEE)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;1. Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;a)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;b) &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;c) &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;d) &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione e del medico competente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;2. Il datore di lavoro provvede altresì affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione:&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;a)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; sui rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;b)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; sui pericoli connessi all’uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;c)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;3. Il datore di lavoro fornisce le informazioni di cui al comma 1, lettere &lt;i&gt;a&lt;/i&gt;&lt;i style=""&gt;) &lt;/i&gt;e al comma 2, lettere &lt;i style=""&gt;a), b)&lt;/i&gt; e &lt;i style=""&gt;c)&lt;/i&gt;, anche ai lavoratori di cui all’articolo &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;3&lt;span style=""&gt;, comma 9.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;4. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. Ove la informazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso informativo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Articolo 37&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center; page-break-after: avoid;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: black;" lang="EN-GB"&gt;(rif.: art. 22 d.lgs. n. 626/1994; art. 12 direttiva n. 89/391/CEE)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 9pt; color: black;" lang="EN-GB"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;s&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/s&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyTextIndent2" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt; line-height: normal;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;a)&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;b)&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti  misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;2. La durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione di cui al comma 1 sono definiti &lt;span style=""&gt;mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dall’entrata in vigore del presente decreto legislativo.&lt;/span&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;s&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/s&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;3. Il datore di lavoro assicura, altresì, che &lt;span style=""&gt;ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in merito ai rischi specifici di cui ai Titoli del presente decreto successivi al I. Ferme&lt;span style=""&gt; restando le disposizioni già in vigore in materia, la formazione di cui al periodo che precede è definita mediante l’accordo di cui al comma 2.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;4. La formazione &lt;span style=""&gt;e, ove previsto, l’addestramento specifico &lt;/span&gt;dev&lt;span style=""&gt;ono&lt;/span&gt; avvenire in occasione:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;a)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;b) &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;del trasferimento o cambiamento di mansioni;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;c) &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;5. L’addestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;6. La formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;7.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; I preposti ricevono&lt;span style=""&gt; a cura del datore di lavoro e in azienda,&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. &lt;span style=""&gt;I contenuti della formazione di cui al precedente periodo comprendono:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 27pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;a) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 27pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;b) definizione e individuazione dei fattori di rischio;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 27pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;c) valutazione dei rischi;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 27pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;d) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione&lt;i style=""&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 27pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;8. I soggetti di cui all’articolo 21, comma 1, del presente decreto possono avvalersi dei percorsi formativi appositamente definiti, tramite l’accordo di cui al comma 2, in sede di&lt;span style=""&gt; Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;9. I lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza devono ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell’emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui &lt;span style=""&gt;al DM 10 marzo 1998 attuativo dell’articolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;10. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;11. Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi: &lt;i style=""&gt;a)&lt;/i&gt; principi giuridici comunitari, costituzionali e civilistici; &lt;i style=""&gt;b)&lt;/i&gt; legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; &lt;i style=""&gt;c)&lt;/i&gt; principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; &lt;i style=""&gt;d) &lt;/i&gt;definizione e individuazione dei fattori di rischio; &lt;i style=""&gt;e)&lt;/i&gt; valutazione dei rischi; &lt;i style=""&gt;f)&lt;/i&gt; individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione; &lt;i style=""&gt;g)&lt;/i&gt; aspetti normativi dell’attività di rappresentanza dei lavoratori; h) nozioni di tecnica della comunicazione. La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali,&lt;i style=""&gt; &lt;/i&gt;di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell’obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50&lt;i style=""&gt; &lt;/i&gt;lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50&lt;i style=""&gt; &lt;/i&gt;lavoratori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;con gli organismi paritetici di cui all’articolo 50 ove presenti, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;13. Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenze necessarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;14. Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attività di formazione di cui al presente &lt;span style=""&gt;decreto&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui all’articolo 2, comma 1, lettera &lt;i style=""&gt;i)&lt;/i&gt;, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni. &lt;span style=""&gt;Il contenuto del libretto formativo è considerato dal datore di lavoro ai fini della programmazione della formazione e di esso gli organi di vigilanza tengono conto ai fini della verifica degli obblighi di cui al presente decreto.&lt;i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lavoratori hanno l'obbligo di sottoporsi al programma di formazione ed addestramento organizzato dal datore di lavoro, nonchè di avere cura dei Dpi  non  apportandovi modifiche, segnalando tempestivamente difetti o inconvenienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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In ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 20, comma 2, lettera h), i I lavoratori si sottopongono al programma di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro nei casi ritenuti necessari ai sensi dell'articolo 68, commi 4, lettera h), e 5.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;2. In ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 20, comma 2, lettera d), i I lavoratori utilizzano i DPI messi a loro disposizione conformemente all'informazione e alla formazione ricevute e all'addestramento eventualmente organizzato ed espletato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;3. I lavoratori:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;a) provvedono alla cura dei DPI messi a loro disposizione;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;b) non vi apportano modifiche di propria iniziativa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;4. Al termine dell'utilizzo i lavoratori seguono le procedure aziendali in materia di riconsegna dei DPI.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;5. I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco i DPI più utilizzati in palcoscenico:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casco, guanti, scarpe, occhiali o maschere, mascherine protettive dalle polveri, imbragature, paracaduti, tappi o cuffie per le orecchie.&lt;br /&gt;Tranne per le scarpe antinfortunistica, che il lavoratore ha l'obbligo di indossare appena mette piede in palcoscenico, gli altri DPI posso essere usati o non usati al secondo del rischio e comunque sempre a discrezione del datore di lavoro, del proposto e dello stesso lavoratore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/DNALDI%7E1.ELE/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/08/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face  {font-family:SimSun;  panose-1:2 1 6 0 3 1 1 1 1 1;  mso-font-alt:宋体;  mso-font-charset:134;  mso-generic-font-family:auto;  mso-font-format:other;  mso-font-pitch:variable;  mso-font-signature:1 135135232 16 0 262144 0;} @font-face  {font-fam
